Il derby della vergogna: minacce all’aquila e fumogeni sui bersaglieri

L'aquila Olimpia "scortata" dal suo addestratore (Ansa)

ROMA - Doveva essere una festa dello sport, è stato il solito trionfo degli imbecilli. All’Olimpico il cerimoniale del derby Lazio-Roma è stato di fatto stravolto dalle intemperanze dei tifosi (o presunti tali): minacce, insulti e petardi hanno fatto da contorno ad una partita nella quale il risultato sportivo (0-2 a favore della Roma) è passato persino in secondo piano. A farne le spese in primis è stata l’aquila Olimpia, mascotte in penne e ossa della Lazio 2010/2011. Il rapace non ha infatti potuto compiere il suo suggestivo volo tra gli spalti dello stadio, a causa delle minacce avanzate in rete in questi giorni da nugoli di pseudo-supporter, che si dicevano pronti ad introdurre allo stadio fionde o pistole a piombini per abbattere il pennuto biancoazzurro. Di peggio ha fatto un gruppo di idioti della curva Sud (occupata dai tifosi giallorossi), che ha pensato bene di lanciare un grosso fumogeno mentre la fanfara dei bersaglieri, voluta di comune accordo dalle due società per commemorare la festa delle forze armate e i 150 anni dell’Unità d’Italia, sfilava lungo la pista di atletica.

Il nervosismo per il divario in classifica tra le due squadre della capitale (ridotto a 7 punti dopo la vittoria giallorossa firmata da due rigori di Borriello e Vucinic) è stato ben palesato dal tenore degli striscioni apparsi in tribuna all’Olimpico, molto più sboccati e offensivi di quelli che hanno da sempre caratterizzato il derby romano. Si è passati da un “Senza Totti non so più chi insultare“, visto nella Nord occupata dai supporter della lazio, ad eloquenti sciarpe con la scritta “Mò te gonfio“, sfoggiate senza ritengo dagli ultras della Roma.

Francesco Guarino

Foto homepage: blog.fiammettapascucci.it

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11 Risponde a Il derby della vergogna: minacce all’aquila e fumogeni sui bersaglieri

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    as roma 07/11/2010 a 19:36

    ma chi le scrive ste cose ridicole?

    Rispondi
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    Francesco Guarino 07/11/2010 a 20:23

    Gentile as Roma, la invitiamo a fornire prove del contrario nel caso ne fosse in possesso. Ma il fatto che la notizia stia girando tra i principali canali d’informazione nazionali credo sia la risposta di cui lei necessita.

    Rispondi
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    IVAN BOGDANOV 07/11/2010 a 23:15

    A COJONE MA FATTE I CAZZI TUA, VERGOGNATE DE SCRIVE STE COSE E NON ROMPE LI COJONI!!!

    Rispondi
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    Francesco Guarino 08/11/2010 a 12:30

    Cito dalla homepage: “la degenerazione delle tifoserie italiane sembra non avere mai fine”. Il signor Bogdanov (nomen omen) avrà aggiunto alle indubbie (in)capacità innate anche un corso apposito a Cambridge.

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    Claudio 08/11/2010 a 13:35

    la realtà è che a leggere certe articoli ti viene solo da ridere per non vomitare.. è meglio farci una risata sopra e far finta di niente..anche se purtroppo c’è molto poco da ridere, non tanto perchè la stragrande maggioranza di chi fa informazione sarebbe disposto a vendere l’intera sua famiglia pur di ottenere una prima pagina..quello ormai lo abbiamo appurato.. ma tanto perchè purtroppo quello italiano, si sa, è un popolo di pecoroni facilmente omologabile e da decenni ragiona secondo quello che i media vogliono fargli arrivare.. e tutto questo martellamento prima o poi diventa efficace..

    Ora, un giornalista che scrive che i tifosi erano pronti a far entrare fionde e pistole a piombini (ancora sto ridendo) vuol dire, o che la sua è pura satira con l’obittivo di farci fare 2 risate, o che la malafede come al solito prevale sulla dignità dell’uomo pur di rendere l’articolo interessante (certo si poteva scegliere un modo migliore), o che il giornalista in questione è un pazzo da ricovero..

    Poi leggo:

    “molto più sboccati e offensivi di quelli che hanno da sempre caratterizzato il derby romano. Si è passati da un “Senza Totti non so più chi insultare“, visto nella Nord occupata dai supporter della lazio, ad eloquenti sciarpe con la scritta “Mò te gonfio“, sfoggiate senza ritengo dagli ultras della Roma..

    allora mi faccio una grossa risata e mi rendo conto che l’autore di quest’articolo oltre a essere un poveraccio, al di là del fatto che non abbia mai vissuto il derby di Roma, è il classico “giornalista” (magari) novello che pur di rientrare in quella becera categoria di finti moralisti della carta stampata.. sarebbe davvero disposto a vendere la sua anima a chiunque..
    IL DERBY DELLA VERGOGNA? GIORNALISTA TERRORISTA ROMA TI VOMITA ADDOSSO!

    P.S. se ho scritto tutto sto monologo non è perchè voglio darti importanza, ma perchè mi sono solo divertito a farti notare certe cose.. sappi che sei solo uno dei tanti.
    LUNGA VITA AGLI ULTRAS, NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO!

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    Francesco Guarino 08/11/2010 a 14:50

    (Non molto) gentile Claudio, la Sua risposta si può riassumere utilizzando l’ultima riga di ciò che ha scritto: “LUNGA VITA AGLI ULTRAS, NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO!”

    Lei fa parte di quel nutrito gruppo di “tifosi” che pretende che gli stadi continuino ad essere zona franca, al di là del diritto e della convivenza civile, all’interno dei quali è normale far circolare spranghe, armi da taglio e bombe carta. C’è stato anche un accoltellato ieri all’esterno dell’Olimpico, non ne ho dato notizia solo perché l’aggiornamento è arrivato dopo. Un accoltellato per una partita di calcio: riesce a capire cosa significa tutto ciò? Probabilmente no, per Lei e molti come Lei è una cosa normale in un derby.
    Il culto e la cultura del derby? Lo sfottò (simpatico, ironico, divertente) è una cosa, gli striscioni di insulto aperto, quelli che paragonano gli avversari a vermi, i classici cori sulla mamma-e-la-sorella-di appartengono esclusivamente alla nostra (pardon, alla Sua) becera cultura del tifo, inteso come soppressione morale e fisica dell’avversario. Ci lamentiamo degli stadi vuoti, ma chi vuole che porti un figlio a vedere l’incommensurabile spettacolo coreografico offerto del derby, se poi deve spiegare a quel figlio perché una persona nel parcheggio sanguina, perché l’aquila ieri non ha volato o perché è stato lanciato un fumogeno tra i piedi di una fanfara dei Bersaglieri?
    Per quanto riguarda le notizie sulle minacce all’aquila Olimpia, beh, vada a leggere il tenore dei post sui forum di alcuni “tifosi” organizzati. Se ne parlava spudoratamente in pubblico, in nome dell’abbattimento del vanto alato della tifoseria laziale, e si dissertava sulla maggiore precisione delle armi ad aria compressa invece della canonica fionda.
    In verità, io avrei preferito si usasse la prima: da perfetti uomini delle caverne quali voi ultras (minuscolo d’obbligo) dimostrate quotidianamente di essere, sarebbe stata sicuramente l’arma più adeguata.
    Fosse per me, altro che tessera del tifoso: i body scanner li toglierei dagli aeroporti e li metterei al posto dei tornelli.

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    Fabrizio 08/11/2010 a 21:12

    la TUA tessera del tifoso ha portato ad avere uno stadio deserto ieri pomeriggio quando invece in tutti gli anni passati,nonostante la presenza dei “terribili” ULTRAS non c’era un seggiolino libero..ti volevo far notare anche,tra le tante cose ridicole e da ignorante che hai scritto,che la sciarpa “Mò TE GONFIO” non la indossano affatto gli Ultras..anzi la maggior parte sono tesserati..infine paragonare l’uomo delle caverne ad una persona come me che lavora tutta la settimana e va allo stadio a cantare non mi sembra giusto e non ne hai diritto..forse in Italia accendere un fumogeno CHE NON HA MAI FATTO UN GRAFFIO A NESSUNO o PORTARE UN TAMBURO O UN MEGAFONO IN UNA CURVA è più grave di quello che si sente tutti i giorni sui tuoi amici politici che ci hanno imposto queste leggi..

