I libri degli altri. Il lavoro editoriale di Italo Calvino

Italo Calvino (www.liquida.it)

Italo Calvino (www.liquida.it)

Roma – Inaugurata lo scorso 25 ottobre, la mostra I libri degli altri. Il lavoro editoriale di Italo Calvino, si chiuderà il 31 gennaio 2014. La rassegna, visitabile gratuitamente presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma, si svolge nell’ambito del progetto itinerante In viaggio con Calvino, promosso dall’Istituto Italiano per la cooperazione (IXCO) e la Casa dell’Architettura di Roma in occasione del 90° anno di nascita dello scrittore: si tratta di un vero e proprio viaggio alla scoperta delle molteplici relazioni che Italo Calvino ha intrattenuto con numerosi luoghi e persone. Roma, Castiglione della Pescaia, Cuba, Città del Messico, Buenos Aires, New York, Tokio, Parigi e infine Milano, dove verranno mostrati tutti i contributi ispirati dal genio di Italo Calvino ai visitatori dell’EXPO 2015.

LA MOSTRA – Eleonora Cardinale, curatrice della mostra insieme a Giuliana Zagra, in una intervista a Rai Educational, realizzata per presentare la rassegna, racconta com’è nata l’idea di questa mostra e qual è il suo obiettivo: «Nell’ambito del progetto In viaggio con Calvino, in ricordo dei 90 anni dello scrittore, ci sembrava più interessante soffermare l’attenzione su un aspetto meno noto di Calvino, che però permettesse di raccontare la letteratura della seconda metà del Novecento. Raccontare il lavoro editoriale di Italo Calvino alla casa editrice Einaudi è per noi un modo per entrare in contatto con la letteratura del secondo ‘900, capirne le linee fondamentali e le direttive che lo stesso Calvino voleva dare sulla letteratura e sugli scrittori del ‘900». La mostra mette in risalto due importanti fondi della Biblioteca nazionale, il fondo Falqui e il fondo Giovanni Macchia, due importanti biblioteche d’autore.

LE SEZIONI DELLA MOSTRA – La rassegna si divide in nove sezioni, a partire dal primo lavoro dello scrittore con la casa editrice Einaudi alla fine

Italo Calvino è stato uno degli scrittori più importanti nel panorama mondiale del XX secolo (www.arteesalute.blogosfere.it)

Italo Calvino è stato uno degli scrittori più importanti nel panorama mondiale del XX secolo (www.arteesalute.blogosfere.it)

degli anni ’40: l’attività alla Piccola Biblioteca Scientifico-Letteraria con la direzione, in particolare, del settore letterario di questa collana, la serie grigia. Si procede con la direzione del Notiziario Einaudi, una piccola rivista che informava sulla pubblicazione mensile della casa editrice. Una sezione (la terza) si occupa del ricco carteggio che Italo Calvino ha intrattenuto con Elsa Morante. Questo rapporto di amicizia nasce nel 1948: gli anni ’50 sono degli anni delicati per entrambi, con la presenza di romanzi inediti che, a loro parere, non sono all’altezza dei romanzi che li hanno portati al successo ma che poi serviranno ad ambedue per scrivere altri libri di successo. Due sezioni (la quarta e la quinta), sono interamente dedicate al rapporto di Italo Calvino con Elio Vittorini. Iniziato con il Politecnico, dove Calvino pubblica due reportage e un racconto, quello con Vittorini è un rapporto che si intensifica negli anni ’50 con il lavoro condiviso per la collana I gettoni e che poi sfocia negli anni ’60 alla direzione condivisa del Menabò. Il legame continua fino agli ultimi anni di vita di Italo Calvino attraverso la direzione della collana Cento pagine, dal 1971 al 1985, anno della sua morte. Al lavoro editoriale di Calvino è dedicata la settima sezione, intitolata I libri degli altri: lo scrittore sceglieva i libri da pubblicare ponendo una grande attenzione alla scrittura delle note introduttive, delle quarte di copertina, mettendo in evidenza tutte le novità che ogni libro apportava alla cultura nazionale. L’ottava sezione della mostra si occupa del rapporto dello scrittore con i suoi stessi libri: secondo la curatrice Giuliana Zagra «I libri degli altri sono quelli che servono allo scrittore per scrivere i propri libri, per dare nuovo stimolo alla propria creatività». L’ultima sezione è dedicata al rapporto di Calvino con il Premio Strega, il più importante premio letterario italiano. La partecipazione dello scrittore a diverse edizioni del premio  rappresenta la sua volontà di partecipare attivamente alla vita culturale del Paese: egli fu un amico della domenica fin dal 1951, presentando numerosi libri altrui ma anche quattro scritti da lui (Ultimo viene il corvo, 1950, Il visconte dimezzato, 1952, Il cavaliere inesistente, 1960, Le cosmicomiche, 1966).

IL TIMIDO SPERIMENTATORE – Carlo Fruttero, scrittore e traduttore italiano, nonchè collega di Calvino presso la casa editrice Einaudi, disse di lui: «Era totalmente negato per la conversazione, se con questo termine s’intendeva la capacità di parlare con disinvoltura della pioggia e del bel tempo. Maldestro, impacciato per non dire goffo, talvolta ai limiti del balbettio, ispirava negli astanti un forte sentimento protettivo, sconfinata indulgenza. I rapporti con gli autori italiani pubblicati dalla casa editrice toccavano in gran parte a lui, che si occupava inoltre dell’ufficio stampa, e occasionalmente si rivolgeva alla mia risaputa frivolezza per un aiuto a pranzo o a cena. «Vieni anche tu, con questo qui non ho assolutamente niente da dire». E al ristorante se ne stava poi in silenzio per due ore, facendo la sua parte con qualche vago borbottio partecipatorio, dei «già, già» volenterosi ma sempre fuori tempo. Gliene derivò fama di personaggio altezzoso, sprezzante, ovvero scontroso, chiuso» (testo in appendice a I libri degli altriLettere 1947-1981, di Italo Calvino, Einaudi, 1991). Eppure, da un carattere così timido e riservato, sono nate opere straordinarie: complessità, ovvero ricchezza di temi e di forme, attitudine alla sperimentazione attraverso il costante binomio di fantasia e ragione, hanno reso i suoi libri affascinanti e piacevoli, ricchi di stimoli per la riflessione.

(www.noigiovani.it)

(www.noigiovani.it)

IL COSMOPOLITISMO – In particolare, uno dei temi costanti nelle riflessioni dello scrittore, è la funzione dell’intellettuale nella società: Italo Calvino ha sempre avuto una enorme disponibilità verso l’uomo in generale, che ne ha fatto un viaggiatore instancabile e acuto, nonché uno degli scrittori più famosi e conosciuti nel mondo. Nonostante questa genuina apertura verso l’uomo, però, a partire dagli anni Cinquanta (periodo in cui in Italia si assiste al boom economico, all’avvento di una democrazia più moderna, al dialogo tra cattolici e marxisti) in Calvino si percepisce la compresenza sofferta di una fiducia dichiarata nell’uomo e di una sfiducia di fatto sia nel progresso che nella ragione umana, che andrà via via aumentando anche nei suoi scritti. In Marcovaldo, pubblicato nel 1963, Calvino sperimenta una sorta di favola moderna, marginale al neorealismo degli anni precedenti: all’immagine di una Italia povera e sottosviluppata  si contrappone l’immagine di un Paese che sta raggiungendo, in qualche modo, il livello di sviluppo dei paesi più ricchi: emblematica la scena in cui al supermercato Marcovaldo e la sua famiglia, sempre senza un soldo, riempiono il carrello di prodotti che poi non riusciranno a pagare e che dovranno rimettere a posto, ma che avranno dato loro l’illusione di partecipare ad uno dei riti fondamentali del consumismo. Spesso è stato chiesto allo scrittore se si sentisse simile al suo personaggio, Marcovaldo: «il fatto strano è che ho cominciato a sentirmi simile a Marcovaldo dopo aver scritto il libro. Quando lo scrivevo, credevo che fosse un personaggio un po’ buffo, un po’ triste,  ma molto diverso da me. Col passare degli anni invece…».

LA CULTURA – Lo scrittore ha mostrato una grandissima apertura verso tutti i linguaggi culturali: dalle scienze alla linguistica, dalla matematica alla

L'autografo dei sei punti delle 'Lezioni americane' sviluppati da Calvino (www.virginiafiume.com)

L’autografo dei sei punti delle ‘Lezioni americane’ sviluppati da Calvino (www.virginiafiume.com)

semiologia, dall’urbanistica al cinema, dall’antropologia alla musica. Calvino faceva parte dell’Oulipo, un gruppo fondato in Francia nel 1960 dallo scrittore e matematico Queneau, con lo scopo di esplorare le potenzialità creative delle regole formali e strutturali in letteratura, sia attraverso lo studio di testi già esistenti, sia attraverso la proposta di nuovi modelli operativi. Questa sua pluralità di interessi e conoscenze proveniva, a suo dire, dal suo vissuto familiare: «Ho cominciato a scrivere da ragazzo, ma ero molto lontano dalla letteratura: chi frequentava la mia famiglia apparteneva soprattutto al mondo scientifico o tecnico. Ho sempre avuto molta soggezione dei miei genitori, per cui, piuttosto che parlare con loro, mi rifugiavo nei giornalini, nella radio, nel cinema. Che la letteratura fosse la cosa che mi interessava di più a quell’epoca non sapevo ammetterlo. Dopo il liceo mi iscrissi alla facoltà di agraria a Torino, seguendo le orme di mio padre: quello che avevo in mente era che per me lo scrivere poteva essere un’attività marginale rispetto a una professione ‘seria’, che mi avrebbe messo in contatto con la realtà e mi avrebbe fatto viaggiare per il mondo. Insomma, a un certo punto sarei diventato lo stesso uno scrittore, ma con qualcosa in più» (Dietro il successo, Sugarco, Milano, intervista a Italo Calvino del 1984).

L’ULTIMO CALVINO – Le lezioni americane, pubblicate postume, sono i testi delle conferenze che Italo Calvino avrebbe dovuto tenere all’università di Harvard nell’anno accademico 1985-1986. Questi testi riprendono la riflessione calviniana sul ruolo dell’intellettuale e della letteratura nella società della fine del ‘900 e si propongono di divulgare alcuni valori, ritenuti fondamentali dallo scrittore, per il nuovo millennio: la leggerezza, la rapidità, l’esattezza, la visibilità, la molteplicità, la consistenza. I testi delle lezioni appaiono come un bilancio che lo scrittore fece di se stesso e del suo lavoro, proponendosi come una sorta di testamento spirituale, poiché quei valori «dovrebbero in realtà informare non soltanto l’attività degli scrittori, ma ogni gesto della nostra troppo sciatta, svagata esistenza». Come si è detto, Italo Calvino fu un grande innovatore, ma questo bisogno di innovazione è sempre stato collegato, nel lavoro e nelle riflessioni dello scrittore, a un grande rispetto per la tradizione letteraria del passato. In queste lezioni Calvino ripercorre la storia della letteratura occidentale dalle origini greche fino ai nostri giorni, cercando di trarne delle indicazioni per il futuro. Tuttavia, secondo il prof. Alberto Asor Rosa, tra le prospettive calviniane e la realtà della ricerca intellettuale e letteraria moderna si è aperto un abisso che non si vede come possa, oggi, essere colmato.

Mariangela Campo

I libri degli altri. Il lavoro editoriale di Italo Calvino

Biblioteca nazionale centrale di Roma, Viale del Castro Pretorio, 105

25 ottobre 2013 – 31 gennaio 2014

Ingresso gratuito

Orario: lun. – ven. 10.00/18.00

            sab.             10.00/13.00

Info: Ufficio stampa e promozione culturale

         Tel. 06 4989344

         Mail: ufficiostampa@bnc.roma.sbn.it

Foto: www.huffingtonpost.it; www.liquida.it; www.arteesalute.blogosfere.it; www.noigiovani.it; www.virginiafiume.com

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews