Italia declassata: da A+ ad A e in futuro potrà solo andare peggio

Standard&Poor's

ansa.it

Roma – Arriva nella notte il giudizio negativo dell’agenzia di rating Standard and Poor’s sul livello di affidabilità della nostra economia: l’Italia è declassata da A+ ad A.

Tante le ragioni che hanno motivato la decisione a sorpresa di S&P, mentre Piazza Affari era in attesa del giudizio di Moody’s, posticipato di un mese.

Secondo S&P, l’Italia è gravata da un elevatissimo debito pubblico che frena esponenzialmente la crescita.

Inoltre – insiste l’agenzia – l’incertezza politica ostacola la ripresa, rendendo ancora più complesso il preseguimento degli obiettivi fissati nel programma di austerity; primo tra tutti, il pareggio di bilancio nel 2013.

S&P ha fatto poi notare che al declassamento si aggiunge un outlook negativo, il che equivale a chiarire che il rating italiano può essere soggetto ad ulteriori tagli in fututo. Cosa probabile – secondo l’agenzia – perché il picco della crisi è previsto più avanti nel tempo, ma sarà più grave di quanto ipotizzato.

‹‹La fragilità della coalizione di governo in Italia – scrive S&P nella nota di accompagnamento al giudizio negativo – limita la capacità di risposta dello Stato›› nell’affrontare una crisi economica e finanziaria che sta colpendo l’Eurozona.

Senza contare – continua l’agenzia – che la manovra “lacrime e sangue” da 60 miliardi di euro, appena approvata dopo settimane di incertezze, non permette di essere certi che il programma di consolidamento di bilancio sarà attuato e ciò, a causa della riluttanza delle autorità italiane di affrontare quelle che – a gli occhi delle economie mondiali – appaiono come le “questioni chiave” della crisi economica italiana.

Tra gli ostacoli strutturali che, secondo S&P, lo Stato italiano non vuole risolvere ci sono: il basso tasso di partecipazione al lavoro, troppa rigidità del mercato del lavoro e di quello dei servizi, lotte intestine della coalizione di maggioranza, divisioni del Parlamento e scontri istituzionali tra i poteri dello Stato.

Tutte queste concause – sottolinea S&P – ‹‹continueranno a limitare la capacità del governo di rispondere in maniera decisa alle sfide macroeconomiche interne ed esterne››. Inevitabile, dunque, la sfiducia per l’outlook italiano.

Palazzo Chigi – ‹‹Il governo ha sempre ottenuto la fiducia del Parlamento dimostrando così la solidità della propria maggioranza. Le valutazioni di Standard and Poor’s sembrano dettate più dai retroscena dei quotidiani che dalla realtà delle cose e appaiono viziate da considerazioni politiche”. E’ quanto scritto in una nota divulgata nelle scorse ore da Palazzo Chigi in risposta al giudizio espresso da S&P.
‹‹Vale la pena di ricordare – dice Palazzo Chigi – che l’Italia ha varato interventi che puntano al pareggio del bilancio nel 2013 e il Governo sta predisponendo misure a favore della crescita, i cui frutti si vedranno nel breve-medio periodo››.

Ora, gli occhi sono nuovamente puntati su Moody’s.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

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