I 10 errori che Startup e Giovani Imprese non dovrebbero mai fare

Partiamo con lo spiegare cosa sono le startups, anche se ormai il termine è entrato a pieno titolo nel gergo più o meno tecnico economico della nostra lingua e del nostro Paese. Le startups sono quelle società nate dall’idea di un giovane imprenditore, o da un gruppo di giovani imprenditori, e segna lo status iniziale dello sviluppo aziendale, caratterizzato solitamente da alta probabilità di crescita e guadagni. Ma come vedremo sono tanti gli errori che potrebbero far perde la rotta ai giovani timonieri.

Le giovani imprese possono solitamente permettersi un margine d’errore molto ristretto per via del basso capitale e scarsa mano d’opera a disposizione. Ecco perchè gli errori fatti durante i primi passi della creazione di una società o azienda spesso vanno a danneggiarne il futuro o, addirittura, a provocarne il fallimento prematuro.

Ecco quindi i dieci possibili errori in cui una startup potrebbe incorrere nel momento in cui si accinge a far partire la propria attività che consiste nell’offrire beni o servizi.

1) Credere ciecamente nella propria idea. E’ un ottimo punto di partenza essere fiduciosi e credere nel progetto alla base della nascita di una giovane impresa, ma bisogna prestare molta attenzione a non sovrastimare il proprio entusiasmo poiché questo porta irrimediabilmente a sottostimare l’importanza che hanno altre componenti del proprio business, come i futuri clienti e la loro percezione del prodotto che si vuole vendere.

2) Non avere una valida domanda di mercato. Un classico errore sta nel pensare di essere in possesso di un prodotto vincente prima ancora d’essere certi di avere una solida domanda di mercato composta da clienti che considerino vincente il prodotto.

3) Iniziare a collaborare con i propri clienti troppo tardi. Nell’epoca della co-creazione e della condivisione ove tutto sembra social, è un errore non cercare la collaborazione dei propri clienti sin dai primi passi della progettazione del prodotto invece che attendere solo il momento del lancio.

4) Comprendere prima le difficoltà di penetrazione nel mercato. Non espandersi abbastanza nel proprio mercato di riferimento pone seri problemi nel raggiungimento della potenziale clientela a cui vendere il proprio prodotto.

5) Pensare all’unicità del proprio prodotto. Spesso si pecca di eccessivo entusiasmo credendo di avere un prodotto dalle caratteristiche uniche senza invece considerare la potenziale concorrenza sia in termine di competitors sia in termini di altri prodotti.

6) Sottostimare il tempo necessario per costruire un prodotto. L’errore più classico in questo caso sta nel porsi una data di presentazione del prodotto al mercato, prima che esso possa essere ultimato.

7) Assumere le persone sbagliate. Nel caso delle startup con bassi livelli di capitale e pochi collaboratori,
l’errore risiede nell’assumere persone che hanno bisogno di un staff per svolgere il loro ruolo, invece che ricercare lavoratori e collaboratori che si impegnino direttamente e con passione al nuovo progetto, senza troppe pretese.

8 ) Mancanza di concentrazione sugli obiettivi. La matrice, spesso giovane, delle startups porta a non focalizzarsi su quello che è l’obiettivo principale, dirigendo l’attenzione su progetti secondari che tolgono solo energie e risorse al core business.

9) Una politica di prezzo errata. Presumere di monetizzare immediatamente la propria idea, spesso porta a scegliere un prezzo troppo alto del prodotto finale, il quale potrebbe seriamente incidere sul successo atteso.

10) Non avere una pianificazione a lunga scadenza. Questo è uno dei problemi fondamentali. Essere folgorati da un idea innovativa e geniale non basta e la tendenza in voga tra le giovani generazioni non consente pianificazioni a lungo termine. Mentre avere una visone anche poco strutturata, ma che guarda moto in là nel tempo, è forse uno dei punti fondamentali.

Nello spirito prettamente imprenditoriale altri due punti vengono considerati come potenziali errori e cioè il disattendere le promesse fatte e il ritardare il lancio di un prodotto.

11) Non arrivare mai al prodotto finale. Spesso, nel processo di creazione del prodotto, la mancanza di una efficace pianificazione causa come unico risultato il continuo rifacimento del prodotto finale con il rischio che questo non veda mai la luce e venga poi immesso sul mercato con troppo ritardo.

12) Non offrire ai lavoratori un ambiente abbastanza amichevole e creativo. Purtroppo uno dei più comuni problemi per le startups è quello di concentrarsi sin troppo sul core business dimenticando che uno dei capitali più importanti all’interno di una azienda è il proprio personale. Per coltivare al meglio un progetto ci deve essere un team con idee ben chiare ma anche inserito in un contesto che esalti le potenzialità di tutti senza soffocare il potenziale creativo.

Antonio Tiritiello

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