Il caffè, rimedio naturale contro il tumore al cavo orale

Studi testimoniano le proprietà antitumorali del chicco nero

di Benedetta Rutigliano

Bastano quattro tazze di caffè al giorno per abbassare il rischio di tumore al cavo orale e alla faringe. Questi i risultati diffusi dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri pubblicati sulla rivista scientifica dell’Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention. Altri studi confermano questi risultati: nell’Università dello Utah la ricercatrice Mia Hashibe, analizzando i dati di circa 14.000 persone tra Europa, Asia e Stati Uniti, ha confermato che le persone che consumano 4 o più tazze di caffè al giorno registrano un rischio di tumori del cavo orale e della faringe del 39% inferiore rispetto a chi non consuma la bevanda.

Solo in Italia il cancro del cavo orale colpisce il 4% della popolazione maschile e il 2% di quella femminile, con circa 6 mila nuovi casi diagnosticati ogni anno. Pur essendo poco considerato, è un tumore con un alto indice di mortalità. Fumo e alcol sono i maggiori responsabili, ma anche una dieta sregolata e abitudini poco sane possono incidere. Da non sottovalutare i raggi ultravioletti, quelli UV indirizzati direttamente sulle labbra sono un fattore di rischio per l’insorgenza della neoplasia.

Ancora però non si può dire in che modo il caffè esplichi la sua specifica azione anticancro: “Il fatto che questa associazione sia stata rilevata in caso di tumore del cavo orale e della faringe, e non della laringe, fornisce un’iniziale evidenza di una possibile specificità dell’effetto, anche se ancora non ne conosciamo i meccanismi biologici”, ha affermato la dottoressa Carlotta Galeone, prima firmataria dello studio.

La bevanda più consumata dagli italiani, tuttavia, si rivela benefica anche per altre proprietà antitumorali.

Uno studio pubblicato su Hepatology, condotto su 800 pazienti, dimostra che chi beve tre tazze di caffè al giorno ha una diminuzione della degenerazione del fegato compromesso da epatite o cirrosi del 53% rispetto a chi non ne beve.
Un’altra ricerca, pubblicata sull’International Journal of Cancer, ripropone le quattro tazze giornaliere per dimezzare il rischio di cancro all’utero; uno studio presentato al meeting dell’American Association of Cancer Research indica che la stessa dose è associata a un abbassamento del rischio di carcinoma prostatico del 60%.

Meglio il chicco nero, quindi, di altre pillole. Ma attenzione a non abusare: se si soffre di pressione alta, troppi caffè possono provocare sbalzi di pressione e tachicardia.

Foto | via www.espressoitaliano.org; www.enpesud.com; http://mikayla.blog.deejay.it

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