I Rotoli del Mar Morto risorgono on-line

Storico accordo tra Israele e Google: gli antichi manoscritti di Qumran saranno presto consultabili in Rete con traduzione a fronte

di Chantal Cresta

scrollsGerusalemme – Qualche volta, dal mondo della Rete, arrivano notizie capaci di far fremere anche il cuore del più ammuffito topo di biblioteca ancora convinto che la conoscenza – quella con la C maiuscola – si possa fruire solo dalla carta di un libro. Recentemente, il motore di ricerca Google e le autorità israeliane sono arrivate ad un accordo epocale: la digitalizzazione e la pubblicazione Web dei  Qumran Scrolls, meglio noti come i Rotoli del Mar Morto, testi esseni risalenti al II-I sec. a.C., considerati alcuni dei documenti più antichi della cultura tardo-giudaica, pre-cristiana.

I Rotoli – sono stati rinvenuti tra il 1947 e il 1956 in 11 grotte nei dintorni della zona desertico-rocciosa del Uadi di Qumran nella parte nord-occidentale del Mar Morto (a 30 km da Gerusalemme). Si tratta di circa 30.000 frammenti, databili tra il 150 a.C. e il 70 d.C. che originariamente dovevano essere parte integrante di un corpo di rotoli di pergamena e carta di papiro complessivo di 900 documenti in lingua aramaica e greco antico. L’analisi contenutistica dei brani rinvenuti individuò 3 raggruppamenti tematici: i manoscritti “biblici”, ovvero la versione più arcaica del Vecchio Testamento mai rinvenuta ad oggi. Seguono i testi “apocrifi”, cioè le versioni non canonizzate della Bibbia risalenti al Secondo Tempio; tra questi i brani di Enoch, Giubilei, Tobia e Siracide. Ultimi i manoscritti “settari”, regolamenti sui quali si basava la comunità esseno-zelota, una setta dissidente che intorno al I sec. a. C. si sarebbe autoesiliata sulle rive del Mar Morto. Tra gli ordinamenti compaiono: il Manuale di Disciplina, La Regola dell’Assemblea, il Documento di Damasco, La Rotolo della Guerra, il Commentario di Abacuc.

Tra pochi mesi – questo inestimabile patrimonio dell’umanità sarà visibile e liberamente consultabile sul Web grazie alla partnership che IAA (Israel Antiquities Authority), custode ufficiale dei reperti archeologici del Mar Morto, e Google R & S Center stanno definendo con l’appoggio finanziario della Leon Levy Foundation, l’Arcadia Foundation e Yad Hanadiv Foundation. La  milionaria collaborazione permetterà alla IAA di dotare i propri laboratori della tecnologia Mega Vision, uno dei più avanzati sistemi per l’imaging e lo scanner digitale. Ogni frammento degli Scrolls verrà scansionato a varie lunghezze d’onda per la realizzazione di un’ immagine ad altissima risoluzione del tutto identica – in ogni sua parte – all’originale. Lo scopo principale della digitalizzazione è innanzitutto quella di assicurare una migliore conservazione dei reperti i quali, grazie ai sostituti multimediali, potranno essere studiati, analizzati e monitorati senza la nociva esposizione a fonti di luce ed aria.  In un secondo tempo, Google-IAA riporteranno “in vita” i Rotoli immettendoli in Rete per una libera consultazione e divulgazione accompagnata da meta-dati di traduzioni, trascrizioni e bibiliografie, nonché altri feed di carattere storico, linguistico e teologico. Il progetto prevederà anche l’introduzione di premi e borse di studio per gli studiosi che – grazie ad un click – si distingueranno con nuove e più approfondite indagini sui Rotoli e sul loro contenuto.

Qumran Caves
Qumran Caves

IAA-Google – sono entusiaste della partenrship che consentirà a chiunque di riscoprire le radici della millenaria civiltà ebraica, genesi di ogni altro ceppo culturale occidentale-medio-orientale. Shuka Dorfman, direttore generale IAA, è ottimista:”stiamo stabilendo un ponte tra progresso e passato nel tentativo di preservare questo patrimonio unico per le generazioni future. […] Siamo orgogliosi di imbarcarci in un progetto che fornirà l’accesso illimitato a uno dei ritrovamenti archeologici più importanti del 20 ° secolo, fondamentale per gli studi biblici, la storia del giudaismo e cristianesimo primitivo”.

Tempistica – La prima pubblicazione Web è prevista per il prossimo dicembre ma il completamento dell’intera opera richiederà circa 5 anni di lavoro.





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