Il carnevale delle parlamentari in Egitto

Il Cairo – Solo 15 minuti dopo aver iniziato la sua visita in un quartiere abitato dalla classe media del Cairo, Manal Abdel-Karim, un membro dei Fratelli Musulmani, è stato minacciato da un gruppo di giovani uomini armati di coltelli. Siamo alla vigilia delle elezioni legislative in Egitto. Imbattendosi in un poliziotto, l’ufficiale ha detto senza mezzi termini ad Abdel-Karim che il suo tentativo di farsi conoscere dagli elettori «aveva le ore contate». «Durante la nostra passeggiata siamo entrati in diversi negozi e mercati. La polizia ha preso i nomi delle persone con cui abbiamo parlato per intimidirle», ha dichiarato l’esponente dell’opposizione alla Associated Press.

Ai Fratelli Musulmani è vietato partecipare alle elezioni in virtù di una legge che impedisce ai partiti religiosi di concorrere. Per ovviare al bando, la Fratellanza ha presentato i suoi candidati come indipendenti, ma le forze di sicurezza egiziane non permettono loro di portare avanti la loro campagna. Da ottobre, quando il Partito islamico ha annunciato di voler boicottare le elezioni, la polizia ha arrestato migliaia di esponenti. Secondo gli analisti, tale pressione è mirata a garantire che non si ripeta il successo dei Fratelli Musulmani verificatosi nel 2005, quando vinsero un quinto dei seggi.

Ma quella adottata per contenere l’appeal della Fratellanza è una prassi collaudata anche con ispettori elettorali e impiegati governativi: intimidazioni e corruzione sono all’ordine del giorno in ogni tornata elettorale.

Gli egiziani non credono in queste elezioni né alla promessa che sarà avviato un processo democratico nel Paese, tanto che si prevede un’affluenza piuttosto bassa alle urne.

«Gli egiziani non votano veramente», ha detto Hisham Kassem, un editore che ha partecipato alle elezioni di 5 anni fa. «Sono manipolati. O vengono convinti a vendere il loro voto, o vengono forzati a votare», ha spiegato. «A volte camminavo in via Maarouf e mi seguivano 500 persone, nel vero senso della parola. Ma se mi giravo a guardarli, mi chiedevo, quante di queste persone avranno la scheda elettorale?”, ha ricordato Kassem a proposito della sua vecchia campagna.

“La gente vota un candidato perché gli piace, ma la maggior parte delle volte perché è stata pagata”, ha insistito Gamal Mohammed, un residente del quartiere Bab el-Shaeriya. “Diciamo che tu guadagni 100 pound al giorno. Bene, qualcuno vi offrirà molto di più per essere votato”, ha aggiunto.

Le campagne elettorali in Egitto sembrano una festa di Carnevale, con i politici che distribuiscono doni ai loro supporter e macellano mucche distribuendo carne gratuitamente a una folla estatica che altrimenti non potrebbe permettersela, nemmeno durante una festività islamica.

Samer Shehata, professore di politica araba alla Georgetown University, ha sottolineato che «i candidati del parlamento sono più preoccupati di fornire clientelismo ai cittadini piuttosto che passare leggi e garantire la credibilità del governo».

La Commissione elettorale permetterà a soli 16 dei 90 osservatori internazionali richiesti di monitorare le fasi del voto. I tribunali egiziani hanno ordinato di cancellare le legislative in 24 distretti, ignorando le proteste dei candidati indipendenti e dell’opposizione. Nel frattempo, il maggiore operatore satellitare del Paese, NileSat, ha oscurato 12 canali televisivi per “aver violato la legislazione in materia di trasmissione”. Solo lo scorso mese, il Cairo ha ordinato la sospensione della licenza di 5 emittenti dopo averle accusate di aver violato i termini contrattuali con NileSat. Il ministro dell’Informazione egiziano Annas el-Fiqi ha descritto la decisione come una “misura correttiva” per proteggere gli egiziani da canali offensivi. L’oscuramento è seguito alla decisione del garante delle telecomunicazioni della scorsa settimana, che ha imposto nuove regole alle aziende che inviano messaggi di testo ai cellulari. Secondo gli attivisti, si tratta di una mossa per evitare che si riescano a mobilitare gli elettori prima delle elezioni. Se queste sono le premesse, il risultato delle elezioni di oggi è scontato.

Silvia Nosenzo

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