Gridiamo forte: “STOP ALL’AIDS!”

Tra informazione e prevenzione, un viaggio per “conoscere” l’Aids. E allo Spallanzani di Roma test Hiv per tutti

Di Fabrizio Giona

Quasi 7 miliardi di persone nel mondo, ma in ogni paese e in ogni lingua un solo grido: STOP all’AIDS! Oggi, 1 dicembre 2009, si celebra la Giornata mondiale contro l’Aids, per ricordare come questa malattia colpisca ancora duramente, a quasi trent’anni dalla sua scoperta. Per noi di WakeUpNews un solo motto: informare per prevenire!

COS’È? – AIDS (Acquired Immune Deficiency Sindrome) significa “Sindrome da Immunodeficienza Acquisita“. Nelle persone malate di Aids le difese immunitarie normalmente presenti nell’organismo sono state fortemente indebolite a causa di un virus denominato HIV (Human Immunodeficiency Virus) e non sono più in grado di contrastare l’insorgenza di infezioni e malattie – più o meno gravi – causate da altri virus, batteri o funghi (queste infezioni/malattie sono dette “opportunistiche” proprio perché approfittano dell’indebolimento del sistema immunitario). È questo il motivo per cui l’organismo di una persona contagiata subisce malattie e infezioni che, in condizioni normali, potrebbero essere curate più facilmente. L’infezione non ha una propria specifica manifestazione, ma si rivela esclusivamente attraverso gli effetti che provoca sul sistema immunitario. Una persona contagiata viene definita sieropositiva all’Hiv. Pur essendo sieropositivi, è possibile vivere per anni senza alcun sintomo e accorgersi del contagio solo al manifestarsi di una malattia opportunistica. Sottoporsi al test della ricerca degli anticorpi anti-Hiv è, quindi, l’unico modo per scoprire l’infezione. I progressi della ricerca scientifica e l’uso della terapia HAART efficace (Highly Active Anti-Retroviral Therapy) hanno reso possibile allungare la vita di una persona sieropositiva per molti anni.

COME SI TRASMETTE? – Il virus dell’Hiv è presente nei seguenti liquidi biologici: sangue, liquido pre-eiaculatorio, sperma, secrezioni vaginali, latte materno. Si trasmette quindi attraverso il sangue infetto (stretto e diretto contatto tra ferite aperte e sanguinanti, scambio di siringhe), mediante rapporti sessuali (vaginali, anali, orogenitali) con persone con Hiv, non protetti dal preservativo, da madre con Hiv a figlio durante la gravidanza, il parto oppure l’allattamento al seno.

I DATI – Stando a quanto riportato dal Report on the Global Aids Epidemic 2008, presentato da UNAIDS, il programma delle Nazioni Unite per l’AIDS/HIV, e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono circa 33,2 milioni le persone nel mondo affette da Hiv, 2,7 milioni quelle che hanno appena contratto il virus e 2 milioni i malati deceduti per Aids. Sono 22,4 milioni, invece, le persone con Hiv che vivono nei Paesi dell’Africa sud-sahariana, la regione più a rischio, dove però si registrano 400mila contagi in meno nel 2008, con un calo del 15% rispetto al 2001. Tra le regioni più colpite nel mondo anche Asia meridionale e Sud-est asiatico dove sempre nel 2008 si è registrato un calo di circa il 20%. L’Aids è un grave problema di salute pubblica anche in Europa, dove le persone contagiate sono 740 mila. In Italia, il Ministero della Salute stima in 180 mila unità le persone sieropositive. Di queste, 1 su 4 non sa di esserlo e circa 22 mila sono persone con Aids conclamato.

stop20aidsRispetto a 20 anni fa si infetta un minor numero di persone, circa 4 mila l’anno, ma è molto più elevato il numero dei sieropositivi viventi per effetto delle nuove terapie. Cifre drammatiche che però lasciano intravedere i primi spiragli di luce: negli ultimi due anni infatti, grazie alla ricerca e agli effetti prolungati della terapia antiretrovirale combinata, il numero di decessi dovuti a malattie correlate all’Aids è in diminuzione. Ma la lotta non è ancora finita e la vittoria ancora troppo distante. «Bisogna continuare a tenere alta l’attenzione sulla malattia, non smettere di parlarne e rivolgersi principalmente alle giovani generazioni». È quanto sostenuto dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon in vista della Giornata Mondiale contro l’Aids. «Gli investimenti per la lotta all’Aids – continua Ban Ki Moon – stanno portando ad importanti risultati e salvando numerose vite. Dobbiamo continuare a fare ciò che funziona, ma dobbiamo fare di più, urgentemente, per confermare il nostro impegno nel raggiungere un accesso universale alla prevenzione dell’infezione da Hiv, al suo trattamento, cura e supporto entro il 2010».

LE INIZIATIVE – In occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids, oggi, i medici e gli infermieri del Poliambulatorio dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, in via Portuense 292, saranno a disposizione dei cittadini dalle 8 alle 20 per dare informazioni sulla malattia e sulle corrette misure di prevenzione, ma soprattutto, per offrire la possibilità di effettuare il test Hiv, l’unico modo per scoprire se si è stati infettati oppure no. «Fare il test per l’Hiv è un gesto di responsabilità individuale e collettiva, di tutela della propria e dell’altrui salute, di consapevolezza dell’importanza di prendersi costantemente cura della propria persona modificando, se necessario, comportamenti a rischio». È quanto sostenuto dagli esperti del Poliambulatorio, secondo i quali è necessario abbattere le barriere psicologiche che frenano le persone a sottoporsi al test. Per favorire l’abbattimento di questi ostacoli l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” è impegnato da oltre venti anni sia nell’assistenza alle persone malate che in programmi di prevenzione, sensibilizzazione e informazione sull’AIDS, gestiti attraverso un intervento professionale che comprende counseling pre e post test da parte di medici infettivologi, nel rispetto delle fondamentali regole della tutela della privacy.

Bisogna quindi non abbassare la guardia e fare il test. A dircelo anche l’attore romano Valerio Mastrandrea, in veste di testimonial in un spot anti-aids. Il video, di circa 30 secondi, è diretto dal regista Ferzan Ozpetek e ha come titolo “Aids: la sua forza finisce dove comincia la tua. Fai il test!”. Lo slogan sprona gli italiani a non esitare ad effettuare il controllo per l’Hiv, visto che secondo gli ultimi dati si allarga la fascia di popolazione inconsapevole che ignora la propria sieropositività.

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