Isis. Diffuso il video della devastazione di Nimrud

Baghdad – E’ in Rete l’ultima impresa dell’Isis contro la storia e il suoi monumenti. I terroristi di al-Baghdadi avrebbero distrutto alcune parti del sito archeologico di Nimrud, località a nord dell’Iraq.

DEVASTAZIONE E CONFERME – Le immagini mostrano i miliziani islamisti intenti a distruggere statue e bassorilievi a colpi di vanga e piccone mentre un bulldozer entra in azione e sbriciola uno degli scavi storici. Secondo l’agenzia di stampa Tgcom24.it, il ministero iracheno aveva denunciato l’accaduto già lo scorso marzo ma, fino a questo momento, mancavano prove documentate del fatto e relative conferme.

Gli stessi esperti non avevano potuto fare alcuna dichiarazione ufficiale poiché l’esame delle esplorazioni satellitari non aveva né smentito né confermato le presunte violenze al sito archeologico. Cosa che, tuttavia, non aveva impedito all’Unesco già un mese fa di bollare l’attacco come «crimine di guerra» mentre il direttore generale Irina Bokova aveva fatto appello «a tutti i responsabili politici e religiosi della regione a sollevarsi contro questi barbari».

nimrud-isis

Fondata intorno al 1270 a.C., Nimrud divenne capitale dell’impero assiro a partire dal 800 a.C.

 NIMRUD NELLA STORIA – Nimrud è un sito archeologico assiro che si trova a sud della seconda più grande città irachena, Mosul, l’antica Ninive, sulle sponde del fiume Tigri. Dallo scorso giugno tutta la zona è sotto il controllo degli islamisti Isis e lo scempio compiuto a Nimrud ha una portata pari solo al valore che il sito ha per la cultura araba.

Nimrud o Calah, come è definita nel Vecchio Testamento, fu fondata dal re assiro Shalmaneser tra il 1274 e il 1245 avanti Cristo, per diventare poi capitale dell’impero tra il 800 e il 859 avanti Cristo. Il suo splendore e la sua fama crebbero a tal punto che Nimrud divenne una metropoli ante litteram, arrivando – si dice – ad ospitare anche 100.000 abitanti. Un caposaldo della cultura arabo-ebraica.

Nel video della devastazione di Nimrud, un miliziano scandisce queste parole: «Finché saremo in grado di rimuovere i segni dell’idolatria per diffondere il monoteismo, lo faremo».

Chantal Cresta

 

 

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