Hong Kong e l’influenza aviaria H7N9: il ritorno del pauroso virus

influenza aviaria

Massicci controlli contro l’influenza aviaria (cina.quotidiano.net)

 

HONG KONG E L’INFLUENZA AVIARIA H7N9: IL PRIMO CASO – A Hong Kong l’influenza aviaria H7N9 ha fatto ieri la sua prima comparsa dopo circa dieci anni dall’ultima diffusione dell’analoga infezione H5N1. La sfortunata vittima che ha contratto il  virus è un’indonesiana di trentasei anni, trasferitasi in Cina per lavorare come donna delle pulizie presso la città dal “porto profumato”. Dopo essersi affidata alle cure ospedaliere  in quanto afflitta da una tosse persistente, le analisi hanno confermato la presenza del virus che ha destabilizzato profondamente le condizioni di salute della donna, attualmente non ancora fuori pericolo. La paziente ha funto inoltre da mezzo di trasmissione dell’infezione aviaria H7N9 per alcuni suoi conoscenti, la cui sintomatologia rivela chiari, seppur ancora lievi, segni di contagio.

IL CENTRO DI DIFFUSIONE DEL VIRUS - La donna ha contratto l’infezione probabilmente a causa del consumo di pollame acquistato presso i macelli di Shenzhen, cittadina della provincia di Guangdong confinante con la regione amministrativa di Hong Kong.

ALLARME ROSSO SANITARIO -  Alla luce del triste e spaventoso episodio, l’organizzazione sanitaria di Hong Kong ha attuato delle misure drastiche volte a contrastare l’espandersi della terrificante epidemia: sono implementati i controlli sull’importazione di pollame presso le attività commerciali situate nell’area circostante a Hong Kong che, in alcuni casi, hanno subito il temporaneo annullamento degli scambi alimentari fino alla completa estinzione del virus.

LE VITTIME PRECEDENTI - Preceduta dalla “nasty beast” H5N1 che nel 1997 ha causato la morte di sei persone presso l’ex colonia britannica, l’influenza aviaria H7N9 conta la sua diffusione in centotrentasette pazienti, tra i quali hanno perso la vita in quarantacinque.

UN VACCINO CONTRO L’INSORGERE PANDEMICO – L’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha già dichiarato nel 2005 il rischio dell’insorgenza di una pandemia dell’influenza aviaria, ha da tempo impegnato gli sforzi nel campo della ricerca volta alla creazione di un vaccino efficace che possa garantire la piena guarigione dei contagiati e sostituire il ricorso al meno affidabile Oseltamivir, medicinale comunemente utilizzato per curare gli afflitti dal virus.   L’influenza aviaria H7N9 per Hong Kong rappresenta una sfida pluriennale non ancora superata, alla ricerca di un effettivo aumento qualitativo dei controlli sulla diffusione di generi alimentari che garantiscano l’incolumità della popolazione.

Foto preview: lapresse.it

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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