INTERVISTA Carlo Zampa: ‘Tavecchio e Conte? In Italia non cambia mai nulla’

A pochi giorni dall'inizio del campionato, Carlo Zampa si racconta ai microfoni di Wakeupnews. Tra Roma, calciomercato, Tavecchio e Conte...

Carlo Zampa

Chi ama la Roma considera Carlo Zampa un idolo secondo soltanto a Totti, De Rossi e compagni. Le sue telecronache fanno parte della storia giallorossa. Dal «Ti amo Vincenzo, ti amo! Quattro gol alla Lazio! Amo solo te, rinnego le donne!» rivolto a Montella autore di un poker in uno storico derby, fino a «È scesa dal cielo la mano di Dio a levare dalla porta il pallone di Floccari, il pallone dell’infedele. Questa non deve essere una partita, deve essere una missione, questa è una crociata!» dopo un rigore parato da Julio Sergio in un altro derby più recente. A pochi giorni dall’inizio della stagione abbiamo intervistato Carlo Zampa e abbiamo chiesto il suo parere su tutto, dal calciomercato al mondo del giornalismo sportivo italiano passando per il nuovo presidente della FIGC Tavecchio di cui Zampa non è proprio un grande fan.

Carlo Zampa, cosa pensa del caso Benatia?

«La vicenda Benatia certamente non è una bella vicenda. Dipende quasi tutto dal giocatore perché ha fatto tutto quanto lui. La Roma gli aveva promesso un adeguamento a fronte di un contratto preesistente di un milione e duecento mila euro. Se ti danno un milione e otto vuol dire che te l’hanno adeguato del 50%. La Roma è arrivata a offrirgli due milioni e mezzo compresi i premi e lui ha comunque detto di no, segno evidente che lui non chiede un adeguamento. Lui chiede un contratto nuovo, un ingaggio nuovo da circa quattro milioni di euro che evidentemente gli era stato assicurato da qualche altra parte. È assurdo. La Roma si era comunque cautelata facendo un contratto ad un giocatore che fino a quel momento non aveva fatto nessuna esperienza internazionale. La Roma ha fatto un contratto di cinque anni a un giocatore di ventisette anni, se tu giocatore ti ritieni il nuovo Beckenbauer allora fai un contratto di un anno, due, tre al massimo perché così magari chiedi anche più soldi. Altrimenti non ne fai uno da cinque che ti avrebbe portato fino a 32 anni con la maglia giallorossa, contratto che lui aveva accettato. Mi sembra che il tutto sia stato gestito e manovrato dal giocatore e dal suo procuratore. La Roma fa benissimo a non spostarsi neanche di un millimetro per quello che riguarda i soldi che vuole dalla cessione. La Roma dovrà avere i soldi che chiede altrimenti non so come potrebbe andare a finire. Sicuramente è un danno per la Roma, per l’ambiente e per lo stesso allenatore che adesso ha qualche difficoltà specialmente nel reparto difensivo, perchè tra infortunati, giocatori ancora non pronti, c’è di mezzo anche questa storia che naturalmente complica un po’ le cose».

C’è il rischio che questa vicenda abbia rovinato un ambiente che sembrava essere pronto e carico per la nuova stagione?

«Penso che il giocatore sia stato respinto dagli altri giocatori. Avevano fato una sorta di patto di ferro al termine della stagione scorsa dicendo di rimanere tutti quanti per vincere qui. Lui ha rotto questo patto e penso che gli siano rimasti ben pochi amici all’interno dello spogliatoio della Roma. Adesso con la sua presenza non fa altro che creare del malumore. Però io penso che questa vicenda finirà prima del fine settimana, tra domani e dopodomani (oggi e domani per chi legge, nda) si dovrebbe arrivare ad una conclusione, fermo restando che la Roma dovrà avere i soldi che chiede».

2013_12_23_Benatia_mitraglia_e_Mattia_Destro_vs_Catania

Secondo lei chi sarebbe il miglior sostituto del marocchino?

«Garcia vuole Basa che lui conosce bene e io penso che sia giusto accontentarlo così come la Roma lo accontentò l’anno scorso con Gervinho. Sabatini è stato molto onesto quando ha detto che lui Gervinho non l’avrebbe mai preso. L’ha voluto comunque l’allenatore e abbiamo visto il rendimento del giocatore con Garcia. Per cui sicuramente Basa, potrebbe essere anche Manolas che è comunque un buon centrale».

Per cui potrebbero arrivare tutti e due?

«Penso di sì. Anche perché Basa è infortunato (Manolas è arrivato stamattina a Roma, ndr)».

