Il caso Henry Désiré Landru detto Barbablù

Henry-Désiré-Landru

Henry Désiré Landru

Parigi – Nel 1889 Henry Désiré Landru aveva 20 anni, una buona istruzione e l’aspirazione a vivere nell’agio, senza troppo lavoro né difficoltà. Non che il giovane, in passato, avesse mai sofferto particolari privazioni. Proveniente da un’onesta famiglia medio borghese, Landru era cresciuto in un contesto del tutto normale e a scuola aveva dimostrato una spiccata intelligenza e molta attititudine. Tutte qualità che gli erano valse un posto di lavoro in uno studio d’archittettura, attività garanzia di sostentamento ed autonomia.

Truffatore – Le difficoltà, però, arrivarono presto. Giovanissimo ebbe una relazione con una cugina ed ella rimase incinta. Landru non potè evitare le nozze riparatorie dalle quali, tuttavia, nacquero altri 3 figli tra il 1902 e il 1914.

Dunque, la famiglia cresceva e richiedeva una certa disponibilità finanziaria che Landru pensò di racimolare con la frode. Aprì uno studio in proprio, più utile ad adescare potenziali gabbati che probabili clienti, e intervallò la sua attività di imbonitore facendosi spesso arrestare. Nel 1904, il padre di Landru – un retto operaio di fonderia – non riuscendo ad affrontare la vergogna gettata sul proprio buon nome, si impiccò in una camera d’albergo. Ma neppure questo bastò a fermare Henry. In 10 anni, il truffatore fu ospite delle patrie galere 4 volte e nel 1914 aveva collezionato una lunga e circostanziata fedina penale di raggiri. Questa carriera non fu solo redittizia all’uomo (quando non smascherata dalla polizia), ma gli servì anche a prendere coscienza delle proprie capacità. Per Landru plagiare le persone era una dote quasi naturale nonché un ottimo passepartout per il crimine. Poi, scoppiò la Prima Guerra Mondiale.

Donne – Se c’era una cosa che Henry non si attendeva era il rapido mutare del contesto sociale prodotto dalla Guerra: gli uomini al fronte o deceduti avevano lasciato una grande quantità di donne sole. Un generoso numero di signore di ogni età e condizione economica che cresceva di giorno in giorno con l’evolvere del conflitto e ognuna di loro pareva essere alla ricerca di una seconda occasione di vita sentimentale o coniugale. Tutte riempivano i giornali di inserzioni desiderose di nuovi incontri e Landru fiutò l’affare. Il primo trafiletto che fece pubblicare risale al 1914 ed era piuttosto generico << Signore serio desidera sposare vedova o donna incompresa tra i 35 e i 45 anni>>. Poi, il tuffatore fu più selettivo ed esplicito << Signore. 45 anni, solo, senza famiglia, posizione 4000, con interessi, desidera sposare signora d’età con posizione equivalente>>. Di colpo Landru divenne il centro d’attrazione di centinaia di donne. Tra il 1914 e il 1919, tenne rapporti epistolari con 283 signore tra le quali prediligeva quelle più benestanti.

Omicida – La prima vittima fu Georgette Cuchet, 39 anni, un figlio 17enne e un’esistenza facoltosa ma molto solitaria. Landru si presentò come monsieur Diard, ispettore delle poste fuggito dalla località di Lille a causa dell’occupazione tedesca e pronto a sposarsi.

Madre e figlio scomparvero misteriosamente dall’appartamento di Vernouiller che Landru aveva affittato per loro non prima, però, che la donna si facesse convincere con le lusinghe a firmare una procura che garantiva all’uomo la gestione del suo intero patrimonio. Subito dopo toccò alla signora Laborde, 46 anni, la vedova Marie Guillard, 51, Berthe Héon, Anna Collomb, Célestine Buisson, Jeanne Jaum, Marie Marchandier, uccisa con i suoi 3 cagnolini, Andrée Babelay e Marie Pascal. Unica, questa, che aveva intuito qualcosa di strano nel comportamento del nuovo conoscente – come rivelò in seguito un’amica della donna alla polizia – ma capì troppo tardi di cosa si trattasse.

Modus Operandi – Con il tempo, Landru collaudò la propria tecnica di assassinio. Prima le vittime erano corteggiate e circuite finanziariamente. Poi una volta ottenuti i beni, l’assassino provvedeva a condurle in un villino isolato, l’Ermitage, nella campagna di Gambais, affittato con il nome di Dupont. Là, l’uomo strangolava le vittime, le sezionava e bruciava i corpi nel forno della cucina. E continuò per anni. Nessuno si accorse di nulla, né i conoscenti delle donne perché la guerra stordiva e distraeva da ogni altro pensiero, né i vicini a Gambais i quali – benché periodicamente sorpresi da odori insopportabili provenienti dal fumo del camino di Landru – non posero mai domande a quel signore dall’apparenza tanto distinta e riservata.

Barbablù – Gli unici a preoccuparsi per la scomparsa delle vittime furono i familiari. Iniziarono i Collomb con una lettera al sindaco di Gambais, domandando della loro parente e di un certo signor Dupont, calvo, elegante e con una fluente barba nera. Essi furono seguiti da i Buisson, solo che il nome dell’uomo era Frényet. Difficilmente qualcuno avrebbe capito l’intrigo se la sorte non avesse fatto incontrare a Parigi un parente della Buisson con Landru in compagnia di una signora, la prossima vittima ignara. Scattò la denuncia e nell’aprile del 1919, l’uomo venne arresato.

I giornali locali riportarono la notizia con grande enfasi: la Sureté aveva finalmente acciuffato il criminale che <<aveva messo la scienza dell’ipnotismo al servizio dei suoi malvagi istinti e che era ricercato […] sotto vari nomi>>. Ma presto, le accuse contro Barbablù – così lo ribattezzò la stampa – divennero più pesanti. Perquisito il villino, la polizia trovò innumerevoli prove degli

maison landru

Maison de Landru, Gambais, France

omicidi: abiti da donna, gioielli, resti di denti e 996 grammi di ossa calcificate nel forno. In casa anche uno schedario di appunti nel quale il killer annotava le caratteristiche delle sue vittime e le loro disponibilità economiche.

La condanna – Landru non ammise mai gli omicidi anche se non riuscì a spiegare la presenza dei reperti di prova sulla scena del crimine. Il caso non fu facile: l’assenza dei cadaveri rese complicato lo svolgimento del processo che, tuttavia, si concluse con un verdetto di condanna della Corte d’Assise di Versailles. Nel 1922, Henry Désiré Landru venne giustiziato sulla ghigliottina per 11 omicidi. Poco tempo prima dell’esecuzione, il killer tracciò un disegno della cucina di Gambais con una didascalia finale e consegnò il tutto al suo avvocato, Navières du Truil. La didascalia diceva <<Non dietro le mura avviene qualcosa, nella cucina qualcosa brucia>>.

 

Chantal Cresta

 

Foto || http://fr.topic-topos.comhttp://lhistgeobox.blogspot.com

 

 

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