“Il Museo e il suo territorio” alla Fondazione Museo Pino Pascali

Polignano a Mare – Prosegue con risolutezza la rassegna Il Museo e il suo territorio ad opera della Fondazione che porta il nome di un arguto rappresentante della storia dell’arte contemporanea, riconosciuto tra i più importanti innovatori dei linguaggi del Novecento: Pino Pascali.

L’iniziativa scopre e presenta al pubblico le giovani realtà artistiche che si muovono sul territorio pugliese: obiettivo dell’edizione 2013 è quello di realizzare una mostra e un workshop a cadenza mensile durante il quale giovani artisti emergenti presentano il proprio percorso formativo e artistico “in diretta” dimostrando il personale processo di trasformazione di un’idea in materia. Dall’idea alla realizzazione artistica, senza filtri e senza pause.

Il primo ciclo ospitato nella Project Room, sede di mostre personali e laboratori didattici, coinvolge cinque giovani curatori e cinque artisti pugliesi under 35: Isabella Battista/Pierpaolo Miccolis, Edoardo Trisciuzzi/Fabio Mazzola, Nicola Zito/Maria Grazia Carriero, Luna Pastore/Anna Maria Battista, Lorenzo Madaro/Claudia Giannuli.

Primo appuntamento è stato il workshop che ha visto la collaborazione del nuovo direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bari, il professore Giuseppe Sylos Labini e la partecipazione di alcuni studenti scelti tra gli iscritti alle classi di Decorazione e Pittura che hanno interagito con l’artista lavorando tutti insieme su un rotolo in carta di sei metri con l’aiuto di soli pennarelli.

Pierpaolo Miccolis

Il 19 gennaio, e fino al 17 febbraio, è stata poi aperta al pubblico la mostra personale di Pierpaolo Miccolis a cura di Isabella Battista. L’artista, che vive e lavora tra Bari e Bologna, definisce attraverso la pittura ad acquerello, il disegno e l’incisione calcografica, un universo mutevole e inquieto che ha per protagonista il mondo dei volatili.

Con la mostra Nella coda sta il veleno Miccolis presenta per la prima volta due cicli inediti di acquerelli su carta denominati rispettivamente Bestiari e Aviarii, frutto di uno studio approfondito sull’anatomia e metamorfosi dei corpi animali.

Alcuni lavori sono concepiti in maniera rigorosa, quasi manualistica, altri mostrano invece la stupefacente trasformazione di esseri ibridi, disarmonici, incroci di esseri estranei allo svolgersi consueto dell’evoluzione.

Miccolis usa inchiostro ed acquerelli con ampie campiture mediante la precedente stesura di acqua che permette l’effetto bagnato su bagnato, dalle intriganti connotazioni grafiche. Partito con i monocromi su carta, si è lasciato ispirare dalla poesia delle “macchie” di colore, tipicamente impressioniste, con cui ha elaborato un linguaggio estremamente sintetico nella forma, ma, nello stesso tempo, oculato nei sapienti accostamenti cromatici. L’uso dell’acquerello, tecnica antichissima, ha per l’artista un significato ben preciso, legato alla sua caratteristica rapidità di esecuzione che lo rende estremamente attuale.

34a Biennale di Venezia, 1968. Pino Pascali davanti a "Le penne di Esopo"

34a Biennale di Venezia, 1968. Pino Pascali davanti a "Le penne di Esopo"

Quello intitolato a Pino Pascali (Bari 1935 – Roma 1968) è attualmente l’unico museo di arte contemporanea stabile in Puglia; collocato nell’omonimo palazzo proprio sopra l’arco d’ingresso al centro storico di Polignano a Mare, incantevole cittadina barese dove l’artista è sepolto, è stato inaugurato nel 1988 con una grande antologica curata da Achille Bonito Oliva e Pietro Marino e dedicata, naturalmente, al Maestro scomparso vent’anni prima a soli 33 anni, a causa di un incidente motociclistico. Nonostante la brevità, la sua carriera artistica è lo stesso folgorante, concludendosi l’anno della morte con la consacrazione definitiva (per quanto postuma) alla 34a edizione della Biennale di Venezia, dove gli viene tributato il Premio Internazionale per la Scultura.

Oggi, oltre a curare l’Archivio Pascali – lasciato degli eredi –, il Museo si divide tra l’organizzazione di mostre temporanee, la gestione della collezione permanente e il Premio Pino Pascali. Questo fu istituito nel 1969 dai genitori dell’artista, che misero in palio una somma di 200mila lire per ogni edizione; al vincitore spettava anche l’allestimento di una mostra personale. Tra gli artisti ai quali il Premio fu assegnato fino al 1976, figurano nomi storici come Vettor Pisani, Vincenzo Agnetti e Jannis Kounellis; dopodiché, la morte di Franco e Lucia Pascali segnò un’interruzione quasi ventennale del Premio.

A istituirlo nuovamente ha provveduto il Museo Comunale Pino Pascali, nella figura della sua direttrice Rosalba Branà, tramite il sovvenzionamento pubblico da parte della Regione Puglia e del Comune di Polignano a Mare.

Oltre ad allestire una personale dedicata alla produzione dell’artista vincitore, il museo procede ad acquistarne un’opera, che entra a far parte della collezione permanente. Dato lo “spirito” con cui il Premio viene assegnato, non stupisce quindi che la raccolta museale presenti opere con una vocazione alla multimedialità, alla contaminazione sperimentale di linguaggi e tecniche espressive.

Un museo fitto di prodigiose iniziative che fanno mostra della stessa apertura di pensiero di cui era capace l’artista, e lo è sempre la sua terra.

Natalia Radicchio

Foto via www.espoarte.net; www.artsob.it

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