‘Io sono il proiettile’ al Teatro della Tosse di Genova

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‘Io sono il proiettile’ al Teatro della Tosse di Genova

Genova – Il Cantiere Campana apre la stagione 2013/2014 venerdì 18 ottobre con lo spettacolo Io sono il proiettile di e con Edoardo Ribatto in Prima Nazionale, in scena fino a domenica 20 ottobre.

La pièce  è liberamente tratta dalla storia reale di Yuri Markus Daniel, scrittore dissidente processato e condannato per reati d’opinione, caso che risultò clamoroso perché le opinioni che gli venivano contestate non erano sue ma dei personaggi dei suoi romanzi.

Ribatto racconta così una storia tragica e, per certi versi, assurda come un thriller psicologico, attraverso lo stile del radiodramma. Singolarità dello spettacolo è che l’attore in scena è uno solo, lo stesso Ribatto, coadiuvato da tre microfoni, un vocoder e uno schermo che agevolano l’illusione dello spettatore.

La storia si svolge nella Russia degli anni ’60; un uomo, Viktor, viene accusato ingiustamente di essere un delatore e, mentre viene rifiutato ed abbandonato da tutti, incontra Yuri, uno scrittore in crisi d’identità che gli cambierà la vita. In realtà tutto è basato su un continuo gioco ad incastro affascinante, in cui Yuri è reale mentre Viktor è prodotto dalla sua penna e dalla sua fantasia. Entrambi gli uomini hanno vita autonoma anche se, inevitabilmente, sono connessi indissolubilmente essendo l’uno il prodotto dell’altro. La discussione e la vita di entrambi ruota attorno al vero significato dell’essere colpevole, impregnato di un continuo stato di angoscia rispetto al proprio ruolo e alla propria identità.

Nella Russia di quegli anni, in cui la libertà di espressione è inesistente, ogni gesto ed ogni parola può portare alla perdita di identità e alla sparizione, così come sta accadendo a Yuri, al centro di un vortice depressivo senza apparente via d’uscita. La mancanza fisica di attori ed un palco arricchito solo da fotografie aiutano lo spettatore a puntare gli occhi esclusivamente sulla recitazione e l’interpretazione di Edoardo Ribatto che, con grande intensità, riveste due ruoli diversi e tra loro paralleli. La complessità del racconto è raccontata in modo lineare e di facile comprensione, immergendo immediatamente il pubblico in quella che è la vera storia di Yuri Markus Daniel.

«Quello che volevo fare è questo spettacolo. Io qui realizzo qualcosa di molto importante che si origina circa dieci anni fa, quando su una bancarella a Firenze trovai un libro Espiazione di Yuri Markus Daniel. In copertina il nome dell’autore e tra parentesi un altro nome. Come mai due autori mi dissi e come mai uno indicato tra parentesi? Capii che era lo pseudonimo ma scoprii l’intera vicenda solo molto dopo. Daniel era una persona mite, uno come tutti noi. Poi un giorno schiacciato dalla realtà che lo circondava nella Russia degli anni ’60, con amici e conoscenti che sparivano da un giorno all’altro, decise di fare un atto di coraggio e di pubblicare a Parigi, 4 suoi racconti fatti uscire clandestinamente.

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Edoardo Ribatto

Questi gli sono costati cinque anni di carcere in Siberia e il suo caso è arrivato in occidente perché Daniel non era accusato per un reato commesso, bensì per le parole dei suoi personaggi» sono le parole del regista che spiega la nascita dell’idea di Io sono proiettile. Tutto ciò è stato creato con pochi elementi per rimarcare la centralità del racconto; la forma del radiodramma è stata scelta per arricchire lo spettacolo del suono, che diventa così unico elemento realistico della narrazione.

Rumori e suoni fungono da scenografia e anche il microfono e il vocoder diventano essenziali per creare, tramite la contraffazione della voce, numerosi personaggi, circa dodici, che ruotano nello spazio.

L’ambiziosa opera di Ribatto si confà perfettamente al progetto Cantiere Campana, nato circa dodici mesi fa con l’intento di coinvolgere il pubblico nella nuova drammaturgia italiana e, soprattutto, di proporre opere vicine alla società. Compito del teatro è, e deve continuare ad essere, quello di raccontare mondi vicini e lontani aiutando artisti e pubblico a dialogare reciprocamente, «Vogliamo che il teatro di domani venga costruito dagli artisti ma anche dal pubblico.

Che insieme si sviluppi un senso critico in grado di riconoscere e capire la realtà, senza provocazioni fini a se stesse o stanche rievocazioni di un modo di fare teatro che non ci appartiene più». Sede del Cantiere Campana è il Teatro della Tosse di Genova, teatro di importanza europea, noto per i continui investimenti nella drammaturgia contemporanea. Inoltre il teatro di S. Agostino, attuale sede del Teatro della Tosse, è stato il primo teatro popolare di Genova, ovvero un teatro aperto a chiunque, caratteristica essenziale, forse a volte dimenticata, per la preservazione dell’arte.

                                                                                                                                                                                                           Alessia Telesca

Foto: genova.erasuperba.it

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