Il paradosso di Magaluf: dal mamading a una zona turistica per adulti

Magaluf: addio a feste, festini e degrado. Le autorità vogliono trasformare la zona in una località più matura (blog.traveleze.co.cuk)

Maiorca – La fama di Magaluf, celebre centro turistico nei pressi di Palma di Maiorca implicato sei mesi fa nello scandalo del mamading, sta per cambiare o, per lo meno, vorrebbe cancellare quella macchia nera che lo contraddistingue da qualche tempo. Risale allo scorso luglio la storia della giovane turista inglese che ha praticato del sesso orale a venti ragazzi in una discoteca di Magaluf per guadagnarsi un drink gratuito.

MAGALUF: ADDIO AL DEGRADO - Il video che ritrae la giovane in preda a un mamading cumulativo ha fatto il giro del mondo e gettato ripidamente un’ombra oscura sul successo di Magaluf, una località dimenticata per le sue spiagge ma fluentemente citata per la vicenda shock. Dopo il video del sesso orale in discoteca Magaluf è passata ufficialmente come una località turistica a basso costo e dai servizi di pessima qualità e questa realtà, a lungo andare, ha portato le autorità locali a Maiorca a tentare di porre un fine a tutte le storie di degrado e dissolutezza svoltesi in zona.

BASTA ALCOOL E DROGHE - La causa principale della brutta nomea di Magaluf risiede, a detta delle autorità locali, nel caos di turisti ubriachi che si precipita nelle zone pubbliche per impegnarsi in attività irrispettose della quiete. I turisti molesti hanno portato Magaluf a essere ribattezzata Shagaluf e le autorità stanno costruendo una fitta rete di controlli volti a ristabilire la tranquillità locale. Sarà vietato ai turisti di consumare alcolici in strada e un gruppo di elicotteri sorvolerà la zona nei pressi di Punta Ballena per soffocare nel nascere eventuali risse alcoliche e allarmanti scene a sfondo sessuale. Il risultato di queste azioni preventive dovrebbe ristabilire il buon nome di Magaluf, passando dal regno del mamading a una zona turistica più matura, dove adulti e bambini a carico possano villeggiare in tranquillità.

La festa è finita: Magaluf vuole tornare una località tranquilla (thesun.co.uk)

RIABILITARE GLI SPAZI PUBBLICI - Gli spazi pubblici saranno quindi riabilitati per evitare l’insorgere di nuovi disordini mentre i locali notturni e i pub dovranno riorganizzare i loro regolamenti interni per fornire alla località un ambiente più sicuro per tutti. Il turismo, al seguito delle nuove direttive anti degrado, è in calo, soprattutto per quanto riguarda i giovani villeggianti britannici, consueti ospiti della zona che vedevano in Magaluf un’oasi dove lanciarsi liberamente nella tripletta sesso-alcool-droga senza temere le ripercussioni delle autorità. Oltre al forte consumo di alcolici da parte dei turisti, le origini del degrado di Magaluf risiedono nello spaccio di droga, nelle frequenti rapine, nella prostituzione su strada e nelle eventuali risse che seguono tali attività.

UN PROGETTO PER TUTTA MAIORCA - Teresa Palmer, delegata locale per il governo delle Balneari, aggiunge che i disordini a Magaluf sono sorti soprattutto a causa della forte dose di inciviltà e maleducazione che risiede nei turisti villeggianti in zona. Saranno presenti anche numerose pattuglie a sorvegliare la località balneare, nella speranza di debellare definitivamente i turisti sessuali e gli abusanti molesti di sostanze stupefacenti e alcolici. Le azioni volte alla riabilitazione di Magaluf sono solo una parte dell’intero progetto volto al risanamento di tutta l’isola di Maiorca, richiesto dalle autorità e dalla popolazione locale, stremata dai disordini causati dai turisti.

Magaluf vuole tornare alle spiagge e alla quiete (mallorcatour.net)

POPOLAZIONE LOCALE ESAUSTA - Ultimamente alcuni abitati dell’isola sono scesi in piazza con lo slogan “Fuori gli ubriachi” per tentare di sensibilizzare le autorità e i turisti al rispetto per l’ambiente e per gli esseri umani. Magaluf sta per cambiare ed è disposta a perdere gli incassi provenienti dal consumo di alcoli in cambio di un turismo più maturo, disciplinato e adeguato all’ambiente naturalistico isolano.

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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