I Fratelli Mancuso e i suoni della Sicilia

I Fratelli Mancuso (musicclub.eu)

I Fratelli Mancuso (musicclub.eu)

Una settimana fa, durante la settantesima Mostra del Cinema di Venezia, veniva assegnato il premio Soundtrack alla miglior colonna sonora. «In una costruzione asciutta in cui la forza del film è affidata a gesti, silenzi e dialoghi nell’assenza di una colonna sonora tradizionale, l’emozione e il senso più profondo dell’opera sono affidate a un solo brano. Un risultato ottenuto anche grazie alla sintonia, frutto di un lungo percorso, tra Emma Dante e i Fratelli Mancuso».

Questa è la motivazione che ha portato Cumu è sula la strata, un brano nato d’inverno «per raccontare la solitudine, l’esodo biblico che hanno vissuto i paesi dell’interno spopolandosi con l’emigrazione», a vincere e i Fratelli Mancuso, autori del brano, a ricevere il premio. Enzo e Lorenzo sono originari di Caltanissetta, sono emigrati a Londra per lavorare in fabbrica negli anni 70 e poi sono tornati in Italia.

I fratelli Mancuso da anni percorrono uno dei più intensi percorsi della world music italiana. Nel 1993 hanno iniziato a raccogliere i canti del loro paese vincendo il Premio città di Recanati per le nuove tendenze della canzone d’autore, ma è sicuramente il periodo tra il 1997 e il 1998 il più importante, quando pubblicano l’album Bella Maria (da cui è tratto il brano vincitore a Venezia) e il regista Anthony Minghella sceglie un brano per la colonna sonora de Il Talento di Mister Ripley. Da questo momento in poi è un susseguirsi di colonne sonore per televisione e teatro: inizia, infatti, dalla Medea di Euripide la collaborazione con Emma Dante. Si dedicano anche alla didattica della tradizione musicale siciliana, tenendo lezioni e concerti in varie università tra cui Siviglia, Messina e Catania. L’ultimo lavoro risale al 2008: Requiem, è un concerto mistico per voci, coro femminile, strumenti e quartetto d’archi. Melodie mediterranee vengono svelate poco a poco dalle loro voci autentiche e dal sapore antico, rassicuranti per chi le ascolta, assolutamente famigliari per un siciliano.

I Fratelli Mancuso (cylcultural.org)

I Fratelli Mancuso (cylcultural.org)

Platone invitava ad ascoltare la musica di un popolo se lo si voleva conoscere a fondo, partendo dalle radici. Le radici della musica siciliana risiedono nel melos, una melodia di tradizione orale, cantilenata e ripetitiva, nata spontaneamente e poi con il tempo fusa con la poesia popolare siciliana. Il popolo siciliano ha dato vita ad una propria melodia sulla quale adatta di volta in volta la poesia, i concetti, le parole delle diverse espressioni artistiche con cui si è trovato, negli anni, a convivere: il nomos greco, il maqam arabo, l’inno bizantino, la canzone cortese dei Trovatori, fino alla polifonia cinque-secentesca, un insieme che ha creato un’armonia. La composizione poetica si sviluppa, in rapporto stretto con la melodia, in una serie di immagini legate tra loro ma non per forza collegate da un nesso logico, tramite l’improvvisazione. Una vasta conoscenza di parole arcaiche scelte in base al suono completa l’elenco degli elementi che il cantore siciliano è chiamato a disporre per dar vita all’espressione dei sentimenti del proprio popolo. Questo è quello che fanno i fratelli Mancuso, questo quello che continuano a raccontarci, svelando pian piano un universo di sentimenti affidato alla musica, alle parole, che trova voce inesauribilmente in un canto ricco di sfumature, poesia e passioni.

(Foto: cylcultural.org / musicclub.eu / folkbulletin.com)

Serena Prati

@Se_Prati

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