Il Partito Pirata si candiderà nel 2013: obiettivo, difendere la rete

“Per il partito pirata è arrivato il momento della svolta: a Trento, dove si è svolto l’IGF, abbiamo deciso di prendere parte al prossimo appuntamento elettorale”.
Esordisce così il comunicato che due giorni fa è comparso sul sito del Partito pirata, che dopo 5 anni di vita come associazione culturale ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni del 2013. I principali temi d’interesse del partito sono rivolti alle nuove tecnologie e al web: i “pirati” non sono di certo criminali che compiono frodi informatiche, ma sono coloro che si attivano politicamente per la difesa dei diritti dei cittadini ed in particolar modo è interessato alla cultura libera, al diritto d’Autore ed alla Privacy.

“Non possiamo definirci un partito finché non parteciperemo alle elezioni”, dichiara Athos Gualazzi, presidente dell’Associazione partito pirata . “E noi abbiamo deciso di partecipare alle prossime elezioni, presentandoci a macchia di leopardo”. I “pirati” non hanno ancora definito la linea che intraprenderanno per quanto riguarda sia il programma che la leadership, ma alcuni punti chiave saranno di certo rete libera, opposizione a qualsiasi forma di censura, riforma del copyright e dei brevetti. I “pirati”, inoltre, sostengono le piattaforme per difendere la privacy da intrusioni esterne e sono attenti alla trasparenza dei processi politici e dei diritti civili.

Una prima battaglia l’hanno già vinta: la scorsa settimana i pirati italiani sono scesi in strada e hanno protestato contro Area Spa, un’azienda italiana che ha vinto una gara da 13 milioni di euro per fornire al governo siriano le tecnologie di monitoraggio delle comunicazioni su internet. La notizia, diffusa dall’agenzia di stampa Bloomberg, in pochi giorni ha portato la società italiana a fare marcia indietro e ad interrompere la collaborazione con la Siria.

A spronare ulteriormente i sostenitori del partito, è stata soprattutto l’ultima vittoria del “Piraten Partei” a Berlino: a sorpresa hanno ottenuto 130 mila voti alle elezioni per il Parlamento della città-Stato tedesca, attirando i consensi anche da quartieri con una massiccia presenza di immigrati, come Neukolln, nell’area meridionale della capitale. A quasi sei anni dal varo in Svezia, i partiti pirata sono ormai attivi in ventidue nazioni: in Russia, per esempio, da poco hanno partecipato a un meeting con il presidente Dmitri Mdevedev.

Redazione

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