Il call center Telecom Italia diventa un ghetto, scattano le denunce

Cinque le denunce a Telecom Italia nella capitale: negli uffici della sede di via Oriolo Romano ci lavorano solo persone disabili. Sembra un ghetto

disabilitàRoma – Elena Lucà è stata la prima a denunciare una situazione spiacevole che avviene all’interno degli uffici Telecom Italia a nord di Roma, in via Oriolo Romano: pare che l’azienda stia concentrando in questi uffici tutti i dipendenti che usufruiscono della legge 104. In pratica, come confermano gli stessi impiegati, i dirigenti di Telecom hanno trasformato gli uffici a nord di Roma in un vero e proprio ghetto.

IL GHETTO DI TELECOM ITALIA – Dopo quella della signora Lucà, sono partite altre cinque denunce a Telecom Italia per violazione della legge e demansionamento, cioè l’assegnazione a mansioni non legate all’inquadramento contrattuale e la sottrazione dei compiti precedentemente esercitati. Infatti, la maggior parte dei dipendenti che lavora negli uffici Telecom Italia nella zona nord di Roma è stata trasferita obbligatoriamente, pena il licenziamento. Strano però che vi si siano ritrovate a lavorare in questi luoghi solo persone che usufruiscono della legge 104, dunque persone disabili o che assistono familiari con disabilità.

Pare che all’apertura degli uffici in via Oriolo Romano fossero centocinquanta i dipendenti totali, la metà dei quali portatrice di disabilità. Nel giro di qualche mese, sono stati trasferiti circa trecentocinquanta dipendenti, tutti disabili o assistenti di familiari con disabilità. Eppure, stando a quanto affermano i lavoratori, fino a poco tempo fa la Telecom Italia sembrava tutelare i lavoratori disabili.

DISCRIMINAZIONE? – Tutto questo appare paradossale, soprattutto se si tiene conto della violazione dei diritti previsti dalla stessa normativa aziendale, tra i quali compare proprio la prossimità casa-lavoro. Queste le parole della signora Elena Lucà:

«Io abito in zona Prati e lavoravo sull’Aurelia, la sede Telecom Italia più vicina a casa mia. Ora è tutto molto più complicato. Inoltre, si è creato un luogo di lavoro allucinante, dove stanno insieme tante persone che stanno male, spesso con problemi mentali anche seri. Il tutto, senza neanche una comunicazione scritta».

Oltre al danno, la beffa: la signora Lucà, infatti, era impiegata presso gli uffici dell’azienda in zona Aurelia, mentre ora si ritrova a lavorare in un call center che, oltretutto, è un lavoro precario dal momento che i dirigenti Telecom hanno già anticipato che, tra circa un anno, il settore sarà ceduto a una ditta esterna e quindi i dipendenti rischiano di restare disoccupati.

La signora Lucà fa parte di quel gruppo di persone che si trova negli uffici di via Oriolo Romano perché usufruisce della legge 104 per un minore. La prima sentenza, la sua, è attesa per la prima settimana di marzo.

Mariangela Campo

@MariCampo81

Foto: www.invisibili.corriere.it

 

 

 

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