Iraq e Siria, mutilazioni genitali per tutte le donne del ‘califfato’

Abu Bakr al-Baghdadi

Il “califfo” Abu Bakr al-Baghdadi, leader dei jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil), ha ordinato l’infibulazione di massa  per tutte le ragazze dell’autoproclamato califfato, a cavallo tra l’Iraq e la Siria. Lo ha rivelato l’agenzia Aki-Adnkronos International, sulla base di un documento nel quale i jihadisti affermano che la pratica delle mutilazioni genitali è stata imposta dal profeta Maometto, inserendo poi un elenco di suoi “hadith” (i “detti”), che conterrebbero questo ordine.  Si afferma che:

per proteggere lo Stato islamico in Iraq e nel Levante e nel timore che il peccato e il vizio si propaghino tra gli uomini e le donne nella nostra società islamica, il nostro signore e principe dei fedeli Abu Bakr al Baghdadi ha deciso che in tutte le regioni dello Stato islamico le donne debbano essere cucite.

INFIBULAZIONE, SEGREGAZIONE E JIHAD DEL SESSO - Alcuni giornalisti raccontano che almeno una decina di donne hanno già subito mutilazione genitale come effetto delle parole di al-Baghdadi. Il comunicato, divulgato qualche giorno fa, non è il primo nel suo genere nei confronti delle donne. Prima quello in cui si faceva riferimento alla “jihad del sesso”, ovvero l’obbligo di concedere le ragazze vergini della propria famiglia ai jihadisti, e poi quello che sulla segregazione dei sessi nelle università. A differenze però dei comunicati precedenti, che facevano riferimento alla città di Mosul controllata dall’Isil, in questo che impone infibulazione di massa si fa un esplicito riferimento ad Aleppo, nel nord della Siria.

L’AUTOPROCLAMATO CALIFFO ABU BAKR AL BAGHDADI - Lo scorso 4 luglio Abu Bakr al-Baghdadi aveva dichiarato la nascita del nuovo Califfato iracheno lungo l’asse Raqqa-Mosul, proclamandosi Califfo sotto il nome di Ibrahim. In tutte le città finite sotto il dominio dello Stato islamico (Is, già Isis), è stato imposto l’ultimatum a cristiani e sciiti: potevano vivere nel risorto Califfato solo se pagavano la jizya, una tassa che grava sugli infedeli. L’alternativa era lasciare le proprie case.

Lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) è il primo Stato islamista fuorilegge della storia, nato dalla formazione estremista sunnita, già costola di Al Qaeda.

Redazione

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