I cavoletti di Bruxelles

La dichiarazione d’indipendenza del Kosovo non viola la legge internazionale. La sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue potrebbe supportare le rivendicazioni di molti altri gruppi separatisti nel mondo

di Silvia Nosenzo

L’Aja – La dichiarazione di indipendenza del Kosovo non viola la legge internazionale. Lo ha stabilito giovedì pomeriggio la Corte di Giustizia dell’Aja con dieci voti a favore e quattro contro.

La decisione, arrivata dopo 2 anni da quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha richiesto il parere, ha diviso l’opinione pubblica mondiale: mentre l’America e altri 70 Paesi, di cui 22 dell’Unione europea, si sono dichiarati soddisfatti della decisione, Spagna, Cipro, Slovacchia, Grecia  e Romania, insieme a Russia e molti paesi dell’Africa e dell’America Latina, si sono detti contrari.

Il capo della diplomazia europea Catherine Ashton ha salutato con grande entusiasmo la decisione. “L’attenzione deve essere ora rivolta al futuro. Il futuro della Serbia è nell’Unione Europea, come anche quello del Kosovo. Perciò l’Ue è pronta a facilitare il processo di dialogo tra Pristina e Belgrado per promuovere la cooperazione”, ha affermato.

Il ministro degli Esteri kosovaro Skender Hyseni ha dichiarato che si aspetta che la Serbia tratti il Kosovo come uno stato sovrano, seguendo la decisione della Corte. “Mi aspetto che la Serbia cambi atteggiamento e venga da noi per discutere di molte questioni di interesse comune”, ha detto Hyseni all’agenzia stampa Reuters. “Ma questo dialogo può solo avvenire come dialogo tra stati sovrani”, ha precisato.

Bambino festeggia anniversario della dichiarazione d'indipendenza del Kosovo

Il presidente serbo Boris Tadic  ha risposto che la decisione dell’Aja non cambierà la posizione della Serbia. Il commento è stato seguito dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri Vuk Jeremic che ha sottolineato che “La Serbia non riconoscerà mai, per nessun motivo, la dichiarazione di indipendenza della cosiddetta Repubblica del Kosovo”.  “Ci aspettano giorni difficili. E’ di importanza cruciale mantenere la pace e stabilizzare l’intera provincia del Kosovo. È cruciale che i nostri cittadini non rispondano alle provocazioni”, ha sottolineato.

La Serbia considera il Kosovo come la sua provincia più meridionale, la culla della nazione serba, benché la sua popolazione sia  prevalentemente di etnia albanese. Alla fine della guerra tra Serbia e separatisti kosovari che insanguinò il paese tra il 1998 e il 1999, il territorio fu  posto sotto il controllo della Nato. Nel febbraio 2008, il Kosovo dichiarò la propria indipendenza.

La sentenza dell’Ue probabilmente non cambierà la situazione: il Kosovo continuerà a considerarsi uno stato indipendente, mentre la Serbia non lo riconoscerà. In ogni caso, la decisione dell’Aja ha creato un precedente: perché non dovrebbero essere riconosciute allo stesso modo di quelle kosovare le rivendicazioni di indipendenza dell’Ossezia del Sud o dei separatisti baschi? Come ha fatto notare il Presidente serbo, questa sentenza potrebbe destabilizzare molte altre regioni del mondo.

Foto: http://passaggioasudest.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/41106/mappa-kosovo01GG.jpg

http://blog.panorama.it/foto/files/2010/02/kosovo-large.jpg

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