Il triumvirato non funziona, ma non cede

Silvio Berlusconi è costretto a cedere su tutti i fronti per quanto riguarda le rivendicazioni dei suoi alleati, pur di non far cadere il governo. Ma non rinuncia a dire la sua contro il suo quasi ex alleato di governo, Gianfranco Fini

di Sabina Sestu

Non si arrende Silvio Berlusconi. Non vuole cedere il potere. Scalcia e attacca tutto e tutti. Attacca Fini, il suo ex amico, di cui però non può fare a meno per continuare a governare. E continua ad attaccare la magistratura .  «Nel mio Paese la magistratura ha raggiunto

un potere che non ha limiti – ha, infatti, dichiarato il premier al Forum sulla democrazia che si è tenuto in Russia pochi giorni fa –  la magistratura deve essere potere dello Stato e non ordine dello Stato». Parole, le sue, incomprensibili e senza senso che hanno il palese intento di gettare fumo negli occhi all’elettorato. «In alcuni Paesi e soprattutto nel mio, c’è una oppressione giudiziaria – ha continuato Berlusconi – in quanto molte accuse della magistratura sono assolutamente inventate e mettono a rischio la governabilità del Paese».

Continua a fare demagogismo e non desiste nel presentare i suoi guai giudiziari come problemi di Stato. Tanto è vero che ha affermato persino che i padri costituendi hanno sbagliato quando hanno stabilito la ripartizione dei poteri dello Stato. Centinaia di anni di storia e di teorizzazione  delle istituzioni gettati alle ortiche. Sarebbe tutto da rifare, tutto da riformulare.  «I governi sono fragili – ha asserito il premier – perché per colpa di un’architettura costituzionale imperfetta l’esecutivo deve far passare tutta la sua attività all’approvazione delle Camere». Il fatto che l’attività del governo debba essere vagliata dalle Camere «crea difficoltà enormi» in quanto non lascia ampio margine operativo all’esecutivo, che in questa maniera non può operare in modo immediato. Sono idee molto pericolose per una democrazia, perché ciò che teorizza il premier è un potere troppo ampio nelle mani di un solo organo dello Stato. E questa, da sempre, si chiama dittatura.

Bossi, Berlusconi e Fini prima della rottura

Le tensioni all’interno della maggioranza «sono piccole questioni di professionisti della politica che vogliono avere la loro aziendina politica – ha affermato Berlusconi lanciando una frecciatina a Fini – ma sono cose che non toccano la governabilità». Alla festa dei giovani del Pdl “Atreju” 2010, Berlusconi si mostra convinto e ottimista riguardo al fatto che i finiani rispetteranno gli impegni presi con il Pdl: «Dobbiamo andare avanti e farlo con grande determinazione. Per dirlo chiaro, non credo che i parlamentari che abbiano aderito alla nuova formazione che fa capo a Fini vogliano venir meno all’impegno preso con gli elettori. Ciascuno di loro sarà leale anche al simbolo del Pdl su cui è scritto il nome di Silvio Berlusconi». Ma risulta un po’ difficile credere che il governo riesca ad arrivare alla fine della legislatura, nel 2013, visti i continui colpi bassi che il Cavaliere assesta a Fini: «Dico no ai governicchi di politicanti» ha infatti affermato il premier. E Fini controbatte da Ottawa in Canada, dove sta partecipando alla riunione del G8 dei presidenti delle Camere, che «non ha senso fare il discorso senza un voto – riferendosi al dibattito di fine settembre – se no il presidente del Consiglio che cosa cerca a fare il sostegno di 316 deputati?».

Si calma il terzo dei triumviri, Umberto Bossi, che ormai non pensa più alle elezioni autunnali. Ora passa all’attacco dei dicasteri romani: «Portare a casa tutti i ministeri, nelle grandi capitali della Padania – questa la proposta del leader del Carroccio - i ministeri sono fonte di posti di lavoro, di soldi. Perché i nostri giovani non possono avere accesso ai ministeri? In Inghilterra è una battaglia che hanno fatto da tempo: non c’è più un ministero a Londra». E per una volta è magnanimo anche con il meridione: «Ministeri anche al sud: anche lì ci sono delle grandi città. Batteremo la strada del decentramento».

A noi semplici cittadini non resta che stare a guardare gli sviluppi delle lotte di potere all’interno della maggioranza e sentire le continue affermazione e smentite che ci propinano ormai giornalmente i tre leader al potere.

Foto | via http://tramelli.ilcannocchiale.ithttp://lucare.files.wordpress.comhttp://lavocedeisenzavoce.myblog.it/media/00/02/1849102233.jpg

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