Il boom di Ello, il social che sfrutta gli errori di Facebook

Il nuovo social network sta basando la sua strategia sui punti deboli di Facebook. Una scelta, quella di Ello, premiata dal boom di utenti e finanziamenti

elloÈ sempre più grigio il cielo sopra Mark Zuckerberg. Dopo  l’avvio di una stagione di forte concorrenza nel mondo delle chat 2.0, all’interno del quale Google Messenger e Skype Qik stanno mettendo a repentaglio il monopolio del settore da parte di WhatsApp, questa volta i grattacapi per l’ideatore di Facebook arrivano proprio dal mondo dei social network. A far traballare il monopolio dell’imprenditore di White Plains, è Ello, il nuovo social network che sta basando la sua forza proprio sui punti deboli di Facebook, riuscendo a riscuotere un crescente successo.

USO DI PSEUDONIMI – Lanciato ad agosto in fase sperimentale, Ello sta guadagnando la sua popolarità proprio grazie alle caratteristiche di Facebook poco gradite dagli utenti. In primis, la decisione del social di Zuckerberg di obbligare gli utenti ad utilizzare il nome che compare sulla loro carta d’identità. Tale scelta aveva causato non pochi malumori all’interno della comunità Lgbt, con le proteste più vibranti provenienti da alcune drag queen del mondo dello spettacolo. Ello ha colto la palla al balzo, e ha annunciato la possibilità per gli utenti di usare pseudonimi, trovando nella comunità omosessuale una buona dose di consenso e pubblicità.

UTENTI, NON MERCE – Secondo punto a favore del nuovo social network, la promessa di trattare i propri utenti come persone e non come merci. Una mossa molto abile, considerando i malumori che il trattamento dei dati personali da parte di Facebook, oggetto di un processo di compravendita con gli inserzionisti, aveva creato tra gli utenti del social di Zuckerberg. Ed ecco che Ello coglie nuovamente l’occasione, e nel suo manifesto scrive: «Ogni post che condividi, ogni amicizia che stringi, ogni link su cui clicchi, viene registrato e convertito in dati, acquistati dagli inserzionisti» «Noi crediamo che ci sia un modo migliore. Tu non sei un prodotto».

BOOM DI UTENTI E FINANZIAMENTI – I fondatori di Ello hanno voluto dare sostanza alle loro parole, registrando il nuovo social come una ‘public benefit corporation’, una società di pubblica utilità, che secondo la legge statunitense non può mostrare la pubblicità degli investitori, né tantomeno vendere i dati degli utenti, e che come tale si impegna periodicamente a donare una quota degli utili a enti caritatevoli. Una scelta, quella del nuovo social network, che è stata apprezzata dal mercato, tanto che ieri Ello ha annunciato di aver ottenuto un finanziamento di cinque milioni e mezzo di dollari. Un flusso di denaro che va di pari passo con l’aumento esponenziale degli utenti; dai novanta iniziali, Ello ha annunciato di aver al momento un numero di richieste di collegamento compreso tra le venti e le 45mila. Se va avanti così, caro Mark, di converrà correre ai ripari.

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: blog.sfgate.com

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews