Isis: futuri attentati in Europa e un’informazione monca

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In materia di autodistruzione i leader occidentali sono indiscutibilmente i migliori al mondo. E anche in quanto a idiozia non sono messi male. Massì, andiamo a bombardare le basi irachene dell’Isis, cioè a compiere un attacco non solo inutile ma anche dannoso per l’occidente stesso.

SENZA SENSO - Inutile perché se è vero che così verrà ucciso qualche militante dell’Isis, è altrettanto vero che le loro reclute vengono da altri paesi, compresi Inghilterra, Italia e anche Australia. Ogni volta che l’occidente interviene militarmente in quelle zone del mondo, nasce qualche nuovo estremista islamico disposto a prendere in mano le armi per cacciare l’invasore europeo e statunitense. Se non si vogliono creare nuovi terroristi bisognerebbe agire in maniera completamente opposta rispetto a quanto si sta facendo. Bisognerebbe, cioè, lasciare immediatamente quelle zone. Non dovrebbe rimanere neanche un solo soldato occidentale.

IL PEGGIO DEVE ANCORA VENIRE - E, soprattutto, bombardare l’Iraq è dannoso e controproducente perché il risultato sarà che fra qualche settimana o mese, accendendo la televisione e il computer rimarremo tutti a bocca aperta scoprendo che l’Isis avrà risposto a quelle bombe con un attentato in occidente. Magari non negli Stati Uniti che sono troppo lontani ma la ben più vicina Europa. Roma dista da Baghdad meno di tremila chilometri, una miseria rispetto ai quasi 10.000 km che distanziano la capitale dell’Iraq da New York City. I possibili obiettivi non mancano. L’Europa – Italia in primis – è piena di simboli che se distrutti mostrerebbero tutta la fragilità dell’occidente. Detto in altre parole, un nuovo 11 settembre è possibile, e anche in tempi brevi se l’occidente non cambia la propria politica internazionale. Non c’è bisogno di dire che i militanti dell’Isis ne sarebbero capacissimi. Loro non combattono per denaro come gli occidentali ma per valori in cui credono così tanto che per essi sono disposti non solo a farsi saltare in aria, ma anche a portare centinaia, migliaia di persone con loro.

NEMICO AMICO - Se poi si pensa che per combinare questo immenso disastro l’occidente sta smentendo se stesso, lo scenario da pauroso diventa comico. Ve lo ricordate il segretario di Stato John Kerry che, giusto un anno fa, paragonava il presidente della Siria Bashar al-Assad a Hitler e a Saddam Hussein? Bene, l’esercito di Assad è una delle poche forze che combatte l’Isis sul campo. Magari prima di paragonarlo ad Hitler ci si poteva pensare meglio.

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TUTTI I MOSTRI – Anche i mezzi d’informazione però hanno le loro colpe. Si fa presto a chiamare mostri – giustamente – i militanti dell’Isis, però allora bisognerebbe porre altre domande. Sono mostri coloro che, almeno inizialmente, hanno supportato un dittatore sanguinario come Saddam Hussein? Sono dei mostri coloro che si filmano mentre urinano su tre cadaveri insanguinati? Sono mostri i marines che si fanno fotografare con un simbolo molto simile a quello delle famigerate SS? Sono dei mostri coloro che uccidono nove pastorelli dai nove ai diciotto anni? Sono dei mostri coloro che posano accanto a cadaveri di insorti afghani maciullati? Sono dei mostri coloro che nel 2008 fecero prigionieri duecento adolescenti afghani? Sono dei mostri coloro che – come ha ricordato il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista – nella prigionia di Abu Ghraib hanno umiliato un prigioniero tenendolo al guinzaglio come fosse un cane o che hanno finto di sparare con un mitra all’inguine di uno dei prigionieri costretto a masturbarsi? Sono dei mostri coloro che in Iraq hanno causato fra le 127.952 e le 142.264 vittime civili (stima di iraqbodycount.org) dal 2003 ad oggi? Se la risposta è positiva, allora bisogna ammettere che anche gli statunitensi, cioè il paese con cui l’Italia è alleata da quasi settant’anni, sono dei mostri.

PKK - Ma anche in ottica anti-Isis, l’informazione italiana sta dando una pessima prova di sé. In pochissimi parlano – e comunque nessuno in televisione – del ruolo che sta avendo il PKK nel contrasto dell’Isis. Secondo la politica tedesca Ulla Jelpke, molte persone salvate dalla minaccia dell’Isis avrebbero detto: «Allah e il PKK ci hanno salvato». I giornalisti italiani che si occupano di esteri non ne vogliono parlare oppure sono semplicemente ignoranti in materia?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: zerohedge.com

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