Il Festival della Memoria corta al Cinema Aquila di Roma

festilval della memoria cortaRoma – Il cinema Aquila di Roma ha ospitato, nelle giornate di venerdì 22 e sabato 23 novembre, i finalisti della prima edizione del Festival Memoria Corta, un’iniziativa che si è svolta nel mese di ottobre alla Casa della Memoria e della Storia, curato dell’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

LE OPERE: DAL FESTIVAL DELLA MEMORIA CORTA AL CINEMA AQUILA Durante questo ultimo weekend romano infatti, il primo a misura di inverno, sono stati in molti a scegliere l’offerta del Cinema Aquila e a godersi una delle diciassette proiezioni ospitate, finaliste, dunque tassativamente in linea con il messaggio del Festival Memoria Corta. A sceglierle è stata una giuria composta da Elisabetta Pandimiglio (regista), Gianluca Arcopinto (produttore cinematografico), Annabella Gioia (direttore IRSIFAR), Maria Carla Mancinelli (Dipartimento Cultura di Roma Capitale) e Stefano Stefanutto Rosa (giornalista del daily Cinecittà news).

Tra queste, il Premio miglior cortometraggio è andato a Maurizio Losi per l’opera Non ridere, non piangere, non giocare; ma la Giuria ha assegnato anche una Menzione Speciale all’opera Kleine Berlin – La Piccola Berlino di Trieste di Cristina Milovan e Deborah Viviani, mentre il Premio del Pubblico è andato al cortometraggio Memoria (e) tempo di Stefano Volante.

g_c3f9a84961L’ATTUALITÀ DEL PASSATO: UN SALTO NELLA MEMORIA STORICA Indipendentemente dal linguaggio cinematografico prescelto, i documentari e i cortometraggi in proiezione, hanno cercato di raccogliere i pezzi della memoria collettiva italiana, scavando negli eventi storici che hanno caratterizzato l’esperienza sociale, culturale e antropologica del nostro Paese. Le narrazioni accolte dal Cinema Aquila dunque, sono prospettive giovani su un passato raccontato e solo apparentemente lontano, attraverso il quale si cerca un’interpretazione del presente. La Shoah, la migrazione, la Seconda Guerra Mondiale, il Fascismo e gli Anni di Piombo, diventano quindi la prospettiva con la quale indagare sulla complessità della contemporaneità o, verrebbe da dire, farsi una ragione su questa fase storica dubbia, che sembra rifiutare il valore dell’esperienza.

Forse non è una caso né che si sia sentita la necessità di dar vita al Festival della Memoria Corta proprio quest’anno, né che si sia registrata un’attenzione così ampia per questa nuova iniziativa capitolina, che sembra dimostrarci come la particolarità di questo momento storico, non solo italiano, oltre alle sue note negative e pessimistiche, possa riuscire ad esaltare prospettive creative e interpretazioni sociali che credono ancora che dal DNA del loro stesso passato, si possa ricavare una soluzione di riscatto futura.

 

Valentina Malgieri

@V_Malgieri

 

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