Il bando del MiBACT: cercasi artisti gratis. E che paghino la SIAE

Lo scandaloso bando del MiBACT, che cerca artisti per le 'Notti al Museo'. Ma li vuole gratis, e che paghino spese e SIAE: la rabbia di Michele Spellucci

Dario-Franceschini-mibact-bando-artisti-gratis-siae

Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – MiBACT (turismo-attualita.it)

Impara l’arte e mettila da parte. Nel senso di “accantonala”: perché se speri di poter vivere di arte o cultura, beh la situazione è un po’ difficile. Basta vedere in che Stato (con la S volutamente maiuscola) è ridotta l’arte in Italia, se il MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) del ministro Dario Franceschini cerca artisti con un apposito bando per “la realizzazione di eventi culturali (musica, teatro, danza, letteratura, etc.) presso i luoghi di eccellenza della cultura”, in occasione della manifestazione nazionale Notti al Museo. E li cerca gratis. Con assicurazione e spese a proprio carico. E che, ovviamente, paghino la SIAE.

PROMUOVI LA CREATIVITÀ. MA FALLO GRATIS - Scopo dell’iniziativa ministeriale – come dichiarato al punto 1 del bando – era quello di “promuovere la creatività italiana in alcuni dei luoghi della cultura statali più significativi, contribuendo, altresì, a potenziare l’offerta in occasione delle aperture notturne e ad attrarre, di conseguenza, un numero più ampio di visitatori attraverso altre espressioni d’arte”. Iniziativa lodevolissima, se non fosse per alcune specifiche interne al bando, apparso sulla pagina Facebook e sul sito ufficiale del MiBACT il 7 luglio.

Cittadini e artisti hanno spulciato il testo e ne hanno ravvisato un trattamento vergognoso delle espressioni artistiche, da parte proprio di quell’organo istituzionale che, invece, dovrebbe tutelarle e incentivarle anche economicamente. Con i classici giri di parole in politichese, ma neanche tanto, questi sono i passaggi salienti del bando che hanno fatto scoppiare la rivolta tra gli artisti

  • Punto 2: “Il presente Avviso è rivolto a persone fisiche e giuridiche che intendano realizzare eventi culturali a titolo gratuito in favore del Ministero, ad esclusione di organizzazioni partitiche o politiche”.

NO SOLDI, SÌ VISIBILITÀ - La vecchia storia della visibilità. Puoi mettere in curriculum di aver partecipato ad un evento organizzato dal Ministero. Ma coi curriculum non si mangia. Si capisce invece benissimo l’esclusione delle organizzazioni politiche: avete mai visto un partito fare qualcosa gratis? Non sono mica artisti, loro. Ma se pensiate che lavorare gratis sia il peggio del bando, ecco cosa arriva dopo.

  • Punto 6.1: “Il proponente dichiara di essere in possesso di adeguata polizza assicurativa di responsabilità civile per danni a persone e cose, esibendone copia a richiesta dell’Amministrazione”
  • Articolo 6, punto 2: “Il proponente si impegna ad osservare tutte le norme che disciplinano la realizzazione di eventi, attività culturali, spettacoli da svolgersi in luogo in pubblico e/o aperto al pubblico”.

ASSICURAZIONE E SIAE A CARICO DEGLI ARTISTI - Passi per il primo punto – l’artista deve dotarsi a proprie spese di adeguata assicurazione professionale, che tuteli persone e cose da eventuali danni arrecati dalla sua presenza e/o esibizione – ma il secondo è la goccia che fa traboccare il vaso. Le “norme che disciplinano la realizzazione di eventi, attività culturali e spettacoli in luogo pubblico o aperto al pubblico“, altro non sono che quelle imposte dal diritto d’autore e dalla SIAE. Cioè per “lavorare” per il MiBACT, ad un evento organizzato da loro e per il quale il Ministero chiede la presenza di artisti, gli stessi artisti devono pagare a un ente pubblico economico (quando è uno stesso ente pubblico che richiede la loro presenza non retribuita) gli eventuali diritti d’autore della messinscena. Il tutto, immagine e tornaconto economico, va a vantaggio economico dei soli enti pubblici Ministero e SIAE. All’artista cosa rimane? La visibilità, ovvio.

mibact-bando-artisti-siae

Il bando del MiBACT prevede anche che siano gli stessi artisti a pagarsi la SIAE per l’esibizione gratuita (aprireunbar.com)

LA RABBIA DI MICHELE SPELLUCCI - A dare voce al dissenso degli artisti, ci ha pensato a gran voce Michele Spellucci, musicista nato a Roma con formazione al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e all’Università per la Musica e le Arti Interpretative di Vienna. La sua lettera aperta, indirizzata al ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini e al Direttore Generale per la Valorizzazione del patrimonio Culturale del MiBACT Anna Maria Buzzi, è stata condivisa più di 1600 volte, a mo’ di manifesto dell’indignazione degli artisti italiani. Tra l’ironico e l’inorridito, la delusione di Spellucci si racchiude tutta in due passaggi.

