Le proposte di Tsipras e il nuovo amore europeo

Il piano di azione del governo Tsipras abbraccia l'austerity europea soddisfando le condizioni della Troika. Si apre il dibattito sul leader in Syriza

Crisi grecaLo spettro della Grande Depressione prospettata dagli esperti di Washington deve aver intimorito Tsipras, o almeno così si vocifera ad Atene. La rivincita del popolo che creò la democrazia parrebbe essere stata fine a sè stessa dopo la proposta di accordo presentata dal governo di Syriza all’Europa. I primi sentori di conversione si sono avuti già durante gli scrutini del temuto referendum quando Varoufakis – di certo non l’ultimo arrivato, tanto per ricordarlo a Juncker – pur di non abiurare le proprie convinzioni si è dimesso. Che si sia trattata di coerenza da Termopili o di mossa politica da agorà lo si stabilirà in seguito.

PROPOSTA – Questa notte Tsipras e il nuovo ministro delle finanze Euclid Tsakalotos hanno presentato una terza proposta ai creditori ricalcando quasi completamente l’ultima offerta europea prima del referendum. In pratica la Grecia ha accettato tutte le condizioni dell’Europa con delle aggiunte di diverso calibro: alcune inaspriscono il progetto originario mentre altre dovrebbero rappresentare un miglioramento. Il piano, che prevede un avanzo primario crescente dall’1% di quest’anno al 3,5% del 2018-19, delinea un sistema combinato di tagli e tassazioni sui settori strategici che rendono impossibile stanziare fondi consistenti per i programmi sociali promessi da Syriza. Un avvicinamento netto alle posizioni europee che mira a mantenere alta la fiducia dei mercati così come la possibilità di restare nell’Eurozona, e più silenziosamente, spinge verso il non citato taglio del debito.

IVA & IMPOSTE – Atene ha accettato di unificare l’aliquota al tasso standard del 23% anche per i ristoranti, mentre resterà al 13% per hotel, energia e alimentari e al 6% per libri, farmaci e teatri. Al contrario è sparito lo sconto alle isole meno accessibili, sebbene fosse considerato irremovibile. A tali disposizioni si affianca una maggiore tassazione sui redditi da affitto (dal 11% al 15% per i redditi al di sotto 12.000 € e il 33% al 35% per coloro che superano tale importo), l’aumento delle imposte societarie dal 26 al 28%, la perdita per gli agricoltori dello status di trattamento fiscale agevolato (settore oggetto di molte truffe), l’aumento del 3% della tassazione sui beni di lusso, la cancellazione delle tanto discusse esenzioni fiscali degli armatori ma viene cancellata la richiesta di tassare del 12% i profitti aziendali superiori a 500 milioni.

Tsipras e MerlelPENSIONI – Si tratta del il capitolo più delicato. Sostanzialmente è stata sottoscritta la proposta della Troika riconoscendo la necessità di una riforma radicale. Entro il 2022 l’età pensionabile sarà portata a 67 anni o a 62 con 40 anni di contribuzione. Inoltre verranno disincentivati i prepensionamenti, fatta eccezione per le madri con bambini disabili e per tutti i lavori usuranti, e eliminato il contributo di solidarietà per i pensionati entro il 2019. Quest’ultimo taglio viene però controbilanciato dall’aumento del 2% dei contributi sanitari.

SETTORE PUBBLICO & CORRUZIONE – Non vengono sancite altre limitazioni al già risicatissimo settore pubblico, se non la possibilità di adeguare gli stipendi in caso di mancata crescita del PIL. Al contrario viene sottolineata con grande enfasi la lotta alla corruzione dato che Atene vuole rafforzare il controllo sulle istituzioni pubbliche. Vengono assegnati nuovi poteri ai Ministeri che riserveranno particolare attenzione ai comuni con costi più alti e agli enti a loro collegati. Allo stesso modo viene prevista una lotta senza quartiere contro l’evasione fiscale prevedendo un nuovo sistema di denuncia, l’istituzione di un registro dei beni e di una banca dati sui movimenti di capitale delle imprese per contrastare l’ingegneria fiscale tra società di uno stesso gruppo.

Crisi greca

LAVORO – In questo caso Tsipras cerca di mantenere quanto promesso nel programma di Salonicco, cioè la proposta iniziale. Sebbene rinvii all’autunno l’aumento del salario minimo a 751 euro – stabilito all’insediamento del governo di coalizione – viene abolita la legge che permette i licenziamenti collettivi e reintroduce la contrattazione collettiva nazionale.

MILITARI & PRIVATIZZAZIONI – In caso di accettazione la spesa militare greca, che occupa il 3,6% del Pil cioè la più alta della comunità europea, verrà tagliata di 300 milioni ovvero 100 in meno di quanto proposto dall’Europa. Si tratta di un tema molto delicato per il governo greco che si regge sulla coalizione con i conservatori nazionalisti di Anel che spingono per mantenere le spese militari. Sul fronte delle privatizzazioni troviamo il rifiuto del governo di Syriza a cedere la società energetica pubblica proponendo uno schema alternativo per l’autunno. Tuttavia apre alla cessione dei porti di Salonicco e del Pireo – già vicini alla società cinese Cosco – oltre che a quella degli aeroporti regionali e dell’aeroporto Hellenikon di Atene ormai in disuso.

SISIFOIn attesa del responso europeo e della successiva valutazione in parlamento – che l’ala più a sinistra di Syriza già annuncia durissima – la vera battaglia la combatte il leader greco. Ora nell’immaginario collettivo Tsipras da antagonista di Atene rischia di diventare Sisifo, Re di Corinto. Il figlio di Eolo che osò sfidare gli Dei – leggi Europa – e che Zeus condannò a spingere un masso dalla base alla cima di un monte. Tuttavia, ogni volta che Sisifo era a un passo dalla cima, il masso rotolava nuovamente lungo il pendio fino alla base del monte. Ogni volta e per l’eternità.

Francesco Malfetano

foto: polisblog.it, neoskomos.com, lacroix.com

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