Il campiomatto non finisce più, ancora 90 minuti per lo scudetto

Penultima di Campionato: l’Inter accarezza lo scudetto per 49 minuti, poi Totti rimanda tutto a domenica prossima. Il Milan agguanta direttamente la fase a gironi, Samp e Palermo si giocano ancora l’ultimo posto Champions. Complimenti ad Ancelotti, un po’ meno a Ilary Blasi…

di Francesco Guarino

Francesco Totti, doppietta contro il Cagliari

Ricordiamoci di domenica 9 maggio, quando i club si siederanno di nuovo attorno al tavolo dei diritti tv per concedere anticipi e posticipi sino all’ultimo minuto di campionato, in cambio di più o meno ricchi benefici. Un incredibile susseguirsi di emozioni contrastanti ha infatti impregnato dal primo all’ultimo minuto la 37a di campionato, una delle due sole giornate a disputarsi con tutte le partite in contemporanea. L’Inter è andata incredibilmente in svantaggio col Chievo, prima di ribaltare la situazione e festeggiare il tricolore fino a 7 minuti dal termine, quando la doppietta di Totti ha ribaltato l’altrettanto clamoroso gol del Cagliari a Roma. Il Milan si assicura il terzo posto nonostante la sconfitta di Genova, Palermo e Sampdoria rinviano all’ultima giornata il discorso per il quarto gradino, l’Atalanta saluta definitivamente la serie A.

CAMPIOMATTO – Novanta minuti di ordinaria follia calcistica: l’autorete di Thiago Motta a San Siro, dopo 12 minuti, ha avuto l’effetto di un deja-vù sui tifosi nerazzurri. L’Inter, però, non si è scomposta e già un minuto dopo ha riequilibrato la situazione, con un’altra autorete propiziata da Eto’o.

Da quel momento gli uomini di Mourinho sono andati in scioltezza fino al 4-1 (Cambiasso, Milito, Balotelli). All’Olimpico la Roma non riusciva a sbloccare il risultato e si schiantava per 3 volte contro i legni della porta del Cagliari. Il gol ammazza-campionato sembrava essere arrivato al 28’ della ripresa: gran punizione di Lazzari, Roma sotto per 1-0 e San Siro in delirio. L’Inter a quel punto si affloscia e si fa rimontare dal Chievo fino al 4-3. La Roma, però, non vuole mollare ancora e Totti, dopo essersi divorato un gol pazzesco a porta vuota, firma una doppietta in 5 minuti, che rimanda il discorso scudetto all’ultima giornata. L’Inter rischia il clamoroso pareggio del Chievo, ma il fischio di Banti consegna al Biscione la certezza che domenica saranno gli undici in campo e nessun altro a decidere il proprio destino in quel di Siena. Il Totti-day all’Olimpico, dopo il fattaccio della finale di Coppa Italia, è un tripudio per il capitano giallorosso, difeso e osannato dalla tifoseria. Perché se la speranza è ancora viva all’ultima giornata, il merito è anche suo. E soprattutto perché non succede, ma se succede…

La delusione di Buffon

CHAMPIONS – Il Milan va in gita a Genova in un clima spettrale (porte chiuse per le restrizioni last minute del Prefetto) e in campo, in effetti, si vedono undici fantasmi: il Genoa chiude la stagione casalinga con un 1-0 che alimenta i rimpianti per il relax delle ultime giornate, costato il posto in Europa League. I rossoneri, invece, sono sicuri delle vacanze prolungate, grazie al pareggio nella sfida-spareggio tra Palermo e Sampdoria, che li proietta direttamente alla fase a gironi di Champions. Al Barbera non si vede l’annunciato spettacolo, ma solo tanta tensione. Ci vogliono due rigori (realizzati da Pazzini e Miccoli) per smuovere il risultato e decidere che anche l’ultimo posto nell’Europa che conta si assegnerà tra novanta minuti. Probabilmente il Palermo farà a meno di Miccoli, commovente ad andare sul dischetto e a sfiorare il 2-1 con una probabile lesione al crociato del ginocchio destro. Imbarazzante la Juventus, che incassa la 14esima sconfitta stagionale ad opera del Parma (2-3 all’Olimpico). Erano 48 anni che i bianconeri non perdevano così tante partite, e la tifoseria si è fatta sentire, con cori di scherno e offesa dalla A (Amauri) alla Z (Zebina), riservando applausi solo al neo-presidente Andrea Agnelli. Ci sarà da lavorare molto l’anno prossimo, ma il settimo posto porterà la Vecchia Signora in campo già il 29 luglio per i preliminari di Europa League. Il traghettatore Zac, a conti fatti, avrà una media-punti ben inferiore a quella di Ferrara al momento dell’esonero.

