In arrivo il cellulare anti stalking

Lo stalking mette in pericolo la vita della vittima

È in arrivo il cellulare anti-stalking. Perché un numero di telefono può diventare un incubo se ci perseguita, insistendo contro la nostra volontà e mettendo a dura prova la nostra stabilità psichica e incolumità. Sono anni che si parla di stalking o sindrome del molestatore assillante, inseguimento ossessivo o anche obsessional following. La terminologia più comune e corrente, quella di stalking, è stata coniata con la finalità di raffigurare simbolicamente, con un termine in lingua inglese che significa “appostarsi”, l’atteggiamento di chi mette in atto molestie assillanti e per questo viene definito stalker.

Anche il nostro codice penale cita ormai il il reato di stalking (articolo 612-bis, atti persecutori), sanzionando il comportamento di chi “con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”. La vittima di stalking può presentare direttamente la querela ai Carabinieri o in Procura altrimenti rivolgersi ad un avvocato per la presentazione della medesima.

Spesso però, si sa, i tempi della giustizia italiana sono lunghi, o comunque, in situazioni estreme, è necessario un intervento immediato delle forze dell’ordine: è così che Vodafone, la nota azienda di telefonia, sta conducendo una sperimentazione che coinvolge ben quattro paesi europei: Inghilterra, Germania, Spagna e Italia. Si tratta di un software che chiama direttamente la centrale di polizia in caso di molestie reiterate. A differenza della Apple, che nel 2010 aveva già realizzato un software approvato dall’US Patent and Trademark Office in grado di impedire i messaggi molesti dai telefonini, questo di Vodafone non sarà commercializzato, ma sarà messo a disposizione di chi è segnalato dalle associazioni come persona a rischio. “Per le donne vittime di stalking stiamo sperimentando un cellulare dotato di un software che consente in caso di pericolo di allertare le forze dell’ordine, e stiamo cercando di vedere se si può portare avanti un progetto analogo per le ragazze coinvolte nei matrimoni forzati”. Lo ha detto il presidente di Vodafone Italia, Antonio Bernardi, in occasione della conferenza stampa di presentazione della conferenza Matrimoni forzati, un fenomeno in espansione che non può essere ignorato. “Abbiamo testato il cellulare su Roma e ha funzionato – aggiunge Bernardi – È un servizio che non sarà commercializzato, ma lo metteremo a disposizione delle persone a rischio che ci saranno segnalate dalle associazioni. L’idea è usare la tecnologia della comunicazione mobile per dare risposte a problemi sociali”, conclude.

Sono diversi i casi di stalking

Come accennato, esistono già applicazioni per gli smartphone, come per esempio Security AdGuard, scaricabile dal market Android o Trap Call, scaricabile dall’Apple store, ma al momento valida solo in Usa. Security AdGuard crea una black list ed una white list: la prima blocca chiamate ed sms in entrata da parte di numeri presenti in rubrica a noi poco graditi; la seconda le autorizza. Lo svantaggio è la reperibilità solo per smartphone. Trap Call permette di bloccare le chiamate indesiderate e di risalire ai fautori delle insistenti chiamate anonime. Esistono poi altri programmi adeguati, o sistemi reperibili in negozi specializzati in sicurezza informatica.

In realtà a volte si crea un rapporto di dipendenza tra la vittima e lo stalker: spesso la vittima non è ancora certa di essere tale, non si rendi conto che alcune attenzioni sono diventate delle persecuzioni. Secondo un sondaggio dell’Osservatorio Nazionale Stalking, provato su un campione di mille votanti e durato cinque mesi, solo il 57% degli italiani denuncerebbe un reato persecutorio, il 42% non lo farebbe e l’1% si dice indeciso…Alle volte infatti, come si legge dalla cronaca delle nostre testate, il problema è non aver denunciato comportamenti minatori e si fa davvero troppo tardi per intervenire.

