Il Mahatma Gandhi? Un pervertito e un razzista

Joseph Lelyveld

Roma – Una nuova biografia rivoluziona la figura del padre della non-violenza. Il Mahatma Gandhi, non sarebbe stato un grande statista, un salvatore della patria, fautore della politica pacifista, ma era «un pervertito sessuale, un politico incompetente, un fanatico fissato, un razzista inesorabile, impegnato a promuovere se stesso, professando il suo amore per il genere umano come idea, mentre di fatto disprezzava gli individui». A delineare questa nuova immagine del padre dell’indipendenza India nel libro ‘Great Soul’, è stato un ex caporedattore del New York Times, Joseph Lelyveld.

Degno di un imperatore dell’antica Roma, il Gandhi avrebbe preferito l’amore bisessuale a quello etero. Lelyveld, infatti afferma nel suo libro, che Gandhi avrebbe avuto come «amore della sua vita un architetto e culturista tedesco ed ebreo, Heramm kallenbach, per cui Gandhi lasciò la moglie (Kasturba) nel 1908 ». Gandhi, totalmente preso, quasi soggiogato, dal suo amore per il tedesco Kallenbach scrisse di ‘come tu abbia preso totale possesso del mio corpo. Questa è una schiavitù a oltranza‘. Ma le depravazioni del più famoso indiano dell’ultimo secolo non sarebbero finite qui. Lelyveld, infatti, scrive che Gandhi, superati i settant’anni, avrebbe spinto la pronipote Manu, appena diciassettenne, e altre giovanissime come lei, ad appassionanti “abbracci notturni” con lui, totalmente nude.

Gandhi e la moglie Kasturba

Inoltre Gandhi sarebbe stato anche razzista. Un razzismo, il suo, diretto contro i neri del Sudafrica, dove l’eroe pacifista indiano ha trascorso quasi vent’anni della sua vita e dove ebbe inizio la presa di coscienza della necessità di liberare il suo popolo dal dominio inglese. «Ci rinchiusero in una prigione per ‘Kafir‘ (un termine spregiativo utilizzato per i neri africani, di origine araba e che significava miscredente, ndr) – avrebbe dichiarato il leader indiano durante una delle sue tante iniziate atte a organizzare la comunità indiana presente in Sudafrica contro la repressione inglese – Potevamo capire di non essere classificati come bianchi, ma essere messi allo stesso livello dei nativi mi è sembrato troppo da sopportare. I Kafir sono di solito incivili, i condannati ancora di più. Sono fastidiosi, molto sporchi e vivono come animali». A recensire il libro è stato il Wall Street Journal.

Sabina Sestu

Foto: www.cencom.org;

Preview: essaysandarticles.com

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews