Il complotto contro l’Italia proviene dall’estero?


Il ministro degli Esteri Franco Frattini

Roma – Enav e Finmeccanica nella bufera. Problema rifiuti ancora inevaso. Pompei sotto le macerie. E ora Julian Assange che pubblica documenti compromettenti anche per il Bel Paese. Tutto fa pensare, almeno al nostro ministro degli esteri, Franco Frattini, che ci sia un’azione programmata per colpire l’immagine e la politica dell’Italia. «Non vi è un unico burattinaio ma una combinazione – ha dichiarato Frattini, per cui occorre – difendere l’immagine dell’Italia affinché qualcuno non approfitti con strumentalizzazioni per dire o fare cose che danneggiano la nostra immagine». Quindi tanti che si danno da fare per ledere gli interessi italiani. Eppure Finmeccanica è sotto inchiesta da parte dei nostri magistrati, non di quelli esteri, che indagano da tempo su appalti sospetti, affidati senza gara pubblica, e sovrafatturazioni per la creazioni di fondi neri. Il ciclone che ha investito l’Enav si è scatenato dopo che i suoi vertici, l’ad Guido Pugliesi e il presidente Luigi Martini, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Roma. Pugliesi deve rispondere di corruzione.

L’indagine degli inquirenti si intreccia saldamente con quella su Finmeccanica. Si sospetta che vi sia un’attività di riciclaggio messa in atto dall’imprenditore Gennaro Mokbel nell’acquisizione della società Digint. Un fatto tutto italiano, insomma, che fa suonare stonate le affermazioni del premier, il quale ha dichiarato che:  «sì sono preoccupato, perché Finmeccanica è un’asset straordinario che ha firmato un contratto con la Russia, mi auguro che queste indagini portino a nulla come sono convinto. Considero suicida che il paese proceda contro chi costituisce con la propria capacità operativa la forza del paese». Ma se non si seguono le regole del gioco pulito, il complotto contro l’Italia è tutto interno e non proviene da nessun paese estero. I burattinai sono allora i nostri politici che sabotano l’imprenditoria sana del paese, ledendo così l’immagine dell’Italia all’estero.

E se in termini di economia le regole le fanno i grandi imprenditori, in termini di politica le risposte ai problemi dei cittadini non le da nessuno. Nonostante Berlusconi continui ad affermare che il suo è il governo del fare, la spazzatura continua ad invadere le strade del capoluogo partenopeo, i monumenti a cadere, le proteste dei cittadini ad aumentare e la disoccupazione a crescere. La volontà di risolvere il problema “monnezza” alla radice, ossia eliminare gli intrecci tra criminalità organizzata e politica, finora non c’è stata, a rigor di logica neanche da parte del centrosinistra visto che è una crisi quasi ventennale. La tutela dell’ambiente e delle opere d’arte dovrebbe essere uno dei compiti della politica, ma quando un  complesso millenario come quello di Pompei collassa il ministro dei Beni e delle Attività Culturali dichiara che lui non è responsabile.

La politica non da risposte e delegittima se stessa e gli altri organismi statali. Minimizza le contestazioni di studenti e lavoratori precari, attacca la stampa che analizza la situazione in cui versa il paese. «Da loro accuse criminali – ha asserito il premier riguardo ai media – è una cosa ingenua, abbietta e criminale ciò che i media fanno così come l’opposizione che critica infondatamente quanto fatto da uomini dello Stato e della Protezione civile. Tutti dovremmo condannarlo e gli autori si devono vergognare». Perché andrebbe condannato? I cittadini devono sapere la verità, perché è l’unico modo in cui possono tutelare i propri diritti. E se la giustizia viene continuamente colpita dal potere politico che accade? «Abbiamo assistito a interventi dettati dall’esigenza di risolvere situazioni legate a singole vicende processuali e sempre mirati a limitare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura – ha dichiarato preoccupato dal palco del congresso dell’Anm, il presidente Palamara, mettendo sotto accusa la politica della giustizia del governo – alcuni rappresentanti dell’attuale maggioranza di Governo hanno reso pratica quotidiana l’insulto e il dileggio nei confronti di un’indefettibile istituzione dello Stato».

Alla luce dei fatti il complotto per ledere l’immagine dell’Italia è tutto interno al paese e i burattinai sono nostrani. Si chiamano politici e imprenditori senza scrupoli, interessati al proprio tornaconto personale e non a creare benessere e ricchezza per tutti.

Sabina Sestu
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