CIAO ATALANTA – Il ko al San Paolo per 2-0 rimanda l’Atalanta in serie B: festeggiano Bologna e Catania, che al Dall’Ara chiudono con un salomonico 1-1. Si salva anche quella che, dopo domenica scorsa, è diventata ad honorem la terza squadra di Milano, cioè la Lazio: 2-1 al Livorno. Il derby toscano Fiorentina-Siena finisce 1-1, mentre ci si diverte al Friuli con il 3-3 tra Udinese e Bari: Di Natale firma una doppietta e arriva a quota 28 gol in stagione. Se arriva in queste condizioni in SudAfrica, forse qualche speranza di limitare i danni ce l’abbiamo…

Ilary Blasi, mamma ultras

PROMOSSI E BOCCIATI – The Italian Job. Carletto Ancelotti ce l’ha fatta, ha vinto la Premiership col Chelsea al suo esordio. Stamford Bridge canta “Carlo, Carlo, Carlo” e adotta definitivamente il tecnico emiliano, il cui Chelsea è stato un rullo compressore da 103 gol in campionato. Domenica c’è la FA Cup, per mettere a segno una doppietta che riscatterebbe, seppur parzialmente, l’amarezza dell’eliminazione in Champions. Per ora, dopo il colossale 8-0 con cui ha demolito lo Wigan ieri, possiamo iniziare a chiamarlo AncelOtto. Alla faccia di tutti gli scettici, invece, promuoviamo Chievo e Cagliari: le si immaginava già come comparse a San Siro e all’Olimpico, invece hanno fatto tremare i tifosi di Inter e Roma, facendo nient’altro che quello che avrebbe dovuto fare la Lazio domenica scorsa, cioè giocare a calcio. Nota di demerito per i metodi educativi della signora Blasi in Totti: meraviglioso quadretto familiare per il Totti-day in Tribuna Montemario, con i piccoli Cristian e Chanel abbracciati alla mamma, tutti e tre in maglia giallorossa numero 10. Sul gol del 2-1 le telecamere pizzicano il labiale della “iena” Ilary: sospiro profondo e sonoro “ma vaffanculo, va’!”, con i due pargoli a guardarla un po’ stupiti. Anni e anni di pedagogia buttati nel cesso, pardon, nel water. Bocciatura combinata all’Osservatorio di Roma e al Prefetto di Genova: l’uno autorizza la trasferta dei tifosi milanisti al Marassi (a rischio da anni per la tragica morte di Vincenzo Spagnolo), l’altro decide all’ultimo momento di bloccare tutto e far giocare Genoa-Milan a porte chiuse. I tifosi genoani protestano e assediano lo stadio dall’esterno, si scagliano contro una telecamera di Sky e fanno esplodere bombe carta come fossero miccette. Fortuna che i tifosi milanisti non erano partiti il giorno prima per la trasferta, altrimenti avremmo assistito ad una guerriglia-bis generata da chi, invece, questi incidenti dovrebbe ridurli al minimo. Complimentoni, eh.

Foto: calciopro.com, blogspot.com, welovemercury.com

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