Infarto: i campanelli d’allarme

Spesso l’infarto è una di quelle cause di morte che non lasciano nemmeno il tempo di capire cosa stia succedendo. Altre volte può essere preannunciato da alcuni sintomi precisi. Quando si pensa all’infarto, è inevitabile associare l’idea di forti dolori al petto, ma non si tratta dell’ unico campanello d’allarme per riconoscere questa patologia.

Prima di proseguire nella lettura è fondamentale però sapere che molti dei sintomi di cui si andrà a parlare molto spesso possono essere ricondotti a semplici periodi di stress o addirittura a una molto meno grave congestione e solo nei casi più gravi possono essere associati all’infarto.

Una forte oppressione al torace è, insieme ai dolori al petto, la sintomatica più diffusa, ma a questi si possono aggiungere forti capogiri, sudorazione fredda, nausea e vomito.

Spesso questi sintomi possono essere leggeri a tal punto, da non destare nemmeno la preoccupazione dell’interessato, portando perciò nel caso di un effettivo attacco di cuore, alle peggiori conseguenze.

Ecco perché la migliore arma per affrontare questa patologia rimane la prevenzione: esami specifici ripetuti regolarmente possono realmente ridurre le possibilità di poter avere un attacco di cuore.

Secondo una ricerca condotta dai National Institutes of Health degli Stati Uniti, sarebbero stati individuati alcuni dei sintomi più ricorrenti nelle donne: sono risultate essere molte le pazienti che hanno provato, circa un mese prima dell’infarto, un senso di fatica insolita, disturbi del sonno, attacchi di ansia e difficoltà di respirazione.

Questa ricerca ha portato inoltre ad associare ai vari campanelli d’allarme che possono avvertire un imminente infarto, anche una forte pesantezza degli arti o un formicolio alla mano sinistra, anche questi ancora una volta facilmente confondibili con una postura scorretta o con semplice stanchezza.

Non è possibile affermare che esistano veri e propri sintomi attribuibili solo ed esclusivamente agli attacchi di cuore. Molto spesso questi possono essere riconducibili ad altre patologie nella maggior parte dei casi meno gravi rispetto all’infarto.

Ciò non toglie che controlli specifici, non solo per persone anziane o già sofferenti di altre malattie, siano fondamentali per prevenire eventuali attacchi di cuore.

Sara Mariani

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