Il sorpasso. La Roma mette la freccia e scavalca l’Inter

A cinque giornate dalla fine la banda di Mourinho cede la prima posizione. Il Milan si fa fermare in casa dal Catania e si stacca dalla vetta, Palermo e Sampdoria resistono coi denti al quarto posto. Borriello prenota un posto per il SudAfrica, salvate il soldato Ventura

di Francesco Guarino

Il nuovo imperatore di Roma ha l’aria serena e compassata di chi mastica pane e pallone da una vita. Nulla a che vedere con lo sguardo torvo e sospettoso di Josè Mourinho, che, pur di non ammettere il calo dei suoi in campionato, non trova niente di meglio che fantasticare sull’ennesimo complotto arbitrale. La sentenza, mai come questa settimana, la fanno i risultati: la Roma supera 2-1 l’Atalanta e torna prima in classifica dopo due anni e sette mesi. L’Inter rimbalza contro il muro viola a Firenze, mentre il Milan vede il baratro col Catania, poi si salva e recrimina per due rigori non visti. Sampdoria e Palermo resistono al quarto posto, la Juventus torna a vincere contro il Cagliari. Clamorose rimonte di Siena, Parma e Lazio.

“Appio” Claudio Ranieri

ROMA IN DELIRIO – All’Olimpico la neocapolista soffre più del dovuto: ci vuole una parata-saponetta di Consigli per sbloccare il risultato, prima che Cassetti faccia il bis con un preciso colpo di testa su assist di Totti. Appio Claudio Ranieri aveva detto di voler azzannare il biscione nerazzurro e nel primo tempo la Roma ha seguito alla lettera il suo diktat. Nella ripresa il calo psicologico è però notevole, e i bergamaschi accorciano le distanze col “tir” Tiribocchi. Quaranta minuti di sofferenza, prima che il fischio finale di Rocchi consegni il primo posto nelle mani della capitale: un punto di vantaggio sull’Inter è un’inezia, ma il morale delle truppe di Ranieri è letteralmente alle stelle. Tutt’altra aria si respira ad Appiano Gentile, dopo il 2-2 con la Fiorentina nell’anticipo di sabato. Mourinho ha presentato in campo un Inter fiacca, che si è fatta fagocitare nei primi quarantacinque minuti da una Fiorentina pimpante e con un Montolivo in stato di grazia, autore del passaggio del “la” del gol toscano di Keirrison. Nella ripresa Milito ed Eto’o hanno approfittato di altrettanti distrazioni gigliate per ribaltare il risultato, ma, neanche 60 secondi dopo il 2-1, Julio “Dida” Cesar è uscito a raccogliere farfalle in area di rigore ed ha spalancato la porta al definitivo pareggio di Kroldrup. Mourinho al fischio finale si scaglia contro il guardalinee Ayroldi, colpevole, secondo l’insindacabile parere dello SpecialOne, di aver festeggiato per il risultato di parità dei nerazzurri , urlando “E andiamo!”. In realtà il povero Ayroldi si stava scambiando via auricolare i complimenti con l’arbitro Bergonzi, per l’ottima direzione di gara in un match ad alta tensione. Tensione come quella che si respira sul versante nerazzurro della Madonnina, anche a causa dei nuovi sviluppi dell’inchiesta Calciopoli-bis. Scommettiamo che le sorprese non sono finite qui?

MILAN, BYE BYE SCUDETTO. MUCCHIO CHAMPIONS, VOLATA SALVEZZA – Il partito dell’amore berlusconiano sembra aver contagiato anche il tecnico rossonero Leonardo: il Milan si fa asfaltare per 2-0 dal Catania nel primo tempo, tira fuori gli attributi solo nella ripresa (doppietta di Borriello), butta al vento l’ennesima occasione per sperare ancora nel tricolore e Leonardo cosa fa? Sorride, predica calma e si stupisce dei fischi dei tifosi. D’accordo che il Milan di quest’anno non era dato tra le favorite, ma lasciare sei punti a San Siro per i pareggi interni con Napoli, Lazio e Catania è un peccato mortale. Se poi i punti che ora separano il Milan dalla capolista sono quattro, il conto dei rimpianti è bello e fatto. Capitolo Champions: tutto invariato. Sampdoria (vincitrice del derby per 1-0, Cassano), Palermo (3-1 al Chievo con doppio Miccoli) e Juventus (1-0 al Cagliari, Chiellini) non perdono quota, mentre il Napoli si fa rimontare e scavalcare dal Parma per 3-2 in casa, lasciando sul campo Quagliarella espulso e un De Laurentiis infuriato che minaccia di scritturare tutti per il prossimo cinepanettone. Dicevamo delle rimonte clamorose: Milan e Parma ci hanno messo del loro, ma anche il Siena ha rovesciato l’1-2 interno col Bari in un 3-2 che profuma di speranza. Il capolavoro di giornata, però, è della Lazio a Bologna. Da 0-2 a 3-2, per una vittoria che potrebbe significare salvezza per gli uomini di Reja; domenica c’è il derby e non è detto che il risultato sia così scontato. Orgoglio Udinese e 23a perla di Di Natale: il 2-0 a Livorno porta i friulani in acque più tranquille e spinge i toscani già con un piede in serie B.

Ennesima gaffe per Simona Ventura

PROMOSSI E BOCCIATI – Campagna pro-Sudafrica per Marco Borriello: “datemi un pallone in area e ve lo scaraventerò in porta” potrebbe essere il suo motto. Il posto sul charter azzurro per l’ex mister Rodriguez ci dovrebbe essere: se il pupillo di Lippi Iaquinta continua a giocare così, una convocazione “di stima” dello juventino, a discapito di Borriello, costringerebbe il ct a viaggiare nella stiva dell’aereo travestito da forma di parmigiano. Semaforo verde anche per Francesco Totti: Ranieri sta per sostituirlo e concedergli la meritata standing ovation a dieci minuti dalla fine, ma il capitano si avvicina alla panchina e segnala che Menez è già ammonito, nervoso e sta commettendo falli a ripetizione. Breve consulto, Totti resta in campo ed esce il francesino a rischio rosso. Aggiungere l’episodio alla voce “capitano” sullo Zanichelli. Ancora bastonate (non a caso) per le tifoserie italiane: il derby più inglese d’Italia, quello di Genova, di britannico ha avuto anche le mazzate in stile hooligans, tra i supporters blucerchiati e quelli del grifone. La partita è stata ritardata di un quarto d’ora per creare un percorso alternativo ai pullman delle squadre. Non ce n’era bisogno: bastava farli passare addosso agli imbecilli che si stavano prendendo a sassate. Finale di giornata con l’ennesima puntata della nostra crociata anti-Ventura: a “Quelli che il calcio…” entra l’ospite Miguel Iglesias, accolto con l’inno del Barcellona. SuperSimo: «Tu sei del Barça, vero?». Il povero Miguel: «Veramente sono di Madrid…» Prenotate un cargo per la Ventura e i suoi autori. Destinazione: Isola dei Cialtroni.

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Una risposta a Il sorpasso. La Roma mette la freccia e scavalca l’Inter

  1. avatar
    Chiara Campanella 12/04/2010 a 17:37

    grande Roma!

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