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    Claudio 09/11/2010 a 00:42

    guarda ti rispondo solo perchè sono un signore.. visto che in teoria non meriteresti neanche risposta..
    è venuta alla luce proprio la tua ignoranza e il tuo noioso moralismo, tipico di chi fa il tuo lavoro, pronto a vomitare menzogne e a sparlare di cose che non ha mai avuto modo di toccare da vicino..
    un mondo che ha dei valori e dei principi che voi neanche potreste immaginare, persone.. teste pensanti.. (cosa che ha sempre dato fastidio) che vivono una passione e un ideale, forse è l’ultimo rimasto in vita.. e sentire uno che mi parla di caverne e mi dice che mandarsi affanculo tra tifosi è un becero modo di fare tifo.. non è altro che un povero mentecatto..
    senza che sto qui a elencarti tutte le centinaia di iniziative sociali e benefiche che il movimento ultras d’italia ha fatto nel corso di questi 40 anni (N.B. 40 anni!), perchè non ne vale la pena.. io credo che sono 2 le alternative, o sei deficiente e non capisci che se magari un ragazzo di 18 anni va allo stadio col coltello è più un problema sociale piuttosto che un problema degli ultras, oppure sei in malafede e ti appecori al sistema che tanto non vede l’ora di dare addosso agli ultras per nascondere i loro sporchi interessi economici..
    per il resto guarda.. è già tanto se ti ho risposto, sicuramente sarai il classico tontolone che non ha mai vissuto la strada, che non ha valori e che a scuola leccava il culo..

    Rispondi
  9. avatar
    Francesco Guarino 09/11/2010 a 12:57

    Le centinaia di iniziative locali e benefiche servono a poco, quando poi un derby in mondovisione viene interrotto da un CAPO ULTRAS che impone l’obbligo di stop alla partita, come nel 2004, per una notizia assolutamente FALSA. Nonostante le tifoserie credano di avere in pugno il mondo del calcio a suon di minacce e violenze (e purtroppo in diverse realtà è così), la serie A e buona parte delle serie minori potrebbero benissimo giocare a porte chiuse e bearsi dei diritti televisivi. Perché in Spagna e in Inghilterra le curve traboccano di famiglie, mentre in Italia si viene cacciati via dal proprio posto in malo modo perché “quella è la zona degli ultras”?
    Il ragazzo che va allo stadio col coltello non è uno solo, perché poi c’è il ragazzo che va allo stadio con le bombe carta e quello che entra col passamontagna in tasca. Quando vedrò un capo ultras abbandonare la balaustra per andare a prendere a calci in culo uno che lancia una bomba carta col passamontagna in testa, forse potrò dire che qualcosa è cambiato: fino ad allora che ben vengano tessera del tifoso, controlli approfonditi e steward di professione con poteri di polizia. Se uno sgarra in curva, finisce in cella nei sotterranei dello stadio e viene processato per direttissima. Uno stadio è luogo pubblico come lo è un ufficio postale, forse la cosa sfugge ai professionisti del tifo.
    In quanto al signor Fabrizio, un fumogeno non ha mai fatto male a nessuno se lo si tiene in mano dalla curva, ma se lo si lancia per cinquanta metri e si colpisce qualcuno in faccia (come si è rischiato con la fanfara dei bersaglieri domenica), forse qualche danno rischia di farlo. Cosa avessero fatto di male i bersaglieri, sto ancora cercando di capirlo.
    Concludo con il gentile signor Claudio: ” ti rispondo solo perchè sono un signore [...] sicuramente sarai il classico tontolone che non ha mai vissuto la strada, che non ha valori e che a scuola leccava il culo..”
    Effettivamente riconosco i tratti grafico-somatici tipici della nobile signoria capitolina.

    Cordialmente chiudo qui, per quanto mi riguarda.

    Francesco Guarino

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    Meredith 09/11/2010 a 20:25

    …scusate ma comportarsi da gente civile è tanto impossibile in Italia???
    Allo stadio si va per guardare la partita e tifare la propria squadra,o sbaglio?
    che senso hanno gli insulti,i fumogeni,gli ultras e tutto il resto?
    Purtroppo il problema sta alla base! Un governo TROPPO permissivo e,probabilmente,una mancata corretta educazione impartita dai genitori ai figli che poi crescono …così! …

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    francesco 10/11/2010 a 20:01

    credo che la fanfara non centri nulla sono dei ragazzi come voi che gli estato ordinato di andare all’olimpico per festeggiare il derby lazio roma non per sputargli a dosso e buttargli la gualsiasi cosa. il 99% dei tifosi laziali e romanisti e brava gente educata,civile,onesta,leale. scusatemi sono un genitore di uno dei bersagliri ciao a tutti e forza lazio e forza roma e buona fortuna.

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