Insegnanti: dietrofront di Letta, salta la restituzione

Saccomanni e Letta costretti da pressioni politiche e popolari a bloccare le restituzione retroattiva degli scatti di anzianità agli insegnanti

insegnanti

Carrozza e Saccomani: tra i ministri l’ennesima diatriba (lettera43.it)

Roma – Centocinquanta euro no, centocinquanta euro si: il tiro alla fune sulla pelle dei professori ha avuto stamattina un nuovo colpo di scena. Durante una riunione a palazzo Chigi, infatti, Letta, Saccomanni e Carrozza hanno stabilito di fermare il blocco retroattivo agli scatti di anzianità dei professori italiani, rispondendo così alle forti critiche giunte dopo l’annuncio di questa misura.

DIETROFRONT – La precipitosa ritirata dal fronte insegnanti del governo Letta è stata compiuta a furor di popolo: non solo i docenti interessati erano ampiamente contrari, ma lo stesso ministro Maria Chiara Carrozza s’era dichiarata molto critica verso l’iniziativa proposta da Saccomanni.
La proposta originale prevedeva di far restituire ai docenti gli scatti della retribuzione tramite una trattenuta mensile di 150 euro, già da questo gennaio: ma i sindacati avevano subito minacciato lo sciopero generale, con tanto di petizione che, in poche ore, aveva raccolto migliaia di adesioni. Inevitabile il cambio di linea di Letta, che ha spinto Saccomanni a soprassedere a questo taglio di spesa veramente difficile da comprendere.
« Come si fa – aveva chiesto Maria Spicola, docente e componente della direzione nazionale del Pd – a richiedere, anzi, a decurtare senza permesso, senza avvertire, il già magro stipendio dei docenti e dei lavoratori della scuola di una somma così consistente?».

LE REAZIONI POLITICHE – Se non fossero bastate le lamentele degli insegnanti e dei sindacati, ieri anche Renzi e Alfano si erano scagliati contro la proposta di Saccomanni, replicando con tutti i mezzi a loro disposizione all’idea del governo.
« Il taglio agli insegnanti è assurdo. Il governo rimedi a questa figuraccia, subito. Il Pd su questo non mollerà di un centimetro» aveva scritto Renzi su Twitter, mentre Alfano, nei panni del vicepremier e del leader di partito, aveva chiarito che, secondo lui, «in questo modo il governo rischia di farsi male da solo. Entreremo nel merito della vicenda, i cui dettagli ancora non conosciamo, per evitare che si verifichi il prelievo».
Ora i soldi e gli scatti resteranno, almeno fino alla prossima idea di Saccomanni.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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