Ha idea di cosa abbiano parlato Sabatini e Galliani nel pranzo di sabato scorso?

«Non faccio illazioni, lo sanno soltanto loro. Sicuramente anche di Destro perché il Milan dopo la cessione di Balotelli è alla ricerca di un centrale d’attacco. Probabilmente ci sarà stato anche un sondaggio su Ljajic, non ci scordiamo che Ljajic è stato un giocatore vicinissimo a vestire la maglia del Milan».

Quante sono le probabilità che Destro venga ceduto?

«Secondo me poche, molto poche».

Vale lo stesso per Adem Ljajic?

«Per Ljajic potrebbe essere diverso. Ci deve essere sempre l’offerta giusta. Io mi immaginavo Ljajic lontano da Roma già da una settimana invece le cose sono rimaste così. Pensavo a Ljajic come primo partente perché è un giocatore che chiedeva più spazio e Rudi Garcia non gli poteva garantire un posto da titolare, a maggior ragione con l’arrivo di Iturbe. Se restasse sarei contento perché è un buon giocatore. Io parto dal presupposto che se devi dare via un giocatore ne devi prendere uno più forte, perché se devi prendere un giocatore che è dello stesso valore ti tieni quello che hai, a meno che non ti trovi di fronte a questioni come quelle create da Benatia che possono diventare pericolose, perchè se alla fine cedi a un giocatore poi puoi cedere anche agli altri. Per questo dico che la Roma fa benissimo a non spostarsi neanche di un millimetro dalle sue richieste».

Ieri mattina ci siamo svegliati con le nuovi voci su Torres…

«Sta bene dove sta. È un giocatore che da tre anni non gioca più. Si parlava anche di Eto’o ma lì siamo veramente alle comiche».

Quindi su Eto’o non c’è mai stato nulla di concreto?

«Ma non ci penso minimamente. È un giocatore che guadagna tantissimo, e per me è un ex giocatore. Oggi come oggi se devo fare un sacrificio, visto e considerato che Radamel Falcao ha delle difficoltà con il Monaco e il Monaco sembra volersene privare, allora posso pensare di fare un sacrificio in questo senso».

E secondo lei la Roma ci sta provando?

«Non lo so. Prendo atto che il Monaco è entrato in quell’ordine di idee. Se devo fare un sacrificio allora posso orientarmi in quel senso, non su Torres o Eto’o».

carlo-zampa

Quando nei giornali e nei tg sportivi si parla del mercato della Roma, quanto c’è da fidarsi? Secondo me molto poco…

«È sempre stato così. Le notizie spesso vengono messe in giro anche dai procuratori. Sono il frutto di giri di telefonate o di notizie che arrivano da procuratori e dirigenti. Ma ognuno tira l’acqua al proprio mulino. C’è il procuratore che cerca di far girare il nome del proprio giocatore per poterne alzare il prezzo o dargli una visibilità maggiore. C’è anche il dirigente che vorrebbe far girare un nome per depistare e non far capire qual è il vero obiettivo. Sono giochi di mercato, ma rientra nell’assoluta normalità. È sempre stato così».

La Roma deve puntare allo scudetto indipendentemente dai movimenti di mercato o l’obiettivo finale dipenderà dalla rosa finale?

«Io vorrei vedere la Roma puntare allo scudetto, ma per farlo deve essere competitiva sul campo quindi non deve abbassare il livello qualitativo e quantitativo della squadra. Secondo me visto quello che ha fatto lo scorso anno la Roma ha l’obbligo di puntare allo scudetto. Il campionato dello scorso anno la Roma lo avrebbe strameritato di vincere. Ha trovato una Juventus che ha fatto 102 punti in un modo o nell’altro e ha vinto lo scudetto. La Roma avrebbe meritato di vincerlo quello scudetto. Mi rifiuto di considerare estemporanea quella stagione, la Roma deve dare continuità a questi risultati. La Roma deve cercare di entrare ogni anno in Champions League e per farlo vuol dire che qualche volta arrivi anche primo. Mantenendosi a questi livelli prima o poi l’obiettivo lo centri».

Quali sono le squadre più pericolose in ottica scudetto?

