Incrociare le dita: il dolore si può ridurre creando un’illusione

incrociare le dita dolore (ilcannocchiale.it)

Il cervello percepisce il dolore come somma dello stato di una parte del corpo in rapporto alle altre: se cambia il rapporto, cambia l’intensità del dolore (ilcannocchiale.it)

Verona – Tutto è relativo anche il dolore fisico che altro non è se non la percezione di una parte del corpo in rapporto ad altre. Se il rapporto cambia, può cambiare anche la percezione del dolore.

E’ questa l’ultima ricerca condotta dall’Università di Verona e dalla University College di Londra, pubblicata sulla rivista scientifica Current Biology e ripresa da AdnKronos. Lo studio rimanda ad alcune valutazioni del tutto nuove sulle capacità del cervello di rilevare e rielaborare le reazioni fisiche del corpo ingannando la mente con un incrocio di dita. Con ordine.

Le ragioni della ricerca prendevano in esame la lunga riabilitazione dei pazienti infortunati o affetti da disturbi cronici la cui degenza è spesso caratterizzata da forti stati dolorosi. Domanda: come alleviare le sofferenze evitando al malato l’uso di farmaci magari debilitanti per l’assetto psico-fisico, ma necessari per raggiungere la guarigione? Risposta: creando un’illusione percettiva che ‘distragga’ il cervello, lenendo lo stato doloroso.

INCROCIANDO LE DITA – L’illusione chiamata in causa è quella della griglia termica, un metodo che implica l’uso di un mix di temperature caldo-freddo-caldo sulle dita. Lo scopo è quello di procurare una sorta di dolore al paziente senza produrre ferite o danni all’epidermide, ma generando un triplo canale sensoriale che miscela la percezione di freddo, quella di caldo e quella del bruciore che ne deriva.

Il meccanismo è tale: i recettori del caldo inibiscono quelli del freddo e questi ultimi inibiscono quelli del dolore. Invertendo il processo: meno recettori del freddo aumentano l’attività di quelli del dolore e da ciò si scatena l’illusione della percezione del bruciore.

LA SOFFERENZA DELLA MENTE – A questo punto è importante, nell’esperimento, capire la posizione delle dita sottoposte a stimolazioni calde e fredde. Spiega una delle teste chiave della ricerca, la studiosa Angela Marotta, dottoranda di neuroscienze a Verona: il modello spaziale del corpo è utile per stabilire una scala modulare dell’intensità del dolore. Se il corpo si sposta, può modificarsi anche l’intensità. Lo stesso vale per le singole parti del corpo.

Quando il dito sottoposto a stimolazione fredda è posto tra le due dita che ricevono quella calda, la sensazione di bruciore è distinta e non trascurabile. Se, invece, il dito ‘a freddo’ è posizionato verso l’esterno rispetto alle altre due dita ‘a caldo’ con un semplice incrocio, ecco che la percezione del bruciore è ridotta.

L’ILLUSIONE DEL DOLORE – La ragione è nella rielaborazione compiuta dal cervello il quale considera il dolore come risultato dello stato di una parte in rapporto alle altre. Così, nel primo caso, la mente considera il bruciore come stato di sofferenza di più dita; nel secondo, invece, localizza il dolore in maniera meno intensa attribuendo la sofferenza a un solo dito.

Le implicazioni della ricerca in campo chirurgico e psico-motorio sono pressoché illimitate, spiega ancora il dottor Patrick Haggard, docente di neuroscienza cognitive al College di Londra. Il fatto che il dolore non sia quantificabile in termini assoluti, ma la risultante di modulazioni fisiche e alterazioni percettive, può rappresentare un punto di svolta nella cura dei dolori cronici

Chantal Cresta

Foto || ilcannocchiale.it

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