Il governo Letta che al Pd non va giù, Renzi all’attacco

Davide Faraone, responsabile Welfare del Pd, si scaglia contro il governo sulla sua pagina Facebook. Matteo Renzi e i renziani uniti per cambiare il Paese

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Matteo Renzi

Il governo Letta sta sbagliando, e tanto, e non può permettersi di continuare a commettere errori. È l’idea piuttosto chiara di Davide Faraone, renziano e responsabile Welfare del Partito Democratico, scritta su Facebook e che racchiude anche il pensiero del neo segretario del partito Matteo Renzi.

UN GOVERNO, UN OSSIMORO – Nessuna riforma, a differenza dei progetti del Pd, e troppi errori per un governo che nel suo bicameralismo perfetto è un vero ossimoro, secondo Faraone: «Questo Pd, con le grandi speranze che suscita, l’Italia, con le sue difficoltà e le sue grandi potenzialità, non possono permettersi questo Governo e i suoi errori. E non basta un ritocco, un rimpasto: o si cambia radicalmente o si muore. Mentre noi lavoriamo ad un’agenda con dentro grandi riforme per il Paese, con tempi certi di realizzazione; al Governo e in Parlamento, con il suo bicameralismo perfetto (un vero ossimoro) c’è chi brucia tutto. Così non va».

RIPARTIRE DA RENZI – Il futuro, per il renziano Faraone, è proprio nelle mani di Matteo Renzi: «Eletto Matteo Renzi si azzera il contagiri e si riparte. Non elencherò gli errori del passato, ma se metto uno dietro l’altro gli errori commessi da questo governo, dal giorno dell’elezione del nuovo segretario Pd, 15 dicembre, fino ad oggi viene fuori un filotto impressionante: una legge di stabilità di galleggiamento, le slot machine, gli affitti d’oro, il provvedimento su Roma capitale».

LEGITTIMATE LE MARCHETTE – Per Faraone sono state troppe le marchette del governo, inutili ai fini del reale sviluppo del Paese: «Se chiedi la fiducia ai parlamentari della Repubblica, se chiedi il sostegno in bianco ai deputati della maggioranza, lo fai per provvedimenti alti, utili per il Paese, non per legittimare decine e decine di inutili marchette. E poi sul mille proroghe: si nominano nuovi prefetti, portati a duecentosette quando le prefetture sono la metà, si abbonano quattrocento milioni a Roma quando tutti i comuni soffrono. Due ottimi provvedimenti per dar fiato alle stanche trombe della Lega Nord. E poi i soldi Ue parcellizzati per il sud e per il lavoro su mille provvedimenti senza alcune strategia, con il solo obiettivo di non perderli. O ancora le deroghe al patto di stabilità per comuni non virtuosi, che chiedono di stabilizzare i precari anche dove si sfora la pianta organica e niente per i comuni virtuosi che vogliono realizzare opere utili per la colle».

Gian Piero Bruno

@GianFou

Foto: urbanpost.it

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