Isis, scoperta l’identità del boia Jihadi John: è il londinese Mohammed Emwazi

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Scoperta l’identità di Jihadi John, il boia dell’Isis. Sarebbe un giovane londinese di nome Mohamed Emwazi

Londra – Uno dei protagonisti degli atti di violenza più efferati da parte dell’Isis potrebbe non essere più tutelato dal velo dell’anonimato. Jihadi John, pseudonimo del boia dell’Isis che ha assassinato crudelmente e senza remore numerosi ostaggi dinanzi a una videocamera, i cui filmati di terrore vengono da tempo diffusi sul web a scopo intimidatorio, potrebbe essere stato identificato.

JIHADI JOHN SAREBBE MOHAMED EMWAZI - Secondo quanto testimoniato dai video-massacri a opera dell’Isis, Jihadi John strigerebbe già fra le mani il sangue di decine di vittime tra cui James Foley, Steven Sotloff, David Haines, Alan Henning, Peter Kassing ai quali, ultimamente, si sono aggiunti i giapponesi Haruna Yukawa e Kenji Goto Jogo. Scoprire l’identità del brutale boia dell’Isis è un compito di estrema importanza a cui si dedicano da tempo e senza sosta varie autorità investigative e le intelligence mondiali e pare che Scotland Yard sia riuscita finalmente nell’agognato intento.

LE RICERCHE DI SCOTLAND YARD - Secondo quanto riportato dalla Bbc, Scotland Yard avrebbe deciso di rivelare l’ipotetica identità di Jihadi John che, in base alle ultime ricerche, corrisponderebbe con il profilo di Mohamed Emwazi, un ragazzo londinese di ventisette anni. Le autorità britanniche stavano indagando da tempo su Mohamed ma avevano deciso di non rivelare la sua identità sino a quando non si presentassero delle prove concrete per tutelare il retto svolgimento delle indagini. L’ipotetico boia dell’Isis era quindi già conosciuto alle autorità britanniche che controllavano in segreto le sue mosse dal 2010. In quell’anno Mohamed fu arrestato dall’antiterrorismo britannico e, dopo essergli stato vietato l’espatrio dal Regno Unito, le sue generalità sono state registrate e inserite nella lista dei terroristi da tenere sotto controllo.

LA VITA DEL BOIA - Mohamed Emwazi ha una laurea in informatica, è nato in Kuwait ma ha vissuto a Londra in una famiglia serena e con buone disponibilità economiche. La famiglia di Mohamed era stanziata in un quartiere della Londra occidentale, risiedendo in un’abitazione dai tradizionali mattoni rossi. I vicini di casa della famiglia dell’ipotetico boia dell’Isis raccontano alle telecamere britanniche di ricordare il giovane e i suoi parenti come persone tranquille e cordiali. Al momento la casa londinese di Mohamed è disabitata.

mirror.co.uk

Scotland Yard seguiva da tempo Mohamed, già arrestato dall’antiterrorismo britannico nel 2010. Secondo le ultime ricerche, il ragazzo è stato inoltre misteriosamente arrestato in Tanzania nel 2009, per ragioni ancora sconosciute che potrebbero però essere collegate alle manovre dell’Isis

STRANO ARRESTO IN TANZANIA – La sua prima comparsa pubblica come boia dell’Isis risale allo scorso agosto 2014, quando Jihadi John ha decapitato il giornalista statunitense James Foley anche se, a detta delle autorità investigative, Mohamed sarebbe in contatto con lo Stato Islamico già dal 2012. Mohamed si recò in Tanzania nel 2009 con due amici – Abu Talib e Omar, un giovane tedesco convertitosi alla religione islamica – ma, dopo poche ore, i tre ragazzi furono arrestati dalle autorità locali all’interno dell’aeroporto di Dar es Salaam per essere celermente espulsi dal Paese. Ancora incognite le ragioni del viaggio di Mohamed in Tanzania assieme ad altri due ragazzi e i loro conseguenti arresti ed espulsioni.

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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