Il mio amico Eric, la vita, il calcio e il mito di Cantona

Lo sguardo impegnato di Ken Loach si posa, ancora una volta, sulle dinamiche del mondo operaio e si anima sorprendentemente di una piacevole vena ironica in una pellicola sul potere aggregante e salvifico della fede calcistica

di Daniela Dioguardi

eric2Eric Bishop (Steve Evets) è un impiegato delle poste britanniche cui la vita sembra essere sfuggita di mano.

Dopo essere stato lasciato dalla sua seconda moglie, Eric vive un’esistenza trasandata, occupandosi dei suoi due figliastri adolescenti, Ryan e Jess, nei confronti dei quali ha perso progressivamente autorità e credibilità. La sua frustrazione risulta appesantita da un passato vecchio di trent’anni che torna costantemente ad avvilirlo e che si lega al rimorso di aver abbandonato, senza dichiarato motivo, la prima moglie Lily (Stephanie Bishop), il suo unico vero amore, e la loro bimba Sam (Lucy Jo-Houdson), appena in fasce.

Per il suo spirito provato e profondamente intristito l’unica vera consolazione è rappresentata dalla squadra del cuore, il Manchester United, di cui segue i più minuziosi sviluppi assieme ai suoi fedelissimi amici, e la venerazione per il suo mito calcistico di sempre, l’irriverente Eric Cantona, alle cui imprese Eric ricollega gli ultimi momenti di felicità vissuti.

Un bel giorno la sua stanca e trascinata quotidianità viene improvvisamente turbata dalla richiesta di sua figlia Sam, ormai giovane mamma, con cui ha intrattenuto rapporti buoni e regolari, di occuparsi per un’ora al giorno della sua bimba neonata Daisy, in modo da consentirle di terminare serenamente gli studi. Per poterlo fare Eric sarà costretto, dopo trent’anni, a incontrare Lily e quindi ad affrontare, per la prima volta e di petto, quel passato tanto temuto.

La cosa lo getta nello smarrimento più totale ma sorprendentemente a sostenerlo interverrà un amico speciale apparso, sotto forma di allucinazione,  fra un pensiero disperato e uno spinello: niente di meno che Eric Cantona in persona (o quasi). L’adorato calciatore sarà lo spirito-guida che accompagnerà Eric nel difficile e tortuoso percorso alla ricerca di una fierezza perduta, la sola che gli consentirà di riaffrontare Lily e di comprendere le sue potenzialità e i suoi limiti, quei limiti che possono essere abbattuti sono con la solidarietà degli amici più veri.

eric3Ken Loach torna sul grande schermo con un’opera equilibrata, all’insegna di un’impeccabile osmosi fra dramma e commedia che riesce a far riflettere e a commuovere lo spettatore con un’ironia e una leggerezza mai inopportune. Ad arricchire il tutto interviene una sceneggiatura originale, mai noiosa, impreziosita dalla singolare trovata delle surreali apparizioni di Cantona, divertito e compiaciuto coprotagonista  (e coproduttore) della pellicola.

Regista da sempre “impegnato” a raccontare, con indiscussa eleganza e rigore formale,  il mondo operaio in tutte le sue pieghe e le sue piaghe, Ken Loach sceglie di  parlare, attraverso il personaggio di Eric, di tematiche tremendamente attuali che, proprio presso le working classes, ancora oggi in bilico fra sopravvivenza e alienazione, si amplificano e si palesano nei loro risvolti più drammatici. La sofferenza di Eric ci riporta alla condizione dell’uomo moderno, attanagliato dall’individualismo che, nell’affrontare le difficoltà della vita, si ritrova a fare i conti con un’insanabile solitudine e un insostenibile isolamento (a tratti subìto, a tratti auto-indotto) a cui tenta reagire nei più svariati modi. Una risposta molto comune è rappresentata  proprio dall’attaccamento “religioso” a modelli appartenenti alla cultura pop (quali sono i calciatori) che sfocia spessissime volte e senza grande clamore nel fanatismo e nell’idolatria.

Nonostante ciò, quello che Loach fa (da appassionato tifoso quale dichiara di essere) non è una critica distruttiva, un rimprovero tipico di chi pensa a una società inesorabilmente in declino, ma un invito, umile, accorato, a trarre il meglio dalle forme idolatriche di aggregazione collettiva quali possono essere le tifoserie .

eric4Tuttavia è il titolo originale del film a rivelare il messaggio più profondo che il regista vuole trasmettere. Looking for Eric, alla ricerca di  Eric, a voler suggerire di cercare innanzitutto in se stessi il sostegno e la forza per reagire alla durezza della vita. Il mentore Cantona, infatti, non rappresenta altro che la parte più sana, fiera e coraggiosa di Eric Bishop, quella parte sepolta e ritrovata sotto la spinta della disperazione che lo porterà finalmente a osare, ad accettare le sfide e lo convincerà dell’assoluta impossibilità di rinunciare alla solidarietà delle persone amiche.

Happiness is real only when shared, la felicità è vera solo quando è condivisa. Non stupiscono, così, le parole di Cantona, quando, alla domanda di Eric su quale fosse stato il momento più bello vissuto in campo, risponde secco: “Non è stato un gol ma un passaggio”. Non è stato un momento personale ma un successo condiviso. A chi volesse sapere di quale splendido, impareggiabile passaggio si trattasse, non resta, ovviamente, che andare a vedere il film.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

5 Risponde a Il mio amico Eric, la vita, il calcio e il mito di Cantona

  1. avatar
    marina 07/12/2009 a 11:41

    …. la felicità è vera solo quando è condivisa…. che dire? non c’è niente di più vero!!! Very good!;)

    Rispondi
  2. avatar
    Giusy 07/12/2009 a 14:01

    sono daccordo!Ja sehr gu;-)

    Rispondi
  3. avatar
    Anonimo 08/12/2009 a 18:03

    “Osmosi fra dramma e commedia”
    ..Originalissimo!

    Rispondi
  4. avatar
    Anna 08/12/2009 a 18:05

    “Osmosi fra dramma e commedia”
    ..Originalissima!

    Rispondi
  5. Pingback: Anonimo

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews