Ikea Italia: calano gli incassi, aumentano gli investimenti

Ikea

La libreria Billy, uno dei simboli della filosofia Ikea

Roma – Dopo 23 anni di presenza di successo in Italia, con un mercato in forte espansione e un’immagine consolidata a colpi di prezzi concorrenziali e servizi accessori come il ristorante svedese e lo spazio per i bambini, Ikea registra il primo calo delle vendite, sebbene di poco superiore al 2%.

Per l’amministratore delegato del gruppo, Lars Petersson, il mercato italiano per Ikea è comunque di fondamentale importanza strategica, con decine di milioni di visitatori all’anno, il quarto al mondo per numero complessivo di vendite e addirittura il terzo per forniture di prodotti, con oltre l’8% dei mobili venduti nel mondo provenienti dal nostro paese.

Secondo Petersson, inoltre, il gruppo non ha alcuna intenzione di rivedere le politiche commerciali a seguito della pubblicazione di questi dati, e anzi perseguirà due canali paralleli per l’aumento e il miglioramento dei servizi offerti ai clienti, seguendo una politica di investimenti che porta in dote una somma vicina al mezzo miliardo di euro, somme impensabili per la maggioranza dei gruppi imprenditoriali in un momento di durissima congiuntura economica e finanziaria.

Già da tre giorni, infatti, tre regioni del nord-ovest (Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria, che fanno riferimento al solo punto vendita di Torino) potranno acquistare parte dello smisurato catalogo dell’azienda svedese direttamente da casa, accedendo al sistema di acquisti on-line, che verrà gradualmente esteso a tutto il territorio nazionale nel giro di due mesi. Al contempo, poi, verranno potenziali gli store fisici, attraverso un profondo rinnovamento di alcuni negozi storici e l’apertura di almeno altri due centri, quello di Pisa e un nuovo negozio a Roma, nella zona sud-ovest di Pescaccio, che si aggiungerà così a quello di Porta di Roma e di Anagnina, il primo della Capitale.

I due nuovi centri commerciali giallo-blu favoriranno ancora una volta l’accesso al mondo del lavoro in un settore, quello dei prodotti di arredo, che ha visto nel corso di questi anni di crisi un pesante ridimensionamento, mentre Ikea Italia ha superato quota 8.000 dipendenti, tra addetti diretti e delle aziende fornitrici con le quali ha stretto rapporti commerciali.

Stefano Maria Meconi

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