Il primo sulla delusione nel vedere sempre sacrificati i lavoratori dello spettacolo e non di certo quelli pubblici. I quali riceveranno adeguata remunerazione per le ore di straordinario. A differenza degli artisti che dovranno “potenziare l’offerta e attrarre un maggior numero di visitatori”.

Passi che i tempi sono bui per tutti, c’è la crisi e se non si investe sulla cultura, la cultura sarà destinata a morire. Passi anche che io son uno dei primi a sostenere che non si debba aspettare lo Stato per fare cultura perché lo Stato non ha nessun interesse alla diffusione della cultura stessa. Passi che da anni ormai ho deciso di mantenermi con un altro impiego e di dedicare tutto il mio tempo libero alla diffusione culturale a titolo completamente gratuito. Ora però da cittadino onesto, che vanta il regolare pagamento delle tasse, mi aspetterei che fosse il Vostro Ministero a cominciare ad investire in questa benedetta cultura e non che Voi dopo anni di insofferenza e di tagli e di totale apatia richiediate a me e a tutti coloro che con la cultura lavorano e tentano di sopravvivere di sponsorizzare a titolo gratuito i Vostri eventi per “potenziare l’offerta” e “attrarre un numero più ampio di visitatori”. 
Ma pur volendo sorvolare sulle mere questioni di principio, va da sé che un numero maggiore di visitatori attirati dagli eventi culturali che avranno luogo, porterà un introito maggiore alle Sovrintendenze ed agli esercizi dove si svolgeranno gli eventi stessi. E sinceramente non vedo motivo alcuno perché debbano essere gli operatori culturali gli unici a prestare lavoro volontario e non retribuito. Spero che capiate che dopo quasi 20 anni di studi e di battaglie è quantomeno inopportuno chiedermi di lavorare per Voi gratuitamente quando anche il più semplice guardiano del più piccolo museo riceverà uno straordinario per le due ore supplementari di lavoro in quella occasione. Ed è oltremodo offensivo che il Vostro Ministero preveda i fondi necessari a finanziare le aperture straordinarie ma non investa un solo centesimo per gli operatori culturali che dovrebbero “potenziare l’offerta”. Siamo anche noi, anzi lasciatemi dire soprattutto noi, operatori culturali, il vero patrimonio da valorizzare in questo paese poiché siamo noi a rendere viva ed interessante la cultura, a portarla a diretto contatto con la gente ed a spiegarla, renderla fruibile e quant’altro serva ad avvicinarla ai “visitatori”. 

Il secondo è riferito agli “oneri” che gli artisti, chiamati a offrire gratis i propri servizi, devono sostenere per la propria presenza agli eventi del MiBACT.

Ho impiegato del tempo per decifrare l’orribile senso di questo articolo (il 6.2, ndr). Già perché fatte salve tutte le norme di sicurezza del caso, che daremo per scontate, le altre norme che disciplinano la realizzazione di eventi, attività culturali e spettacoli in Italia hanno un solo nome: SIAE. Già perché essendo io il proponente dell’evento culturale mi caratterizzo agli occhi della SIAE come organizzatore e per cui secondo legge a me spettano gli adempimenti in materia di diritti d’autore con tariffe fisse (nel caso specifico farebbe fede la tabella per gli spettacoli gratuiti… direi) che variano dai 73,40€ ai 425,80€. Ed essendo io obbligato per contratto ad osservare tutte le norme, sarei io a pagare. Sarei davvero lieto di sbagliarmi ma purtroppo anni di esperienza mi portano a credere che il senso sia proprio quello.

Quindi, Signor Ministro e Signora Direttrice Generale, scusandomi della mia lungaggine nell’illustrare la situazione, tiro le somme del Vostro bando:

Il Ministero chiama a raccolta tutti gli operatori culturali per organizzare eventi che rendano più appetibile una propria iniziativa. Questa chiamata a raccolta non prevede però solo la beffa di essere a titolo completamente gratuito ma anche il danno di prevedere una serie inspiegabile di oneri a carico degli operatori culturali stessi.

Ora, con tutto il cuore, Signor Franceschini e Signora Buzzi, Vi chiedo:

CON QUALE CORAGGIO????

Il bando del MiBACT è sparito sia dalla versione web che da quella scaricabile in pdf. Invece di nascondere la testa sotto la sabbia dalla vergogna e chiedere scusa, al MiBACT hanno preferito cancellare tutto. Troppo tardi per porre rimedio alla figuraccia istituzionale.

Francesco Guarino
@fraguarino

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews