#IoNonLeggoRepubblica, ma nemmeno il blog di Beppe Grillo

Se guerra deve essere che guerra sia. Non importa se a colpi di hashtag, fanno male anche quelli (se non di più) con i tempi che corrono. Ed ecco che tutto il popolo grillino si scaglia contro il giornale La Repubblica twittando a più non posso #IoNonLeggoRepubblica. È Beppe Grillo, leader del Movimento 5 stelle, a chiedere ai suoi militanti di mandare un messaggio al profilo twitter del giornale colpevole di aver pubblicato le statistiche diffuse da Alexa, del gruppo Amazon, che attestano un crollo di visite del sito beppegrillo.it, passando dalla Top 10 mondiale al 7495esimo posto.

IL CASO – Tutto inizia dopo la pubblicazione di un articolo su La Repubblica nel quale si fanno due calcoli, spiccioli, su quello che è il ranking del blog di Grillo. Ottimo pretesto per lanciare una crociata contro il quotidiano diretto da Ezio Mauro sebbene quegli stessi dati siano stati rilanciati da molti altri giornali. Il blog di Beppe Grillo nel giugno 2006 si trovava terzo nella top ten mondiale, in una classifica guidata da Cnn, Bbc e Usa Today; primo in Italia. Nel 2009 la rivista americana Forbes lo incoronava definendolo web star del mondo sulla base delle analisi di traffico di Google e della società Alexa (oggi però fortemente contestata dai militanti stessi del movimento perché non considerata attendibile). Oggi però la stessa Alexa rivela il tracollo del blog precipato al 7495esimo posto. 

LA RISPOSTA DI BEPPE GRILLO - Non ci sta il leader del M5s che lancia contro  Repubblica un hashtag di protesta “Ringrazia anche tu Repubblica per aver detto che non esisti” e denuncia: “Manda un tweet con scritto #IoNonLeggoRepubblica all’account repubblica.it”. Ed ecco che l’hashatg #IoNonLeggoRepubblica  arriva dritto dritto in cima ai top trend. Addirittura qualcuno scrive  “è ora al sesto posto tra i Trending Topic nel mondo. Una figuraccia planetaria per la Repubblica”, dato però che, al momento della stesura dell’articolo, non è supportato dalla classifica che vede altri hashtag in lista.

Beppe Grillo tweet #iononleggorepubblica

QUALCOSA NON QUADRA - Sul Blog Beppe Grillo risponde all’articolo di Repubblica e scrive:

Questo blog ormai non lo legge più nessuno secondo Repubblica appena 12.000 persone al giorno, un dato assolutamente plausibile considerati i quasi due milioni di utenti che seguono quotidianamente la pagina Facebook del blog, gli altrettanti che seguono l’account Twitter, le migliaia di condivisioni e centinaia di commenti per ogni post. Per certificare il ‘crollò, Repubblica si affida ad Alexa, uno strumento web che però non calcola le visite, ma- domanda il leader M5s – chi glielo spiega ai giornalisti di Repubblica come funziona Alexa?.

Non è ben chiaro dove Grillo prenda quel “12.000 persone al giorno”, numero che non compare all’interno dell’articolo incriminato. Viene comunque precisato che le stime cambiano in tempo reale anche se comunque confermate da altre importanti società mondiali del settore:  Traffic Estimate (dai 5 milioni di visite a giugno ai 2,2 di oggi), e Calcustat.com, che gli assegna un ranking di fascia C, mentre Corriere della Sera e Repubblica si beccano una A.

ALEXA QUESTA SCONOSCIUTA - Proprio in queste ore quello che più viene contestato, oltre a Repubblica ovviamente, è lo strumento utilizzato per supportare la caduta libera del blog, ovvero Alexa. Secondo Beppe Grillo quei dati non sarebbero reali considerando “i quasi due milioni di utenti che seguono quotidianamente la pagina Facebook del blog, gli altrettanti che seguono l’account Twitter, le migliaia di condivisioni e centinaia di commenti per ogni post”.

 

Ora, da una parte è condivisibile la critica nei confronti di Alexa perché  fondamentalmente si tratta di un software che si può installare sul proprio browser per tracciare le visite dell’utente. Questo significa che i dati citati dal report non devono necessariamente essere interpretati come un calo di visite sul blog di Grillo. Come scrivono sul sito di Alexa la graduatoria è stilata sulla base di una «combinazione della media dei visitatori giornalieri e delle pagine visualizzate negli ultimi 3 mesi»” scrive La Stampa.

E sicuramente non vanno a rafforzare la tesi di Repubblica gli altri siti citati come Calcustat.com e TrafficEstimate.com che non hanno la possibilità di fornire dati reali.

Ma se Alexa non è la bocca della verità non lo sono di nemmeno i followers o i “mi piace” ad un post del blog. Non è detto che le condivisioni o i commenti si trasformino in contatti unici. Il metodo grillino alla Tze Tze, da strilloni del Web, è ormai noto e decisamente fastidioso. E in molti non ci cascano più. Perché l’Informazione, quella vera, obiettiva e indipendente, libera dalla logica del click, non sta più (ahimè) né su La Repubblica (proprio oggi scivolata sulla bufala di Lercio circa l’uomo con la maglia del Napoli giustiziato dall’Isis in Iraq), né sul blog di Beppe Grillo.

Valentina Gravina

@valegravi 

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