«Bisogna comunque aspettare la fine della campagna acquisti per poter dare un giudizio definitivo. Non credo molto alla possibilità del quarto scudetto della Juventus. Però dipende, se comprano un paio di giocatori malgrado il cambio d’allenatore rimangono una squadra altamente competitiva. Rimane pericoloso secondo me il Napoli. Bisognerà vedere quello che succede con la Champions, se dovesse essere buttato fuori al Napoli rimarrebbe solo ed esclusivamente il campionato e sarebbe un avversario pericolosissimo. Sono convinto che l’Inter farà un ottimo campionato perché Mazzarri è bravo. È una persona un po’ particolare ma comunque è bravo, i risultati li porta sempre a casa. Mi sembra che quest’anno abbiano fatto dei buoni acquisti, sicuramente andranno meglio dell’anno scorso e punteranno a rientrare in Champions. Rimane l’outsider Fiorentina. Ma ripeto, se dovessi fare il nome di una squadra pericolosa, naturalmente in ottica Roma, non volendo dare alla Juventus la chance del quarto scudetto dico Napoli».

Sabato ci sarà l’esordio stagionale contro la Fiorentina. Cosa teme della squadra di Vincenzo Montella?

«Temo più che altro la Roma. Vorrei che ci fosse un ambiente sereno e spero che Garcia riesca a mettere in campo una difesa decente perché per un motivo o per un altro non riesce a schierare i difensori titolari. Castan non sta bene, non si sa se recupererà ma è molto difficile, Benatia naturalmente non ci sarà, Maicon è un punto interrogativo così come Cole visto che non si è adattato granché. Ci sono delle difficoltà oggettive che vanno ad aggiungersi al fatto che non hai il centrocampo titolare. Per me l’assenza di Strootman è pesantissima. Speriamo torni presto, rimane il valore aggiunto di questa Roma. De Rossi viene dal mondiale, ha qualche problemino fisico, Pjanic non è al 100% ma sta bene. In questo momento a centrocampo deve essere inamovibile Nainggolan».

A proposito della partita d’esordio. Secondo lei 35 euro per la curva e 50 euro per i distinti non sono troppi?

«Effettivamente non è un granché. Adesso non ho il metro di paragone con la stagione scorsa. Spero che quando si arriverà ad avere questo benedetto stadio la società possa fare una politica dei prezzi giusta per la gente».

In Champions League invece quale deve essere l’obiettivo della Roma?

«Passare il girone. La Roma parte dalla quarta fascia quindi avremo un girone di ferro. Se riusciamo a passare il girone è già tanto».

Cosa pensa del nuovo presidente della FIGC Carlo Tavecchio?

«Tutto il male possibile immaginabile. Non è cambiato nulla, non si vuole cambiare nulla. È un uomo con dei precedenti ma non c’è niente da fare, si vuole mantenere lo status quo, non si è voluta dare la possibilità di poter cambiare. Non che io impazzissi per Albertini, però poteva essere una novità e invece è rimasto tutto quanto uguale con Tavecchio che fa il burattino in mano a Galliani e Lotito, ma fondamentalmente a Lotito. E questo fa capire a che livelli è il calcio italiano».

E del nuovo ct della nazionale Antonio Conte che pensa?

«Uguale. Non ne penso bene. Io non dimentico che questo è un allenatore che ha dovuto patteggiare per omessa denuncia. Qui sono tutti bravi a dimenticarsi le cose. Nel momento in cui io patteggio evidentemente ho fatto qualche cosa, perché se ho la coscienza pulita non vado a patteggiare un bel nulla. Invece così non è stato. Lui ha patteggiato e secondo me la questione rimane, almeno io non la dimentico e penso che la gente per bene non dimentica questa così come altre cose, come che Lotito è stato condannato. Tutti i personaggi che tengono in mano il calcio italiano hanno vari precedenti. Quando sento parlare di moralità mi viene da ridere».

Ci può dare un suo giudizio sul giornalismo sportivo italiano?

«Non conosco quello straniero. Sento chi sta all’estero lamentarsi del giornalismo estero per cui evidentemente tutto il mondo è paese. Ci sono quelli bravi e ci stanno quelli meno bravi. Ci sono quelli onesti e ci sono quelli meno onesti. Non è una questione di giornalismo ma di persone».

Dei telecronisti italiani cosa pensa?

«Uguale. C’è chi è bravo, c’è chi è meno bravo».

Ci dice uno che le piace e uno che invece non le piace?

«Le dico uno che mi piace: Francesco Repice. Per me la Rai ha i migliori cronisti in assoluto. Repice è un radiocronista straordinario, Riccardo Cucchi è molto bravo così come Giulio Delfino. Secondo me la Rai è riuscita a mantenere un livello qualitativo altissimo e non era facile dopo Ameri e Ciotti, eppure sono riusciti a mantenere un livello molto alto di qualità nelle cronache».

Totti riuscirà a giocare nello stadio nuovo?

«Io intanto spero che lo stadio venga fatto…»

Giacomo Cangi
@GiacomoCangi

foto: carlozampa.it / Carlo Zampa – Tele/Radiocronista della Roma – pagina ufficiale Facebook

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