Il discorso di Gheddafi e le ultime da Bengasi

Un discorso audio di Muammar Gheddafi è stato trasmesso in diretta dalla tv di stato libica e ripreso da Al Jazeera.

Le parole del leader libico, che in breve tempo sono rimbalzate sui maggiori media mondiali e provocato molte reazioni in tutto l’Occidente e non solo, sono pesanti: «La nostra terra sarà un inferno per voi. Siete barbari, terroristi, mostri, nazisti, non lasceremo la nostra terra. Tutto il popolo libico è in armi. Siamo pronti a una guerra lunga, volete solo il nostro petrolio».

E ancora: «Voi volete il nostro petrolio, ma la nostra terra ci è stata data da Dio. Noi non la lasceremo a voi francesi, americani o britannici e continueremo la guerra per liberarla. Noi siamo oppressi e colui che è oppresso vincerà, mentre coloro che opprimono saranno sconfitti. […] L’attacco alla Libia è una nuova crociata contro l’Islam, ma sarete sconfitti, come già siete stati sconfitti in Iraq e in Somalia, come vi ha sconfitto Bin Laden, come siete stati sconfitti nel Vietnam».

Non sono mancati i riferimenti all’Italia, definita traditrice e già sconfitta dalla Libia.

Il discorso, che si può definire delirante, di Gheddafi è giunto in un momento cruciale, in cui il Mediterraneo è ancora una volta centro del mondo: «Il Mediterraneo adesso
diventa un campo di battaglia» come ha commentato il leader. Ignota l’attuale condizione dello stesso Gheddafi, che fa sentire la sua voce, ma non si mostra in pubblico: è fuggito? È nascosto? Domande a cui non c’è risposta per il momento, mentre continuano le incursioni aeree e continua il delirio di un capo incapace di rinunciare al potere e che tenta di fomentare il popolo, già da tempo stanco del suo governo oppressivo: «I popoli sono in ribellione dappertutto, anche nel Golfo Persico, e noi, il popolo libico della Jamahiriya, siamo alla testa della rivoluzione».

Gli inviati di Al Jazeera a Bengasi hanno dichiarato che la situazione  è relativamente tranquilla rispetto agli scorsi giorni. Gheddafi è sulla difensiva mentre ai confini della città l’opposizione è riuscita a respingere verso il deserto le truppe governative, attaccate anche dalle forze internazionali. La popolazione è sollevata per l’inizio delle operazioni e la situazione è la calma. Tuttavia nessuno dà nulla per scontato: Gheddafi sta combattendo per la sua vita e per il potere che ormai detiene da più di quarant’anni.

L’obiettivo della forza multinazionale è difendere la popolazione e far cessare le ostilità proprio verso i civili e l’unica soluzione è che Gheddafi vada via, o muoia.

Tutto si deciderà a Tripoli, se si vedranno divisioni o defezioni tra i militari fedeli al rais, vorrà dire che l’operazione delle forze alleate potrà esaurirsi in breve tempo. Se invece Gheddafi riuscirà a resistere nelle prossime quarantotto ore, l’operazione Odyssey Dawn potrebbe prolungarsi.

I militari in azione stanno cercando di non coinvolgere civili, nonostante la difficoltà nel distinguere gli obiettivi esatti, cosa facile se si bombardano carri armati nel deserto, ma comunque problematica, visto che alcuni dei mezzi ufficiali dell’esercito di Gheddafi sono in mano ai ribelli: molti di loro sono ex soldati del Colonnello passati tra le fila dei ribelli.

Francesca Penza

Foto via: http://www.spiegel.de

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