Inghilterra contro le sigarette. I supermercati nascondono le bionde

sigarette

affaritaliani.it

Londra – Quando si dice austerity. La Gran Bretagna passa al contrattacco e dichiara guerra ai fumatori. O meglio ai pacchetti di sigarette. Come? Con la censura.

Spiega il sito Affaritaliani. I supermercati dovranno adottare da subito la nuova strategia pensata dal precedente governo labourista per scoraggiare l’acquisto di bionde: nascondere i tabacchi al fine di renderli invisibili agli occhi dei consumatori.  I piccoli commercianti, invece, hanno tempo fino al 6 aprile 2015 per adottare la disposizione.

L’interdizione dei labour è stata generata dalla seguente riflessione ben sintetizzata da Anne Milton una delle responsabili del ministero della Sanità: i fumatori sono ‹‹attirati dai pacchetti di sigarette colorati messi in mostra››. Ergo, è il labour pensiero, se i pacchetti non si vedono i fumatori si contengono.

All’idea del “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” crede anche il ministro della Sanità Andrew Lansley, il quale alla Bbc ha aggiunto: ‹‹La maggior parte degli adulti hanno cominciato a fumare quando erano adolescenti e dobbiamo mettere fine a questa tendenza››. Secondo il ministro Lansley  ‹‹il nostro scopo è (quello di indurre i fumatori a pensare) che il fumare non sia più percepito come qualcosa di normale. Ci arriveremo per tappe››.

Ma la guerra contro il fumo non si limita a celare le sigarette. Il Governo anglosassone ha già intenzione di imporre una confezione neutra per i pacchetti, cosa per cui è in programma entro l’anno una consultazione sul tema. Ma intanto rimane ferrea l’interdizione.

Rendere visibile la vendita di tabacco nei supermercati è severamente proibito per grandi superfici di più di 280 metri quadrati. Coloro che non rispetteranno la regola saranno oggetto di pesanti multe: da un minimo di cinquemila sterline fino alla detenzione nelle patrie galere.

E pare che la Gran Bretagna non sia la sola a voler abbattere la lobby del tabacco. Tra i paesi occidentali che già si sono auto imposti la rinuncia alle bionde ci sono  Canada, Irlanda e Finlandia.

 Chantal Cresta

Foto || affaritaliani.it

 

 

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4 Risponde a Inghilterra contro le sigarette. I supermercati nascondono le bionde

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    valerio 10/04/2012 a 04:16

    parlare di austerity e di censura per una cosa del genere è ridicolo, ‘guerra ai fumatori’ poi… Un giornalista prima di scrivere un articolo non dovrebbe almeno accendere il cervello?

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  2. avatar
    Chantal Cresta 10/04/2012 a 17:58

    E perché? Le pare una notizia per la quale sia necessario accendere il cervello?
    Anzi le dirò di più: quel “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” è davvero assurdo. Mentre lo scrivevo pensavo: “ma questi sono davvero convinti che basti nascondere i pacchetti sotto lo zerbino del supermercato per convincere la gente a dimenticare il tabacco?”.
    Prometto che se il piano di austerity anti-fumatori funziona, vergherò un pezzo ancora più stupido. E magari imparerò anche a scrivere con ironia. Così di certe notizie potremmo ridere insieme. Forse.

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  3. avatar
    Francesca Munari 10/04/2012 a 21:18

    Guerra ai fumatori? Piano austerity? Ma lei dove vive? io in England, da 25 anni. Ha letto un qualche articolo inglese sui motivi? il motivo e’ cercare di non attrarre nuovi fumatori, particolarmente ragazzini che, si sa, sono effettivament attratti dalla brand e dal packaging. Quindi no, Miss Cresta, non e’ perche’ credono che la gente si “dimentichi” di fumare, magari fosse cosi’ semplice. E’ per provare tutto il possibile per evitare che le nuove generazioni ne diventino schiave. Spero condivida che e’ un’ottimo motivo e una giusta causa, che merita riflessione, non derisione. Le suggerisco, la prossima volta, di leggere gli articoli sui quali si basa. Impari a leggere prima di imparare a scrivere, con ironia o senza.

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  4. avatar
    Chantal Cresta 11/04/2012 a 18:18

    Si certo che condivido. Molto. Infatti l’ironia non è verso l’intenzione – buona e giusta – ma verso l’azione.
    Io non vivo in Gran Bretagna. In compenso (che io sappia) mi risulta che la Gran Bretagna sia in lotta con i suoi “mostri neri”, grasso e fumo (vogliamo aggiungere anche l’alcol?) da circa un decennio. Nel mentre ne ho sentite di tutte i colori dall’oltre manica e non mi risulta che nulla abbia mai portato a risultati di qualche tipo. Credo che anche questa volta sarà così. Tanto più perché il metodo è maldestro e piuttosto antiliberale.
    Qui si chiede ai supermercati di avviare una pratica di (austerity non le piace…) diciamo moralizzazione?. Perché? Non spetta ai supermercati fare i moralizzatori o gli insegnanti. A loro spetta vendere prodotti legali senza fare distinzioni di razza, credo e stile di vita nei confronti del consumatore. Fine. Costringere chi fuma a giocare a nascondino per trovare i pacchetti non è un’azione di educazione, è disperazione. Tanto più che l’educazione non si impara al supermercato ma a casa e a scuola. Non arriva dallo Stato ma da genitori ed insegnanti e se loro non funzionano è su di loro che bisogna intervenire con qualche “corso di recupero”.
    Abbia pazienza. Un’ultima cosa. Se parliamo di moralizzazione, due parole sull’etica val la pena farle. Questo provvedimento non è etico nel momento in cui limita od ostacola l’agire altrui.
    In un paese democratico ognuno deve poter essere libero di scegliere per sé le proprie abitudini, necessità, stile di vita e vizi fintantoché essi non cozzano contro quelli di altri. Sia detto senza ironia.

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