Italicum: chi se ne frega della minoranza Pd

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È cominciata alla Camera dei deputati l’iter che porterà alla votazione finale sull’italicum, la legge elettorale che, una volta entrata in vigore, dovrà sostituire la versione del Porcellum uscita dalla bocciatura della Corte Costituzionale. Giornali e telegiornali non fanno che di parlare d’altro perché c’è la possibilità (come in teoria c’è da più di un anno, ma che poi non si è mai realizzata concretamente) che il Partito Democratico si spacchi fra i renziani doc e la minoranza Pd. Quest’ultima, infatti, all’assemblea di partito del 15 aprile non ha partecipato alla votazione – durante la quale si è dimesso il capogruppo Roberto Speranza – la quale riguardava proprio l’approvazione della legge elettorale senza ulteriori modifiche. C’è solo un piccolo problema, agli italiani, o almeno a una buona parte di essi, non gliene può importare nulla dell’italicum.

VERI PROBLEMI - L’Italia è un paese pieno di problemi. I costi diretti della corruzione ogni anno ammontano a ben 60 miliardi, pari al 4% del Pil. Ben il 60% dei contratti pubblici viene stipulato in affidamento diretto e non con gara d’appalto. Ogni anno l’evasione fiscale costa agli italiani la bellezza di 180 milioni di euro. Il debito pubblico nel febbraio scorso è arrivato a 2.169,212 miliardi, un nuovo record. Nel solo 2014 la Guardia di Finanza ha individuato frodi ai finanziamenti pubblici e al sistema del welfare e altri sprechi pari a circa 2,6 miliardi. Nel 2014 la pressione fiscale è risultata pari al 43,5%, in aumento dello 0,1% rispetto al 2013. Dal 2008 sono fallite oltre 82.000 imprese. Senza dimenticare il fatto che l’Italia è il paese della mafia, della camorra e della ‘ndrangheta. Tutti problemi “leggermente” più gravi ed urgenti dell’italicum e della minoranza Pd.

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LA TV DELLA NOIA - La cosa divertente è che poi si organizza conferenze ed eventi vari per capire per quale assurdo ed incomprensibile motivo gli italiani non guardino più i talk show che si occupano di politica. Ma se il tema di questi programmi è cosa farà la minoranza Pd e l’italicum, come si pretende che gli italiani li guardino? Anzi, bisognerebbe ringraziarli se non buttano il televisore dalla finestra. Qualche settimana fa Michele Santoro nel suo programma Servizio Pubblico ha ospitato l’ex segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani – leader della cosiddetta minoranza Pd – e tre giornalisti che, facendo un’estrema sintesi, gli hanno chiesto se voglia o no lasciare il suo partito. Non c’è bisogno di essere degli esperti di comunicazione per capire che gli italiani di certo non impazziranno per un programma del genere (quel milione e poco più di spettatori che quella sera hanno guardato La7 sono dei veri e propri eroi).

GIUSTO SPAZIO - Attenzione, non bisogna fare discorsi che rischiano di cadere nel populismo. Anche se è un argomento tecnico, l’italicum (e quindi di conseguenza anche le scelte della minoranza Pd) è giusto che sia un argomento di discussione, soprattutto considerando che contemporaneamente è in corso un processo che porterà ad una profonda modifica della Costituzione. Ma per il tempo e lo spazio che merita, non per quanto ha avuto nei giornali e nelle televisioni italiane.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

Da anni diciamo che è una priorità cambiare la legge elettorale. Il PD ne ha discusso durante le primarie, in assemblea…

Posted by Matteo Renzi on Martedì 21 aprile 2015

foto: unipv.it

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