Isis: sondaggio choc sul web su come uccidere il pilota giordano

Sondaggio choc diffuso dall'Isis su Twitter: " Suggerisci un modo per uccidere quel maiale di pilota giordano". A rispondere, più di undicimila utenti

Muadh al Kaseasbeh, il colonnello tenente catturato dall'Isis in Siria (Fonte foto: www.palermomania.it)

Muadh al Kaseasbeh, il colonnello tenente catturato dall’Isis in Siria (Fonte foto: www.palermomania.it)

L’Isis non si ferma, anzi sviluppa ed evolve: l’ultima iniziativa dei miliziani jihadisti è un sondaggio su Twitter attraverso l’hashtag Suggerisci un modo per uccidere quel maiale di pilota giordano. Una consultazione raccapricciante: più di undicimila risposte nel giro di poche ore.

IL DESTINO DI MUADH AL KASEASBEH IN UN CLIC – Sembra impossibile pensare che il destino di Muadh al Kaseasbeh, il tenente colonnello giordano catturato la vigilia di Natale dopo essere precipitato in Siria a bordo di un F-16, si possa davvero decidere con un clic. Un clic che deciderà come sarà torturato e poi ucciso dai miliziani dell’Isis. Eppure, è ancora più assurdo pensare che in migliaia sono stati al gioco dello Stato Islamico: ben undicimila utenti hanno deciso di rispondere al sondaggio. Molti vogliono decapitarlo, altri impalarlo, qualcuno persino schiacciarlo con un trattore, altri ancora bruciarlo vivo.

LA CAMPAGNA #BRINGHIMHOME – A quanto pare, il sondaggio digitale nel mondo islamico su Twitter è stato diffuso ieri in risposta ad una campagna umanitaria, #BringHimHome letteralmente “riportatelo a casa”. La campagna umanitaria era partita dopo l’appello che il padre del tenente colonnello giordano aveva diffuso, dicendo: «Mio figlio è un buon musulmano, è appena tornato dalla Mecca. Ai nostri generosi fratelli dello Stato islamico chiedo di trattarlo con ospitalità generosa». Questo appello ha provocato la solidarietà di molta parte del mondo islamico, che ha appunto lanciato la campagna #BringHimHome, con in prima linea la regina Rania di Giordania e il segretario dell’IOnu, Ban Ki-moon.

(Fonte foto: www.ilmattino.it)

(Fonte foto: www.ilmattino.it)

Purtroppo, però, l’appello del padre di Muadh al Kaseasbeh e la solidarietà dei “potenti” sembrano solo una goccia nel mare: l’Isis infatti non ha chiesto “se” uccidere o meno il colonnello giordano, bensì come, con quali modalità. Quindi è certo che i miliziani dell’Isis lo uccideranno, anche perché il tenente colonnello stava bombardando una fabbrica di Raqqa per conto del mondo arabo alleato agli occidentali contro lo Stato Islamico, più comunemente conosciuto come Isis.

Le trattative sono tutt’ora in corso. E ormai la faccenda si svolge tuta sul web, a colpi di hashtag: da una parte ci sono coloro che vogliono liberare il prigioniero, con #WeAreAllMuadh, “siamo tutti con lui” contro chi lo vuole morto, #WeAllWantToSlaughterMuadh “lo vogliamo tutti macellare”. E intanto lui, Muadh, prigioniero in mezzo ai boia, incatenato, aspetta.

Mariangela Campo

@MariCampo81

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