Il web chiede il ritorno di Renzi

Renzi

Matteo Renzi (it.wikipedia.org)

Roma – Il sindaco di Firenze Matteo Renzi preferisce evitare eccessivi commenti sul flop elettorale di Bersani: «I giornalisti telefonano, pressano, insistono per le interviste… Ma che cosa dovrei dire che non ho già detto? E se poi pensano che ora mi metta ad attaccare Bersani, vuol dire che non hanno capito niente: io non faccio lo sciacallo». Il web si è scatenato con tweet e messaggi che invocano uno suo ritorno in campo. Ecco alcuni esempi: «Con Renzi avremmo vinto a mani basse»; «Se candidavamo Matteo, Grillo se lo sognava il 25%»; «Altro che smacchieremo il giaguaro: ci ha fatti neri così. Arrivano anche dichiarazioni sorprendenti e inattese, come quella del sindaco di Bologna Virginio Merola, fedele sostenitore di Bersani alle primarie del centrosinistra e fiero avversario del primo cittadino di Firenze: «Matteo Renzi – dice ora Merola – è la nostra possibilità di rinnovamento: e di questo dobbiamo prenderne atto».

Il sindaco di Firenze risponde così: «Sto zitto e non faccio polemiche, come dal ballottaggio in poi. Ma non mi si chieda di condividere, e soprattutto di venire a Roma per fare riunioni di “caminetto”, come lo chiamano, assieme a Rosy Bindi: non è cosa che faccia per me». Ieri mattina, infatti, Renzi sarebbe stato invitato a partecipare al vertice romano che si sarebbe svolto in serata nella sede del Pd per analizzare il voto e decidere cosa fare: ma il sindaco aveva una riunione di giunta e ha potuto motivatamente rifiutare l’invito.

«Dovrei ripetere – prosegue Renzi – che il nostro compito era snidare gli elettori delusi del centrodestra? Che non bisognava sottovalutare Berlusconi? Oppure che dovevamo fare nostri alcuni temi di Beppe Grillo? Inutile, ora. Inutile, dopo aver voluto le primarie salvo poi chiuderle al secondo turno per paura che venissero a votare elettori esterni al centrosinistra: che sono precisamente quelli che di cui avevamo bisogno alle elezioni vere e che, naturalmente, non ci hanno votato». Sulla linea da seguire all’interno del Pd, Renzi preferisce passare la palla al segretario, forse con il proposito di temporeggiare e capire cosa fare: «Ha vinto le primarie, ha fatto la sua campagna elettorale ed è giusto che adesso sia lui a indicarci la rotta. Annoto solo che ci stiamo mettendo nelle mani di Grillo. Gli abbiamo regalato un rigore, e ora vediamo come lo calcerà. Naturalmente, penso ai timori in Europa di fronte a un centrosinistra che pende dalle labbra di Beppe Grillo».

Alberto Staiz

Foto homepage: www.giornalettismo.com

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