È necessario quindi vincere la paura di affrontare la realtà, prima che i fatti diventino irrecuperabili. Sono diverse le associazioni che si occupano di proteggere le vittime di stalking. Tra di esse ci sono i Centri di ascolto e consulenza psicologica e legale dell’Osservatorio nazionale stalking, il cui numero di contatto nazionale è 06/44246573 (nei week end è attivo il 327/4660906) e il sito web è www.stalking.it. Poi c’è lo sportello Astra di Differenza Donna (www.differenzadonna.it) che risponde allo 06/6535499. Si possono segnalare anche il sito www.sara-cesvis.org del Centro studi e ricerche per la tutela delle vittime di reato e la valutazione del rischio di recidiva della violenza; la rete nazionale dei centri antiviolenza all’indirizzo www.antiviolenzadonna.it che risponde al numero 1522, legato al Dipartimento per le Pari Opportunità. Per non dimenticare la presenza di Doppia Difesa, la Onlus impegnata nella lotta contro gli abusi alle donne.

A giugno partirà la nuova campagna dell’Osservatorio Nazionale Stalking. L’obiettivo di questo tour nazionale è quello di sensibilizzare cittadinanza, forze dell’ordine, psicologi sul delicato tema dello stalking e della violenza psicologica, partendo da una prospettiva capovolta: lavorare sull’autore per affrontare adeguatamente questo allarme sociale.

L’Osservatorio si focalizza molto sul fautore dell’azione di stalking; secondo i suoi dati lo stalker è nel 75% dei casi un uomo e nel 25% una donna. Un altro punto debole denunciato dall’associazione, è costituito dalla mancanza della previsione, nell’articolo 612 bis, di percorsi di risocializzazione per i presunti stalker. Non un dettaglio: ogni giorno in Italia, delle 4 persone che vengono arrestate per stalking, scontata la pena, uno su tre torna a tormentare la vittima. E non ci sono centri dedicati: solo a Roma e a Milano. L’Osservatorio ha istituito dal 2007 il Centro presunti autori, dove gli stalker chiedono aiuto e iniziano percorsi di risocializzazione. “In occasione dell’anniversario della legge, proporremo un incontro al ministro Fornero per presentarle i risultati dei nostri centri”, spiega Massimo Lattanzi, presidente dell’Osservatorio. “Non è col carcere che si risolve il problema: questo il precedente ministro non l’ha mai voluto approfondire”.

Speriamo quindi che si studino nuovi provvedimenti, sia per le vittime che per i carnefici. Ma aspettando un’adeguata legislazione, non ci resta che affidarci anche ai nuovi sistemi della telefonia.

Benedetta Rutigliano

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4 Risponde a In arrivo il cellulare anti stalking

  1. avatar
    Sofia 28/04/2012 a 11:26

    La rete nazionale dei centri antiviolenza si trova su questo sito: http://www.antiviolenzadonna.it/
    Quello riportato nell’articolo è un falso. Fate attenzione.

    Rispondi
  2. avatar
    Benedetta Rutigliano 28/04/2012 a 12:58

    Gentile Sofia, la ringraziamo per la segnalazione. Il sito indicato nell’articolo, come ha potuto vedere, si occupa comunque di maltrattamenti su donne e bambini; certamente però http://www.antiviolenzadonna.it, quello da Lei indicato, è il sito Istituzionale legato al Ministero per le Pari opportunità. Provvediamo a precisarlo. Grazie mille per la collaborazione, ci teniamo ad un’informazione corretta.

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  3. avatar
    Sofia 29/04/2012 a 16:35

    Grazie a Lei per queste importanti informazioni.
    Ci tengo però a precisare che quel sito non si occupa affatto di violenza sulle donne, anche se il nome è volutamente ingannevole.

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    • avatar
      Benedetta Rutigliano 03/05/2012 a 17:30

      Abbiamo provveduto infatti, in seguito alla sua segnalazione, a rimuovere quel link, che non ci sembrava utile. Grazie ancora.

      Rispondi

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