Ingroia apre ai grillini ma continua la polemica su confronto Falcone

Ingroia Boccassini Falcone

Antonio Ingroia, leader di Rivoluzione Civile

Non spalanca le porte, ma le apre timidamente. Il leader di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, a Parma per presentare la sua lista nella città, sembra fare l’occhiolino e aprire qualche spiraglio ai grillini. «Noi abbiamo le porte aperte nei confronti del Movimento Cinque Stelle». «Io non ho mai cercato il sindaco Pizzarotti (primo cittadino M5S della città), ma non chiudo le porte in faccia a Grillo. Io non cerco Balotelli», ironizza Ingroia sul presento “colpaccio” di Berlusconi che, con l’acquisto del giocatore, starebbe risalendo nei sondaggi (almeno a Milano).

Il magistrato, rispondendo ai cronisti, sottolinea poi come alcune questioni di interesse del Paese siano condivise da entrambi gli schieramenti: «I punti di contatto con il Movimento Cinque Stelle sono dati dalle battaglie che quel movimento porta avanti. Battaglie che sono proprie anche di Rivoluzione Civile, la nostra lista».

Intanto però continua lo scontro a distanza tra Antonio Ingroia e Ilda Boccassini. La pm di Milano aveva definito “vergognoso” il confronto fatto dal leader di Rivoluzione Civile con il giudice Giovanni Falcone. Passato al contrattacco, Ingroia risponde: «Non mi interessano i suoi personali giudizi su di me e alle sue piccinerie siamo abituati da anni. Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Ogni parola in più sarebbe di troppo». L’ex pubblico ministero nel processo trattativa Stato-Mafia non è ha certo usato il massimo della galanteria, e rincara la dose: «Ho atteso finora una smentita, invano. Siccome non è arrivata dico che l’unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni. La prossima volta pensi e conti fino a tre prima di aprire bocca».

E non poteva, in questa “battaglia” tra magistrati, non dire la sua anche Pietro Grasso, candidato del Pd al Senato, che ritiene poco opportuno il paragone con Falcone. «Giovanni Falcone ha fatto cose talmente eclatanti che oggi, paragonarsi a lui, mi sembra un fuor d’opera».

Maria Falcone, sorella del giudice, commenta così al quotidiano La Repubblica: «Sono rimasta perplessa quando ho sentito Antonio Ingroia paragonarsi a Giovanni. […] Rispetto la storia professionale dell’ex procuratore aggiunto di Palermo. Ma la storia di mio fratello è stata del tutto diversa. E non permetto a nessuno di parlare di Giovanni per autopromuoversi a livello politico». 

Redazione

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