Ironia Scajola, arresto nel giorno di San Vittore. Ma chi è Matacena?

L’ex ministro Claudio Scajola è stato arrestato con l’accusa di aver favorito la fuga di Amedeo Matacena, ex parlamentare Fi

scajola

L’arresto di Claudio Scajola

Ancora un arresto per Claudio Scajola. Pare che l’ex ministro proprio non riesca a instaurare un rapporto sereno con la giustizia. L’accusa non è roba da poco: avrebbe aiutato a scappare Amedeo Matacena, ex parlamentare di Forza Italia condannato in via definitiva nel giugno dello scorso anno per concorso esterno in associazione mafiosa a cinque anni di prigione. Una bella gatta da pelare dunque per Scajola senza considerare l’ironia della sorte: l’arresto avvenuto nel giorno di San Vittore dà materiale fresco a Spinoza.it.

LA SCELTA DI SILVIO – Scajola stava pensando di candidarsi per le prossime Elezioni Europee; l’arresto  ha scombussolato i piani dell’ex ministro nonostante Silvio Berlusconi in prima persona avesse smentito la possibilità di una sua candidatura, e mica per l’arresto di oggi: «Abbiamo scartato l’ipotesi di candidare Claudio Scajola alle Europee non perchè si avesse sentore di un arresto ma perchè avevamo commissionato un sondaggio su di lui che ci diceva che avremmo perso globalmente voti se lo avessimo candidato». Insomma, l’ex presidente del Consiglio ci vede ancora lungo. Scajola adesso se la vedrà invece ancora una volta con la giustizia: dai fondi per l’aeroporto di Albenga agli appalti del G8, dal porto turistico di Imperia alla “casa a sua insaputa” – con assoluzione  – l’ex ministro è un abituè della cronaca giudiziaria.

QUADRO INDIZIARIO GRAVE – L’arresto è avvenuto in mattinata a Roma da parte della Dia e nella conferenza stampa il procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, ha spiegato la gravità della situazione attorno all’ex ministro: «Ci troviamo di fronte a un quadro indiziario grave dal quale si evidenzia come ripetutamente Claudio Scajola abbia trattenuto un rapporto strettissimo con Amedeo Matacena e la moglie, proprio per sostenerne la latitanza».

CHI E’ AMEDEO MATACENA – Ma chi sarà mai Amedeo Matacena, poco noto ai più se non a chi ne ha seguito le peripezie giudiziarie? In realtà in molti ne conosceranno vita morte e miracoli: Matacena è un ex parlamentare di Forza Italia, famoso in Calabria in quanto uno dei fondatori del partito nella regione e figlio dell’armatore fondatore della linea di traghetti che mette in collegamento Sicilia e Calabria nello stretto di Messina, la Caronte. Matacena ha alle spalle non una, ma due legislature e una serie di indagini a carico nel corso degli anni in quanto sospettato di essere stato in continuo contatto con la cosca mafiosa Rosmini di Reggio Calabria. La fine della sua carriera politica è avvenuta nel giugno dell’anno scorso quando la cassazione lo ha condannato a cinque anni di carcere per concorso in associazione mafiosa.

I LOVE DUBAI – A quel punto però Amedeo Matacena decide che non è proprio il caso di consegnarsi alla giustizia e si dà latitante: beccato a Dubai nel luglio del 2013 dai Carabinieri, non viene riportato in patria in quanto gli Emirati Arabi Uniti non danno il via libera all’estradizione. Motivazione, la non presenza nelle leggi del Paese arabo del reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Una latitanza che da quel momento è proseguita e che, come si è saputo oggi, è stata favorita da Claudio Scajola.

MISTER CRONACA GIUDIZIARIA – Mister cronaca giudiziaria Claudio Scajola e il latitante, si aspettano sviluppi. Intanto sono state tante le conversazioni tra i due come ha dichiarato sempre il procuratore capo De Raho in conferenza stampa: «Insieme i due parlano del luogo in cui Matacena si deve rifugiare, dove può andare successivamente, visto che a ottobre era stato rintracciata a Dubai e gli era stato ritirato il passaporto. Per trovare una soluzione diversa si muovono i vari soggetti delle intercettazioni. Sembrava che Matacena dovesse rifugiarsi in Libano, proprio per il rapporto che Scajola avrebbe con il ministro o con un’altra persona al vertice del Libano». Non solo la latitanza per Matacena, ma anche la volontà di mantenere tutti i propri beni: «Nel corso dell’indagine è stato individuato il rapporto di Matacena con altri soggetti che si muovevano non solo per mantenerne la latitanza, ma anche per evitare che i suoi beni potessero essere sequestrati».

Gian Piero Bruno

@GianFou

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews