Il Teatro Italiano nel Mondo festeggia il 150° dell’Unità con Eleonora Duse

Eleonora Duse

FIRENZERicordare le lotte, le conquiste, i grandi ideali dell’Unità d’Italia: questo l’obiettivo de “Il Teatro Italiano nel Mondo”, il progetto di Maurizio Scaparro ideato e realizzato in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia grazie alla sinergia del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Comune di Firenze, dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e della Compagnia Italiana (http://www.teatrodellapergola.com/teatroitaliano/programma.pdf).

Per l’occasione, da oggi al 17 aprile, è visitabile al Teatro della Pergola di Firenze la mostra Il viaggio di Eleonora Duse intorno al mondo a cura di Maria Ida Biggi e Maurizio Scaparro, realizzata dalla Compagnia Italiana e dalla Fondazione Giorgio Cini onlus per la divina cui, in occasione di una rappresentazione del “Rosmersholm” di Ibsen nel 1906, fu costruito il Primo Camerino della Pergola.

La mostra, si propone di illustrare la figura artistica di Eleonora Duse, ricordata spesso come compagna di Gabriele D’Annunzio e non come l’attrice che, già celebre ed acclamata in Europa ed oltre Oceano, portò sulle scene alcuni drammi dannunziani, contribuendo al successo del letterato.

L’allestimento, per la cui inaugurazione è intervenuto anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi, raccoglie costumi ed abiti, foto d’epoca, locandine, lettere e dipinti, con l’intento di restituire l’immagine complessa della sua personalità nel panorama della cultura italiana e internazionale di fine Ottocento e inizi Novecento, e di sottolineare l’importanza che la sua presenza ha costituito non soltanto nella vita teatrale, ma più in generale, nella storia sociale e civile dell’Italia dopo l’unificazione.

Matteo Renzi all'inaugurazione della mostra

Il percorso espositivo è strutturato in due sezioni: una volta a presentare la vicenda biografica della Duse e l’altra dedicata ai viaggi e alle tournée che l’attrice ha realizzato nel corso della sua carriera tra il 1885 e il 1924.

Nella prima sezione viene presentato quindi il “personaggio”, il suo rapporto con la scena e la storia della sua vita, della sua famiglia, attraverso le vicende più significative dell’iter artistico e biografico. È il mondo di Eleonora figlia, moglie, madre, amica, attrice e imprenditrice di se stessa. La seconda sezione, invece, racconta il teatro della Duse attraverso le tappe delle sue tournée, distinte cronologicamente in più periodi: l’esordio all’estero nel 1885 in Sud America, dove porta un repertorio basato soprattutto su testi teatrali francesi; le tournée degli anni Novanta, iniziate in Egitto nel 1891 e proseguite per l’intero decennio in tutta Europa, in Russia e negli Stati Uniti. In questi anni interpreta ancora testi francesi e aggiunge testi italiani come quelli di Goldoni, Marco Praga e Verga, traduzioni da Shakespeare appositamente eseguite per lei da Arrigo Boito, oltre a inserire pièces di Ibsen. Nei primi anni del Novecento porta in Europa e negli Stati Uniti e ancora in Sud America i testi teatrali che Gabriele D’Annunzio ha scritto per lei, oltre al suo solito repertorio.

L’ultima tournée dal 1921 al ’24 parte da Torino con una storica messinscena de “La donna del mare” di Ibsen, prosegue a Vienna e a Londra per concludersi negli Stati Uniti attraversati in lungo e in largo da New York a Chicago, da Philadelphia a l’Avana, da New Orleans a San Francisco per concludersi a Pittsburgh.

La distinzione cronologica permette non solo di comprendere in modo più semplice ed immediato il susseguirsi dei tantissimi successi ottenuti in giro per il mondo ma anche di cogliere le differenze, i cambiamenti nel repertorio e la maturazione artistica di questa grande attrice, non solo interprete ma anche regista e capocomica. Un itinerario che, ripercorrendo tutte le tappe del suo lungo peregrinare in Sudamerica, Stati Uniti, Egitto, Russia, paesi di area tedesca, Inghilterra, Paesi Bassi, Danimarca, Francia, Grecia, Spagna e penisola Scandinava, ricostruisce chiaramente il successo del teatro italiano nel mondo e fa della Duse una figura essenziale per la promozione della cultura italiana post unitaria.

Natalia Radicchio

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