Il Brasile concede visto di permanenza a Cesare Battisti

Roma – Cesare Battisti ha ottenuto il permesso di soggiorno, o meglio il visto di permanenza che gli permetterà di vivere in Brasile vita natural durante. Ad annunciarlo è stato il ministro del Lavoro brasiliano a due settimane di distanza dal respingimento della richiesta di estradizione avanzata dall’Italia.

La decisione è arrivata dopo tre ore di dibattito in seno al Consiglio nazionale per l’immigrazione – come ha riferito all’Ansa la portavoce del Consiglio – e la votazione ha visto quattordici favorevoli, due contrari, un astenuto e tre assenti.

Così Battisti, ex terrorista dei Pac condannato in Italia all’ergastolo perché riconosciuto colpevole di quattro omicidi, potrà vivere da libero cittadino in Brasile, con quasi i medesimi diritti di un vero cittadino brasiliano.

A pesare sulla decisione del Consiglio nazionale per l’immigrazione è stato anche il contratto che Battisti ha firmato con la casa editrice Martins Fontes che pubblicherà i suoi prossimi libri, visto che una condizione essenziale che il Consiglio considera è proprio la presenza di un contratto di lavoro valido.

Non sono servite a nulla tutte le mozioni partite dal Parlamento europeo e dal Senato italiano, cadute nel vuoto, vista prima la decisione del Tribunale supremo federale del Brasile – che l’8 giugno ha disposto la scarcerazione di Battisti – e poi quella del Consiglio nazionale per l’immigrazione.

Quest’ultimo provvedimento per molti italiani ha il sapore della beffa, tanto più ripensando al motivo per cui il Brasile ha negato l’estradizione: a quanto pare in Italia il povero Battisti avrebbe corso il rischio di essere perseguitato per le sue idee.

Francesca Penza

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Una risposta a Il Brasile concede visto di permanenza a Cesare Battisti

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    Plinio Marcos Moreira da Rocha 23/06/2011 a 05:59

    Caro,

    Vi presento il documento “Ci rammarichiamo della decisione sull’estradizione di Cesare Battisti”, http://pt.scribd.com/doc/57463116/Lamentamos-a-decisao-sobre-a-Extr… , dove, non riconoscono la sua legittimità, legalità, costituzionalità, il trasferimento della decisione finale di estradizione de cesare battisti al Presidente della República Federativa do Brasil, che stiamo mettendo a disposizione del governo italiano, che legittimamente, e costituzionale, estradizione in questione è trattata.

    Dopo tutto, che un “atto sovrano” sarà probabilmente riconosciuta, necessario, se lo fa, il diritto ad essere calpestato la Costituzione della República Federativa do Brasil PARTICOLARE, che ha attuato un parente presidenziale, in quanto, Ha “anima parlamentare”, in sostanza, rimosso molti dei poteri del presidenzialismo assoluto esistenti storico.

    A causa del luogo di cui sopra, insisto affermando che viviamo nel “caos legale”, dove la magistratura brasiliana, non ha potuto, nonostante 23 anni lunghi, assimilare l’essenza della nostra Costituzione, questioni di carrettiere con “prospettiva storica”, come se nulla fosse cambiato.

    Grazie,
    Plinio Marcos

    Prezados,

    Apresento o documento “Lamentamos a decisão sobre a Extradição Cesare Battisti”, http://pt.scribd.com/doc/57463116/Lamentamos-a-decisao-sobre-a-Extr… , onde, por não reconhecermos legitimidade, legalidade, Constitucionalidade, na transferência da decisão final da extradição de cesare battisti para o Presidente da República Federativa do Brasil, estamos, nos colocando à disposição do governo italiano, para que de forma Legítima, e Constitucional, a extradição em questão seja tratada.

    Afinal, para que um “Ato soberano” seja presumivelmente reconhecido, necessário, se faz, estar calcado no Direito Constituído DETERMINADO pela Constituição da República Federativa do Brasil, que implantou um Presidencialismo relativo, uma vez que, tem “alma parlamentarista”, que em essência, retirou muitos dos poderes históricos existentes em Presidencialismo absoluto.

    Em função do acima colocado, teimo em afirmar, que vivemos em “CAOS JURÍDICO”, onde o Poder Judiciário brasileiro, NÃO FOI CAPAZ, apesar de 23 longos anos, assimilar a essência de Nossa Constituição, trantando as questões com “olhar histórico”, como se nada houvesse mudado.

    Abraços,
    Plínio Marcos

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