Italia-Germania: i due pesi della memoria

Riflessioni a margine di un viaggio a Berlino

di Laura Dabbene

Berlino – Topographie des terrors

L’inizio delle manifestazioni per i 150 anni dell’Unita d’Italia è alle porte. Da chiunque abbia seguito le difficoltà operative del comitato coordinatore, oltre che comportamenti e dichiarazioni di certi schieramenti politici (Lega Nord in testa), questo momento è atteso con speranza e timore. Speranza che le forze in campo siano riuscite a sfruttare al meglio le risorse per ricordare degnamente l’evento fondante della nostra identità di italiani. Timore che ancora una volta venga meno, da parte degli organi di Governo, la volontà di guardare al passato come indispensabile risorsa per la comprensione del presente, per la formazione delle coscienze, per la riflessione sui valori politici e civili che fondano la vita democratica di una nazione.

Affermare che in Italia manchi una certa sensibilità storica da parte di chi sta al Governo è dato che andrebbe accuratamente dimostrato, ma una spia piuttosto evidente risulta il confronto tra due atteggiamenti differenti – nel Belpaese e nella non lontana Germania – verso la conservazione e la tutela di testimonianze storiche affini.

A Berlino è ben visibile, dall’alto di un edificio adiacente a Potsdamer Platz, un fazzoletto di terreno quasi deserto non lontano dalla piazza, dove è improbabile che il fervore edilizio, che ha trasformato l’intera zona in un cantiere aperto dopo il 1989, possa avere la meglio. È il sito noto come Topographie des terrors (Topografia del terrore) perché qui, dal 1933, il Führer volle creare la sede degli organismi della polizia di Stato. Vi si concentrarono tutte le istituzioni votate alla sicurezza del Terzo Reich, compresa la Geheime Staatspolizei (Gestapo) di Heinrich Himmler e le Schutzstaffel (SS). Da quelle stanze partirono folli progetti di dominio, e di sterminio, ed esse svolsero anche funzione di celle di detenzione, e tortura, per migliaia di oppositori del Regime. Con la fine della guerra, e la successiva costruzione del muro, il poco che restava in piedi fu demolito e il suolo livellato. Il sito è rimasto quasi immutato fino al 1987: da quel momento, con una decisa accelerazione dopo la riunificazione, il quadrato di terreno è diventato luogo di testimonianza grazie ad una serie di pannelli esplicativi, collocati open air, che ne descrivevano la storia.

Berlino – Topographie des terrors – Interno del nuovo centro di documentazione

Nel 2005 la svolta. Viene pianificato, a livello politico, un progetto di valorizzazione dell’area e nel 2006 è assegnato, con concorso, l’appalto per la costruzione di un nuovo edificio. Nel 2007 partono i lavori, con finanziamenti provenienti sia dalle istituzioni centrali che locali (Berlino è la capitale unica della Bundesrepublik, ma anche uno dei 16 Länder autonomi che la formano) e nel maggio 2010 si inaugura il centro di documentazione: una struttura con pareti in vetro, organizzata su due livelli, che ospita mostre permanenti e temporanee, oltre ad una biblioteca di circa 25.000 volumi.

Attraversiamo le Alpi e arriviamo in Italia.

A Roma, in via Tasso, si trova l’equivalente nostrano degli edifici del terrore berlinesi. Il Museo Storico della Liberazione, ha sede in quel complesso che negli anni dell’occupazione nazista, quando la capitale era città aperta, ospitava il quartier generale della Sicherheitdienstpolizei (SIPO, Polizia di sicurezza) guidata da Herbert Kappler. L’edificio fu utilizzato come carcere per molti oppositori politici, ma anche per gli interrogatori di semplici cittadini – di ogni sesso, età e condizione sociale – gravati da qualche sospetto. Vi transitarono molte delle vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. L’orrore delle violenze consumatesi resta percepibile grazie allo straordinario stato di conservazione di alcune di quelle stanze, volontariamente mantenute allo stato originale. Le scritte graffite sui muri delle anguste celle d’isolamento; un sistema di illuminazione rispettoso di quello originario; la piccola cucina, trasformata in cella e praticamente intatta, in cui fu rinchiuso Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, capo del Fronte Militare Clandestino. Molto è rimasto esattamente come lasciato dai tedeschi in fuga il 4 giugno del 1944, mentre intorno si è sviluppata negli anni  la struttura amministrativa del museo, con gli uffici e la biblioteca.

Berlino – Topographie des terrors – I pannelli della mostra permanente

Ciò che in Germania le vicende belliche hanno cancellato, e che le istituzioni hanno speso milioni di marchi, e poi di euro, perché resti all’attenzione di tutti, anche se solo attraverso documenti e fotografie, in Italia esiste fisicamente e perfettamente fedele nell’aspetto agli anni ’40 del Novecento. Difficile averne la certezza, ma di fronte all’azione del Governo tedesco pare legittimo affermare che Angela Merkel e compagni farebbero carte false per avere ancora in piedi quegli edifici, così come erano 70 anni fa, per renderli strumenti di conoscenza della propria storia. Non sarebbe certo un passato semplice con cui confrontarsi, ma guardando a strutture come lo Jüdische Museum (Museo ebraico) o il Denkmal für die ermorderten Juden Europas (Monumento agli ebrei assassinati d’Europa), sempre a Berlino, è chiaro che per le autorità politiche ciò non rappresenta un problema.

Italia e Germania: diverso il peso della storia per i due governi

Come si comporta il nostro Governo, che ha sotto gli occhi, a due passi da Montecitorio, il palazzo di via Tasso? In base alle disposizioni dell’ultima finanziaria il contributo annuale dello Stato (circa 50.000 euro) doveva inizialmente essere abolito (maggio 2010). È stata poi ridiscussa una possibile conferma dello stanziamento, pur con un taglio del 50% circa (luglio 2010), ma resta tuttora incerto quale sarà il futuro. Privare il Museo di questi fondi rappresenterebbe la condanna a morte di una struttura che si basa molto sul lavoro volontario, sulle libere offerte dei visitatori e per cui il sostegno delle Istituzioni è fondamentale.

Sul piano calcistico, forse, la nostra Nazionale può ancora sperare di emulare quell’indimenticabile Italia-Germania 4-3. Sul fronte della conservazione della memoria storica, la partita non ha ragione neppure di iniziare.

FOTO/ via http://www.topographie.de/; http://vino.toscanaechiantinews.com/; http://avvocatipn.blogspot.com

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews