I food share: quando la solidarietà si fa con il cibo

Dalla Sicilia arriva I food share, un portale dedicato alla solidarietà attraverso la condivisione di generi alimentari

I food share

“Condividere il cibo è un atto d’Amore” si legge nella homepage del sito di I food share

Condivisione e partecipazione, sono queste le parole fondamentali di I food share, un nuovo modo di aiutare persone che si trovano in difficoltà economica. Si tratta infatti della prima piattaforma italiana dedicata alla condivisione di generi alimentari con gruppi, associazioni, persone, che ne hanno bisogno.

LA NASCITA DELL’IDEA – Sono anche questa volta dei giovani ad aver sviluppato il progetto: Daniele Scivoli, Francesco Perticone, Daniela Lirosi e Elisabetta Di Benedetto. Quattro ragazzi tra i 25 e i 35 anni residenti in provincia di Catania. La crisi mondiale ha portato dei risvolti molto negativi anche nel nostro Paese, con milioni di individui che rimasti senza lavoro, chiedono aiuto alle mense dei poveri e alle parrocchie. Questo senza tenere in considerazione coloro che per troppo orgoglio non chiedono aiuto, vivendo ai limiti della sopravvivenza. «L’idea è venuta alla fine del 2012, momento in cui ci siamo domandati se quella solidarietà, così intensa durante il periodo natalizio – ha raccontato Elisabetta Di Benedetto, una dei fondatori - potesse essere resa quotidiana attraverso un servizio capace di facilitare all’occorrenza l’incontro tra la domanda e l’offerta. «Uno dei nostri obiettivi - ha aggiunto - è coinvolgere in questo nuovo processo di solidarietà la rete delle Caritas, le parrocchie e tutte quelle realtà attive sul territorio che rappresentano dei punti di riferimento  per le persone che non hanno abbastanza di cui mangiare e che dunque è molto probabile non possano neanche accedere a internet».

I DATI – Ogni anno Waste Watcher stila un rapporto sullo spreco alimentare domestico nel nostro Paese. Secondo i dati riguardanti lo scorso anno, lo spreco domestico di cibo è stato pari a 8,7 miliardi di euro, con una media annua di 76 Kg pro capite. La crisi ha però fatto aumentare la sensibilità su questo problema: il 78% della popolazione si dice infatti preoccupato del problema e il 57% non getta più avanzi o cibi non più buoni. Dati significativi arrivano anche da Coldiretti, che ha rilevato, nel mese di luglio, come il 25% di frutta e verdura rischi di venire buttata dopo l’acquisto a causa dell’eccessiva maturazione. Nei paesi più sviluppati infatti la maggior parte dello spreco avviene a livello di distribuzione e consumo domestico. «Il cittadino è per noi l’attore di un nuovo paradigma di comportamento  - ha spiegato la Di Benedetto - e l’idea di mettergli a disposizione una piattaforma facile da usare va incontro al desiderio di responsabilizzarne i modi e l’atteggiamento».

COME FUNZIONA – Lo scopo di I food share è permettere a chiunque di cambiare il mondo, facilitando i gesti di solidarietà che si fondano sullo scambio del bene primario: il cibo. Per questo la piattaforma è stata strutturata per permettere a chiunque voglia donare cibo, sia esso un cittadino, un’azienda o una mensa, dopo aver registrato senza alcuna spesa l’offerta. Una volta che il prodotto è stato caricato, sarà il sistema a pubblicarlo  automaticamente indicando la città di riferimento e la data di scadenza inserita. Attraverso il sito è possibile, per chi desidera uno dei cesti alimentari, mettersi in contatto con l’inserzionista per accordarsi sulle modalità di consegna o ritiro.

Chiara Zanchetta

@ZanchettaC

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